Oltre il tempo, da un vecchio quaderno di ricette rinasce l'amaro del 1911

Monica Buzio, traduttrice professionista, ha scelto di onorare la memoria del bisnonno Luigi Fassio rimettendo in produzione i liquori da lui inventati più di un secolo fa, a partire dal Mentha
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Recuperare le ricette del passato per raccontare una nuova storia. Quella di Monica Buzio che, riesumato dal cassetto dei ricordi un ricettario datato 1911, ha deciso di far rinascere Amaro Mentha 1911, uno dei liquori creati dal bisnonno. Luigi Fassio, classe 1884, era un barista appassionato che aprì il suo primo locale nel 1905 a Torino, in zona San Salvario, e il secondo nel 1910 in corso Vittorio Emanuele II, accanto a Palazzo Rossi di Montelera. Tutti i suoi locali erano legati da una caratteristica: possedevano un sotterraneo dove poter distillare i liquori. Luigi, infatti, prese il diploma da liquorista proprio per produrre le proprie ricette, che annotava con dovizia di particolari su un taccuino. 110 formule che comprendevano liquori, vermouth, rosoli, creme ed elisir. Non mancava nemmeno un tale Elisir Coca, oggi illegale, che prevedeva 500 foglie di coca per 50 litri di prodotto.

A causa del fallimento del primo locale Luigi Fassio fu costretto a continuare l'attività utilizzando dei prestanome fino a quando, nel 1958, l'ultimo socio decise in autonomia di chiudere il bar e vendere i locali a una banca, scappando con i soldi e lasciando Fassio sul lastrico. Ciò che rimase poi al figlio di quel Caffè Carlo Felice fu un calendario Carpano di inizio secolo, una lattiera, un bicchierino graduato e il quaderno di ricette. Nel 2019 la pronipote Monica iniziò a pensare che quel taccuino con cui giocava da bambina potesse avere un valore e un'utilità.

Monica, come è riuscita a trasformare nell'Amaro Mentha 1911 una ricetta dei primi del Novecento, quando i liquori erano utilizzati soprattutto come rimedi medicinali?
"È vero che all'epoca i liquori venivano utilizzati spesso come rimedi, infatti sul libro da liquorista su cui studiò il mio bisnonno c'era un capitolo dedicato proprio alla farmacologia. Io, invece, nel 2019 mi sono rivolta a esperti del settore per testare alcune ricette e fare la prima campionatura. Quello che ho voluto fin dal primo momento è che la produzione venisse realizzata mantenendo gli standard più alti: la mia occupazione principale non ha nulla a che fare con il mondo dei liquori (faccio la traduttrice dal romeno) e se avessi deciso di buttarmi in questa avventura sarebbe stato soprattutto per rendere omaggio a Luigi Fassio nel migliore dei modi. Così mi sono rivolta all'opificio Vermouth Il Reale di Chieri, una realtà piccola e artigianale il cui Alfredo La Cava ha garantito di mantenere ricetta originale e qualità del prodotto finale". 

L'Amaro Mentha 1911 si può assaggiare solo nei locali in cui è distribuito o si può avere a casa propria?
"Si trova in bar e ristoranti come il Del Cambio e Madama Piola, ma si può certamente acquistare in alcuni negozi. Attualmente la distribuzione è curata direttamente da me e da Luca Pastoris di Madama Piola. A Torino si trova ad esempio da Damarco e online su CallmeWine. Al momento vengono prodotte circa 1500 bottiglie all'anno, ma speriamo di allargare il mercato mettendo in produzione anche un'altra ricetta molto particolare, lo Chartreuse". 

Come si beve? In purezza o è adatto anche alla mixology?
"È un liquore molto versatile. Un semplice cocktail da preparare a casa, inventato da Luca Pastoris, è acqua tonica Fever Tree con due parti di Amaro Mentha 1911, ghiaccio e fetta di limone: aromatico e rinfrescante. Ma può essere bevuto liscio, con o senza ghiaccio, e caldo come una tisana ed è per la mixology, infatti Luca Coslovich, senior barman del casinò di Montecarlo, prepara il delizioso Equinox che, insieme all'Amaro Mentha 1911, prevede anche Bourbon e Ginger Beer. E poi alcuni chef lo integrano nelle ricette, tanto che al ristorante Marco Polo di Ventimiglia se ne fa un risotto".

Amaro Mentha 1911, prodotto con doppio procedimento (l'alcol viene distillato dopo il processo d'infusione delle aromatiche), ha mantenuto la funzione di digestivo, assumendo caratteristiche molto versatili. Innanzitutto, nonostante il nome, la menta si percepisce al naso mentre sul palato lascia solamente un po' di freschezza, senza coprire le altre botaniche da cui è composto. La componente piacevolmente amara è invece garantita da aloe, genziana e china. Una storia di rinascita tutta piemontese, da scoprire con un bicchiere in mano.