Quattro nuovi chef italiani fra i giovani ristoratori d'Europa: ecco chi sono

 Il gruppone Jre
 Il gruppone Jre 
La rivoluzione della ristorazione passa dai volti e dalle ricette di Filippo Oggioni (Aosta),  Andrea Monesi (Novara), Andrea Valentinetti (Padova), Michele Castelli e Virginia Caravita (Matera). Sono loro le nuove leve  dell'associazione "Jeunes Restaurateurs d’Europe"
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Sono quattro i nuovi ristoranti entrati a far parte dell’Associazione JRE-Jeunes Restaurateurs d’Europe (sezione Italia) presieduta dallo chef de La Leggenda dei Frati, Filippo Saporito. La proclamazione a Villa Petriolo a Cerreto Guidi (Fi) per la XXIX edizione del Congresso Nazionale tornato in presenza dopo la pandemia.

Un momento di dialogo, di scambio e di condivisione nello spirito che anima questa associazione, vero e proprio network di cuochi che condividono i valori della professione. E così ai sessantanove chef proprietari di ristoranti già associati (divisi tra ordinari, onorari e fondatori e tavola d’onore), si sono uniti: Filippo Oggioni del Ristorante Vecchio Ristoro di Aosta; Andrea Monesi della Locanda di Orta di Orta San Giulio (No); Andrea Valentinetti del Ristorante Radici di Padova; Michele Castelli e Virginia Caravita della Dimora Ulmo di Matera.

Ma il Congresso toscano è stata anche l’occasione per parlare di nuovi progetti: primo tra tutti quel #FareRete che ha visto l’unione delle associazioni di settore (Jre Italia, Apci, Adg e Chic) unirsi per lavorare con un fronte comune davanti al tavolo del governo, a sostegno e a tutela della ristorazione italiana, con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, come ha testimoniato l’intervento di  Gianluca De Cristofaro, responsabile tecnico scientifico dell’Associazione Ambasciatori del Gusto. La voce è stata comune nei confronti delle parole di Andrea Alfieri, vice presidente di Chic: “Finalmente le associazioni di uniscono e hanno capito che solo in questo modo la volontà di tutta la categoria diventa importante: speriamo che inizino a darci retta”. Gli fa eco anche Sonia Re, direttore di Apci: “Solo chi è sul campo può essere utile a livello ministeriale per far capire le reali necessità e introdurre nuove leggi. Istituire un tavolo permanente e interloquire con il Ministero è un grande passo aventi per la categoria”.

E tra i progetti presentati per il 2022 non solo prosegue quello sulla formazione dei più giovani attraverso la collaborazione con l’Istituto Alberghiero E. Maggia di Stresa (il più antico d’Italia) e l’Istituto Pellegrino Artusi di Recoaro, ma scende in campo anche la nuova partnership con Alma, la Scuola Internazionale di Cucina Italiana a Colorno con il coinvolgimento degli chef Jre nella didattica con corsi non solo su cucina e sala, ma anche di imprenditoria e ristorazione. A questo si aggiunge la collaborazione con il progetto Life Climate Smart Chefs, presentato proprio a Villa Petriolo dal direttore generale di Alma, Andrea Sinigaglia. Il progetto, che è finanziato dal Programma Life dell’Unione Europea, intende coinvolgere attivamente gli chef come promotori di diete capaci di ridurre l’impatto ambientale, migliorando la salute pubblica e combattendo lo spreco alimentare. La domanda a cui si cerca di rispondere è quanto possa essere sostenibile un ristorante. Ed ecco che all’interno di questo progetto Alma, in collaborazione con la Fondazione Barilla e la Jamk University, sta lavorando a una App “per misurare – commenta Sinigaglia – la sostenibilità in ogni aspetto di un ristorante attraverso un algoritmo studiato appositamente. Si tratta di una sperimentazione legata alla Comunità Europea che andrà avanti per tre anni e che andrà ad analizzare dalla sostenibilità del menù a quello della cucina”.