Addio Franz Haas, re del Pinot Nero all'italiana

Franz Haas
Franz Haas 
La scomparsa per un infarto del vignaiolo altoatesino lascia un grande vuoto nel mondo del vino. Stimato per la serietà e la passione, sempre in prima linea, con cui svolgeva il suo lavoro in una famiglia che porta avanti la vigna da sette generazioni
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Da tutti considerato il re del Pinot Nero all'italiana, e stimato per la serietà e l'onestà intellettuale con cui svolgeva il suo amatissimo lavoro di vignaiolo. Ci ha lasciato Franz Haas, produttore altoatesino, ultimo esponente di sette generazioni di viticoltori. Se n'è andato domenica 13 febbraio, portato via da un infarto. Conduceva con passione l’azienda omonima di famiglia a Montagna, Bolzano. Note e apprezzate in tutto il mondo le sue etichette originali, dal sapore intenso, caratterizzate dalla inconfondibile firma. Un nome, Franz Haas, che rappresenta ben sette generazioni di vignaioli che va avanti dal 1880: era infatti noto come Franz Haas VII . La sua comparsa lascia un enorme vuoto nel mondo del vino, ma soprattutto nella sua famiglia e nell’azienda dove era amato da tutti. La sua filosofia di lavoro lo ha sempre spinto a valorizzare il ruolo delle persone, dei volti e della passione che ciascuno è in grado di portare nella grande famiglia dell’impresa vitivinicola: così lui concepiva il suo lavoro. 

Preparatissimo, perfezionista e sempre in prima linea nei suoi 55 ettari di vigneti, il suo pallino ero il Pinot Nero, vitigno difficile, delicato ed elegantissimo che lui interpretava da oltre 30 anni con uno stile unico e raffinato: la sua caparbietà l'aveva portato a fare tante sperimentazioni, varie prove di coltivazione di diversi cloni, e svariate prove di vinificazione e  affinamento, per un totale di quasi 600 Pinot Neri da lui vinificati. Obiettivo, quello di realizzare il vino perfetto, che già era appartenuto a suo padre. In una recente intervista che mi aveva rilasciato per La Stampa- Tuttigusti, a questo proposito aveva detto: «Mio padre l’ha sempre prodotto, la mia strada era segnata. Poi un giorno ebbi la fortuna di bere un vino straordinario, un Grands Échezeaux. Da allora iniziò la mia sfida: produrre un vino che andasse in quella direzione. Il Pinot Nero per me è il vitigno più nobile e il più ostico. Negli ultimi anni il cambiamento climatico si è fatto sentire e per questo nel 2000 ho scelto di piantare in altitudine».

Pinot Nero Schweizer
Pinot Nero Schweizer 

La sua etichetta preferita era il Pinot Nero Schweizer. Prima annata 1987, uscita nel 1990 con una bottiglia vestita da un’etichetta dell’artista Riccardo Schweizer. «Ancora oggi – raccontava lo stesso Haas - il mio sogno è realizzare un grande Pinot Nero».

Un sogno che ora spetterà portare avanti ai suoi figli, Franz Haas VIII e Sofia.

 La cantina di Franz Haas
 La cantina di Franz Haas 

«La scienza e il calcolo sono necessari per ottenere vini superbi, ma sono l'amore, la passione e la determinazione che sono essenziali per conferire loro carattere e complessità», amava dire Haas dimostrando la profondità del suo pensiero e l'emozione che sentiva dentro di sé nell'esercizio del lavoro.