Pasticceria insultata per aver ricordato le regole del green pass: "Al nostro sorriso hanno risposto con minacce di morte"

Il fotomontaggio postato 
Tutto è nato da un post sui social con un fotomontaggio sulla differenza di servizio a seconda del possesso o meno del certificato verde. Alessandra Vannini, titolare di "Silvano e Valentino" a Firenze: "Io le norme le rispetto. Questa malattia la conosco bene, si è portata via il mio amato papà"
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"Minacce di morte, auguri di fallimento, offese di una violenza inaudita da quei leoni da tastiera che si mascherano dietro profili falsi. E tutto per aver ricordato le regole del Green Pass ai nostri clienti il 5 agosto, il giorno prima che entrasse in vigore l'obbligo. Lo abbiamo fatto con un'immagine divertente, spensierata, che riprende i cartelli in autostrada. Noi doniamo dolcezze e sorrisi. In cambio abbiamo avuto una montagna di cattiveria solo perché rispettiamo le regole".

Sono ferme la parole di Alessandra Vannini, titolare di uno dei templi della dolcezza toscana, la "Pasticceria Silvano e Valentino" di Firenze caduta nella rete degli attacchi no pass, come altre attività ristoranti e locali che hanno aperto le porte alle nuove regole anti Covid. E, inevitabilmente, hanno chiuso l'accesso a quanti non sono d'accordo con l'obbligo della carta verde per sedersi ai tavoli nei luoghi chiusi. La proprietaria della pasticceria fiorentina, aperta nel 1979 dal papà e dallo zio a cui è intitolata e finita nel mirino della protesta anti-certificazione, racconta a Il Gusto quali sono state le reazioni alla sua posizione .

Alessandra Vannini 
"Ieri un cliente è entrato e ha iniziato a urlarmi: 'Devi essere una disobbediente, non devi cedere al loro ricatto'. Io con calma e con il sorriso che ho cercato di non perdere neanche dopo le frasi pesanti minatorie che ho ricevuto gli ho risposto: 'Non ho mai disobbedito da piccola figuriamoci se lo faccio ora con la legge'. Non si riesce a far comprendere che tutte le norme che oggi possono risultare un'incombenza domani potrebbero portare al risultato di lavorare con certezza, senza la confusione che ancora regna". 

Alessandra, che ha 15 dipendenti "quasi tutti vaccinati o in attesa della dose", pensa a loro, alla responsabilità che ha nei loro confronti e in quello delle rispettive famiglie. La maggioranza ha preso il Covid nella prima ondata. Tutti sono guariti e sono tornati al lavoro quando l'attività ha riaperto dopo il lockdown. Qui la voce della 53enne che gestisce l'attività insieme al socio e compagno Andrea, si incrina: "Ho perso mio padre Valentino per questo maledetto virus, era il 4 aprile 2020. Lui aveva 80 anni ed era in salute. Veniva ancora in negozio. È stato ricoverato, all'ospedale hanno fatto tutto quello che doveva esser fatto ma è andato via". Una presenza, quella del coronavirus, che l'ha toccata molto da vicino e che forse anche per questo vuole ancor di più tenere fuori, il più lontano possibile dal suo regno, che era anche quello del suo amato papa. Perché vada tutto liscio e non ci siano problemi ha anche fatto seguire un corso intensivo di un'ora e mezzo a tutto il personale sulla gestione dei dati Covid che vengono mostrati dai clienti quando esibiscono il Green Pass. 

E per l'operazione di visualizzazione e scannerizzazione ha assunto una persona addetta unicamente a questa mansione. La sua pasticceria è molto grande, circa 350 mq: "Il nostro fiore all'occhiello è la MilleFoglie Deluxe con triplo strato di sfoglia croccante, crema pasticceria fatta a mano e montata al momento e frutta fresca di stagione tagliata a rifinire e guarnire il tutto". E ha a disposizione tutte le possibilità di ricevere la clientela: al bancone, ai tavoli interni e in quelli esterni. Proprio a queste tre opzioni su rifaceva l'immagine del post preso di mira

Tre i cartelli indicati: il primo con "Al banco, riservato ai clienti Telepass", il secondo "Al tavolo riservato ai clienti Green Pass", "Da asporto riservato ai clienti Free Pass". 

"Cosa vorrei dire a quei colleghi che invitano ad entrare senza la carta verde? Solo che seguiamo strade diverse per scelte diverse, ma che non voglio entrare in polemica" sottolinea Vannini. Che dopo "l'ora x" ha scritto un nuovo post in cui ringrazia anche  l'assessore allo sviluppo economico della Regione Toscana Federico Gianassi che, dopo averle mandato un messaggio privato, ha espresso pubblicamente la sua solidarietà.

"La Pasticceria Silvano e Valentino, per il solo fatto di avere ricordato le regole del greenpass, è stata oggetto sui social di minacce anche di morte - ha scritto Gianassi su Facebook-. È davvero inaccettabile. In ogni caso se perderanno qualche cliente novax, io per parte mia ci passerò più spesso. Perché è un’ottima pasticceria e perché rispetta le regole".

Sempre in Toscana qualche settimana fa ad essere attaccata non per il Green Pass  ma per l'osservanza delle norme anti Covid era stata una gelateria con due punti vendita, uno a Lucca e un altro a Pisa. Anche in quel caso minacce di morte, auguri di fallimento e insulti vari rivolti alla "Gelateria dei Coltelli" e al suo titolare Gianfrancesco Cutelli, "colpevole" di aver affisso all'ingresso un cartello d'avviso: "Si prega la gentile clientela di non accedere al locale se si manifestano sintomi di: Covid  19, Razzismo, Omofobia. Grazie per la collaborazione". 

Parole che avevano finito con l'innescare una serie di commenti negativi. Tali e quali a quelli ricevuti dalla pasticceria fiorentina. In entrambi i casi la risposta è stata univoca: con la dolcezza di coni, coppette e torte si vince sempre e comunque.