Nelle Langhe un menu emblema del Piemonte che fa felici cuore e gola

Nella terrazza panoramica o al calduccio delle bella sala interna di Bovio a La Morra, dove Sandra con pochi bravi aiuti porta i piatti che il marito Marco cucina con passione
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Sono i ristoranti che io adoro; sono quei posti dove non ci sono solo cucina e cantina di valore, oltre a un servizio adeguato, ma dove, dietro, ci sono una storia, una famiglia, un testimone che passa da una generazione all’altra per scelta, per passione: i Santini al Pescatore di Canneto sull'Oglio (Mantova), i Possoni ad Olgiate Olona, Varese (tra Ma.Ri.na ed Acqua), i Brovelli al Sole di ranco (Varese), i Facciola (all'Edelweiss di Viceno di Crodo), i Bertinotti (a Borgomanero, Novara), i Vivalda (a Cervere, Cuneo).

“Sandra Bovio era piccina, aveva solo 19 anni. Aveva lasciato il papà Gianfranco a sovrintendere al ristorante di famiglia  e, con la mamma, seguiva Bruno e Marcello Ceretto a New York, tutti ambasciatori di quella cucina italiana, di quei vini di qualità che da quelle parti muovevano i primi passi. Sono passati molti anni da allora: papà Gianfranco è salito da poco a mescere i grandi vini della sua casa agli angeli e Sandra manda avanti con pochi bravi aiuti la sala gioiello del ristorante che porta il nome della famiglia, poche centinaia di metri sotto il culmine di La Morra, proprio là dove c'era il Bel Sit, con i vigneti e l’Albese davanti a 180 gradi”.

Rileggo queste righe su La Stampa del 6 aprile del 2017 oggi che racconto la mia più recente visita, poche settimane fa, in questo locale che è simbolo del Piemonte e non solo per le sue ricette, per i suoi piatti meravigliosi e immarcescibili. Davanti a voi, scesi dalla strada che si inerpica verso il cuore di La Morra (dove i Bovio mandavano avanti in piazza l’indimenticabile Belvedere), parcheggiato nell’ampio spazio, avete davanti a voi il grande e struggente panorama della terra del vino dei re e re dei vini. Nella terrazza panoramica o nel calduccio delle bella sala interna, Sandra con pochi bravi aiuti porta i piatti che il marito Marco fa con l'anima e il cuore di sempre.

Sono stanco dei piatti bellissimi, fantasiosi, dall’accostamento sempre più spesso inutile di mille ingredienti in gran parte superflui (servono solo a far perdere tempo in cucina e a voi al tavolo a farveli assaggiare spesso a temperature troppo basse). Sarà l'età (gli anni sono 72), sarà la dolcezza del ricordo dei sapori di gioventù per non dire d'infanzia, che adoro i buoni piatti di sempre. Siamo in provincia di Cuneo? E allora via libera al vitello tonnato, al tortino di asparagi del Roero con fonduta di Raschera, ai tagliolini ai 40 tuorli alla salsiccia di Bra, ai ravioli ai tre arrosti, agli gnocchi di patate ripieni al Castelmagno, al capretto di Alta Langa arrosto, allo sformato al cioccolato Domori (viene, come forse sapete, da None, Torino) o il gelato fatto in casa accompagnato, magari, da un altro simbolo italiano nel mondo che fanno i fratelli Bardini dell’Agrimontana di Borgo San Dalmazzo (Cuneo), un marron glacé che nemmeno a Parigi…

Menu degustazione a 48 euro, pranzo medio alla carta (quattro piatti e un bicchiere scelto tra 15 tipi diversi e 40 mezze bottiglie!) con 65/75 euro per gola e cuore.

Bovio

La Morra (Cuneo), via Alba 17 bis

0173.590303, www.ristorantebovio.it

Di solito chiuso mercoledì e giovedì 

Ultima prova:15-6-2021

VOTO : 16/20

POSIZIONE   4 stelle su 5

AMBIENTE    3 stelle su 5

SERVIZIO      3 stelle su 5

CANTINA       4 stelle su 5