No Green Pass: su Telegram la rivolta dei dissidenti con la mappa dei locali che non lo chiedono

La mappa del locali "dissidenti" 
Torna Io Apro, la protesta organizzata che già a gennaio 2021 aveva fatto parlare di sé, e riparte il tam tam mediatico sotterraneo per sostenere chi ha scelto di ribellarsi
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"Io apro" era la protesta nata a gennaio 2021 e che vedeva coinvolti i ristoratori che avevano deciso, allora, di non aderire al coprifuoco, ai divieti della zonazione a colori. Una delle tante nate dal primo lockdown della primavera 2020 a oggi, ma l'unica che passava dal dire al fare, dalla protesta pacifica per far sentire il proprio dissenso alla Politica alla ribellione attiva. Sembrava essersi chiusa in poco tempo quella pagina di cronaca, eppure oggi torna a tenere banco, proprio (e ovviamente) nel primo giorno di entrata in vigore del Decreto che rende obbligatorio il Green Pass per poter sedersi al chiuso al ristorante. La ristorazione non è ovviamente l'unico settore economico a essere colpito dalle nuove regole, ma è qui che per ora si concentrano le maggiori proteste. Che ancora una volta scelgono il social più libero e meno controllato, Telegram, per diffondersi. 



A gennaio sui canali più o meno aperti dell'app di messaggistica con l'iconcina blu erano state aperte pagine regionali, in modo che di provincia in provincia potessero essere organizzate le serate di protesta (ovvero l'ingresso ai ristoranti in maniera libera), oggi la storia si ripete, come evidenziato in un articolo del quotidiano online Open. Gli utenti si stanno organizzando per diffondere i nomi dei locali che lavoreranno non tenendo conto dei divieti, rifiutando cioè l'obbligo di esibizione del pass e di tracciamento dei clienti. Una chiamata al popolo (no vax e non solo), che sta ricevendo un seguito importante già nelle prime ore, se è vero che un utenten anonimo si è preso la briga di creare una mappa aperta su google dove segnare, di volta in volta, i locali aderenti all'iniziativa, in modo da renderla fruibile a tutti. 

Una protesta che non arriva all'improvviso e che, probabilmente, non stupisce nessuno. Da giorni, da quando cioè era stato annunciato l'arrivo di questo provvedimento, seppur con alcune incertezze sugli aspetti più pratici della questione, erano cominciate le prime proteste. Alcune pacifiche, altre meno, soprattutto nel versante online del dibattito pubblico. Nota la vicenda del ristoratore versiliese Amelio Fantoni, aggredito perché aveva promosso una piccola iniziativa pro Green Pass: scontare del 10% le consumazioni di chi saraebbe arrivato al suo tavolo con la documentazione sanitaria richiesta. Primo ma decisamente non ultimo a essere sottoposto a queste attenzioni. Come Andrea e Mirko, fratelli agrigentini al timone del locale La Rotta nella città della Valle dei Templi che, dopo aver deciso di anticipare di qualche giorno l'attuazione del provvedimento nel loro locale, si sono trovati a dover far fronte a una Shitstorm di recensioni negative (false) sulla loro pagina Google, che sono riusciti a far cancellare solo dopo alcuni giorni e un importante tam tam mediatico, questa volta a loro favore.

Due casi, i più famosi in questi giorni, che però sono un campione abbastanza rappresentativo di quello che i ristoratori che hanno dichiarato (pubblicamente) di volersi attenere alla legge in vigore, hanno trovato e stanno trovando in questi giorni sulle loro pagine social.