"Cercasi schiavo per la stagione estiva, contratto irregolare o a nero"

"Cercasi schiavo per la stagione estiva, contratto irregolare o a nero"
Il manifesto provocatorio è apparso il primo maggio a Lipari. C'è chi ironizza: "Per info contattare Alessandro Borghese". Anni fa un messaggio simile sulla riviera romagnola
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"Cercasi schiavo". È la scritta apparsa sui muri di Lipari, la più grande delle Isole Eolie, che il mattino del 1 maggio si è svegliata con una serie di manifesti provocatori. Il riferimento è al lavoro stagionale nell'ambito del turismo e soprattutto nella ristorazione, tema caldo in queste ultime settimane in cui nel settore non si parla d'altro. La carenza di personale nei ristoranti denunciata da più parti fra dichiarazioni, appelli e contestazioni varie è al centro di dibattiti all'interno della categoria. E anche all'esterno. Obiettivo dei cartelli spuntati nell'isola siciliana dovrebbe essere proprio lanciare una provocazione nero su bianco. Anzi giallo come il colore del manifesto che recita: "Per la stagione estiva 800 euro al mese, 10 ore al giorno, no Tfr. Contratto irregolare o stipendio a nero. Giorno libero? Ah ah!". E continua: "Gli interessati sono invitati a confrontarsi con i loro colleghi, ad attivare solidarietà, a organizzarsi e a far valere i propri diritti. Buon 1° Maggio". 


Non è la prima volta che compaiono scritte simili. Già una decina di anni fa erano spuntate sulla riviera romagnola ad opera di un comitato denominato "Schiavi in Riviera", nato nel 2008 fra Rimini, Riccione, Cesenatico e Cervia “per sensibilizzare i cittadini e informare i lavoratori stagionali sui loro diritti negati”. Anche allora il testo usava gli stessi toni di oggi: "Cercasi schiavo per stagione estiva. Disponibilità 12 ore al giorno (80 ore settimanali). No giorno libero. No diritti sindacali. No perditempo. Retribuzione apparentemente buona". Dopo più di un decennio il dibattito è ancora e ancor di più aperto. E si estende all'allarme lanciato da chef e ristoratori che non trovano né cuochi né camerieri da contrattualizzare (regolarmente, sottolineano). La notizia dei manifesti di Lipari è stata rilanciata sui social e non sono mancati i commenti in tema. Sul blog satirico della community Aqtr - Aggiornamenti Quotidiani dalla Terza Repubblica spunta il riferimento allo chef Borghese che aveva accusato i giovani di non avere né passione né spirito di sacrificio e non volere fare la gavetta Nico R. infatti consiglia: "Per info contattare Alessandro Borghese". Bob A. fa un gioco di parole: "LiPari diritti per i lavoratori". 


Su Facebook c'è chi come Michele L. M. assicura che accade anche in altre regioni: "Stessa cosa confermo in Sardegna, infatti una sola stagione estiva ho fatto nella mia vita, dopo di che ho giurato che non lo avrei mai più fatta una, così ho fatto". Poi c'è Sergio P. che ironizza: "800 euro alle Eolie? Ah sono aumentati gli stipendi". Interviene Fabio S. che sottolinea: "Fa ridere perché è pure un'offerta allettante rispetto ad alcune proposte reali...!".


Non manca chi prende le difese dei ristoratori come Vito R. che risponde con sarcasmo: "Oramai chi lavora è schiavo, quindi meglio il reddito di cittadinanza. I titolari sono tutti orchi bruti che si arricchiscono grazie agli schiavi...". Fra un commento e un altro Maurizio Cipicchia, presidente di Assoimprese Eolie si è rivolto agli autori della provocazione, dicendo loro che “sarebbe stato più opportuno ed onesto, senza trincerarsi nell’anonimato, avere il coraggio di denunciare agli organi competenti, che hanno da sempre effettuato i dovuti controlli". 

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