Brunello di Montalcino da record: le ultime 5 annate valgono un miliardo

E il presidente del Consorzio, Fabrizio Bindocci, lancia la sfida green al Barolo: "Qui è vitato solo il 15%, il resto è bosco: nelle Langhe se tra le vigne trovi un albero è un monumento al territorio"
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Nove milioni di bottiglie all'anno, un giro di affari di 200 milioni solo considerando il vino: le ultime 5 annate valgono un miliardo. E un valore della terra che cresce sempre di più: 10mila metri quadri oggi raggiungono il milione di euro, il che significa +4500 % rispetto a 50 anni fa. Il Brunello di Montalcino è il fiore all'occhiello della produzione vitivinicola italiana. "Il vino più conosciuto nel nostro Paese - dice orgoglioso Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino - davanti a Prosecco e Chianti, due corrazzate da centinaia di milioni di bottiglie prodotte ogni anno: lo dice l’istituto di ricerca Wine intelligence, che ha intervistato un campione rappresentativo di consumatori italiani". Dati raggiunti grazie alle famiglie storiche del vino che hanno fatto la storia della denominazione (la Doc è stata istituita nel 1966, la Docg nel 1980) ma anche ad altri lungimiranti imprenditori approdati Montalcino spinti proprio dal prestigio e dalla qualità dell'investimento, basti pensare a Riccardo Illy, patron dell'azienda Mastrojanni con Andrea Machetti, o a Biondi Santi, storica casata acquistata nel 2016 dal gruppo francese Epi,  della famiglia Descourse, una delle più prestigiose della Francia del vino. Con un enoturismo in ascesa, cresciuto del 130% negli ultimi 10 anni. "La scorsa estate è tornato agli stessi livelli del 2019. Ci è bastato solo un anno per uscire dall’emorragia degli arrivi, grazie a un effetto sostituzione fortissimo da parte di italiani ed europei che hanno supplito alle chiusure assenze da Oltreoceano", ha detto Bindocci all'apertura di Benvenuto Brunello, la manifestazione ilcinese che compie 30 anni e che quest'anno offre un vasto calendario di eventi (fino al 29 novembre) oltre alla presentazione del Brunello 2017 (bell'annata, migliore delle aspettative), la Riserva 2016 e il Rosso di Montalcino 2020 di 119 cantine.

La sfida alle Langhe

Oggi due sono i grandi obiettivi che questo territorio si pone: il green con la partita della conversione degli ettari vitatri al biologico, e l'aumento del valore, quindi del prezzo delle bottiglie.  In entrambi gli ambiti la competizione con l'altro grande rosso italiano, il Barolo piemontese, si sente eccome. Come emerge dalle parole dello stesso Bindocci, che lancia la sfida alle Langhe. "La sostenibilità è dovere e opportunità di mercato: Montalcino è un trionfo della biodiversità, solo il 15% della terra è vitato, il resto sono boschi e altre colture, nelle Langhe sono tutte vigne e se c'è un albero è un monumento al territorio! Montalcino è un territorio agricolo e tale deve restare. Le piante assorbono CO2 e non avere aziende che inquinano bene per noi agricoltori ". Ma una la sfida del Sangiovese più pregiato di Toscana è anche un'altra: aumentare il valore, quindi il pezzo di mercato.

Alzare il prezzo

Stiamo parlando di un giro di affari che tocca i 200 milioni solo per quanto riguarda il vino, con circa 9 milioni di bottiglie in media di Brunello, affari a cui si aggiunge il valore dell'enoturismo. "Con l'annata 2017 siamo riusciti ad abbassare il numero di bottiglie a 7 milioni e ad aumentare molto la qualità, quindi anche un po' il prezzo - dice Bindocci - Negli ultimi anni il valore del Brunello è cresciuto di circa il 10% ma abbiamo ancora molta strada da fare. L'aumento del prezzo è una scommessa per noi, e sono siamo convinti che un Consorzio che coinvolge il 98% della produzione possa ancora fare molto per alzare ancora di più l’asticella del valore".

Gennaio a New York 

Quest'anno la presentazione delle nuove annate è stata anticipata a novembre per motivi commerciale (fino allo scorso anno era a febbraio insieme con le altre Anteprime di Toscana) e a gennaio 2022 il Consorzio volerà a New York per una edizione a stelle e strisce di Benvenuto Brunello. "Il mercato vola, grazie anche al nostro principale partner commerciale, gli Stati Uniti, che non ci hanno abbandonato lo scorso anno e che quest’anno registrano una crescita della domanda di vini italiani del 20%", sottolinea il numero uno del Consorzio.

Un vino che ha un fiorente mercato all'estero ma che piace sempre di più anche in casa. "Anche nella grande distribuzione, un mercato per noi secondario ma sempre più significativo sul segmento premium, Il Brunello ha compiuto un balzo a valore del 47%. E soprattutto, tra i vini di alta fascia, è nettamente quello con il prezzo medio più alto: quasi il 30% in più rispetto alla denominazione seconda in classifica".

Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino 

Tradizione e marketing

Mercato ma anche tradizione. "Tengo a sottolineare che nel tempo il numero di ettari vitati è rimasto lo stesso, e che le nuove generazioni del Brunello hanno seguito la strada dei padri e dei nonni - dice Bindocci - Lo scorso anno nonostante la crisi legata alla pandemia tutti i 4mila dipendenti delle cantine hanno continuato a prendere lo stipendio e questo per noi è motivo di orgoglio. Un verbo che ci piace molto in questo contesto  è " mantenere " nel senso nobile del termine di preservare il valore culturale. Qui ci sono grandi imprese che hanno fatto la storia, ma un ruolo fondamentale ce l'hanno anche innovazione e marketing, che deve essere coerente con qualità e che sfrutta con sapienza i canali social oltre alla tradizionale ristorazione".

L'enoturismo

Il turismo a Montalcino torna dopo solo un anno agli stessi livelli pre-Covid, un pieno regime nel borgo medievale e tra le aziende di vino della Val d’Orcia (patrimonio Unesco) da oltre 100mila presenze nei 4 mesi estivi e una ripresa sulle presenze 2020 che sfiora il +60%. Nel complesso, in un’area enoturistica storicamente dominata dagli habitué statunitensi (in media rappresentavano il 20% delle presenze) oltre a tedeschi, inglesi e brasiliani le presenze italiane sono cresciute di circa l’80% rispetto al 2019

 La Fortezza di Montalcino 

Il nuovo calice 

Benvenuto Brunello 2021 è anche l'occasione per presentare il nuovo calice ufficiale delle degustazioni: un mix di modello e materiali realizzato dopo mesi dii ricerca. Creato da Italesse, storico marchio del settore, il progetto “Senses” del calice del Brunello ha coinvolto enologi e produttori impegnati, con il Consorzio del vino Brunello di Montalcino e il primo Master of the Wine italiano, Gabriele Gorelli, a individuare forma e materiale di questo speciale glass. Il risultato è un calice (T-made70) con coppa a fondo piatto e il corpo affusolato, in vetro cristallino soffiato in automatico in assenza di piombo studiato per esaltare le caratteristiche organolettiche del Brunello.