La fatica creativa di essere chef: all'Andaras Traveling Film Festival trionfa il corto "Cru"

Un momento del corto "Through the Lens" di Costanza La Bruna 
Viaggi, cibo ma anche scoperte di luoghi, yoga in spiaggia e workshop di fotografia: in Sardegna va in scena la bellezza. Tra i premiati anche  "Uno" di Javier Marco Rico sulla tragedia dell'immigrazione
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Per avere successo nel mondo dell’alta cucina non basta la creatività. Un giovane chef deve imparare che dietro a ogni piatto di un menù stellato ci sono sangue, sudore e lacrime. Lo svizzero David Oesch è riuscito a raccontarlo in 10 minuti con "Cru", il miglior "Narrative Short Food" incoronato dall’Andaras Traveling Film Festival, l’appuntamento estivo sardo dedicato al cinema di corti di viaggio, che quest’anno ha deciso di dedicare due sezioni al cibo, in collaborazione con Slow Food Italia. A trionfare nella sezione "Docu-Short Food" è stato invece "Through the lens" di Costanza La Bruna: un titolo inglese per una storia tutta italiana dedicata alla Lens culinaris, la lenticchia, e alla sua tradizione millenaria che è conservata nelle mani e nella memoria degli anziani contadini delle piccole isole vulcaniche siciliane ma si sta perdendo.

Un'immagine del corto Cru, premiato al festival 


La sei giorni di cinema e cibo (https://www.andarasfilmfestival.com/) ha portato proiezioni e degustazioni (anche alla scoperta di ingredienti a rischio estinzione come il casu cottu e il fagiolo bianco) nella Costa delle Miniere, tra i comuni di Fluminimaggiore e Buggerru. Suggestive le proiezioni in riva al mare e nel Tempio di Antas, il sito archeologico punico-romano scoperto dal generale La Marmora nel 1836 e restaurato nel 1967.

Le proiezioni al Tempio di Antas 

«La selezione dei film in concorso ha visto opere da tutto il mondo sui temi del viaggio e del cibo - ha detto Marco Corrias, sindaco di Fluminimaggiore nonché ideatore del festival -. A questo proposito la collaborazione con Slow Food è l’inizio di un percorso che poterà Fluminimaggiore ad essere una delle nuove tappe di Slow Food Travel», che propone un modello di viaggio (https://www.fondazioneslowfood.com/it/cosa-facciamo/slow-food-travel/) fatto di incontri e scambi con agricoltori, casari, pastori, fornai, viticoltori e cuochi, guide speciali alla scoperta delle tradizioni locali.

"Through the Lens" di Costanza La Bruna 

«Questa edizione – aggiunge il direttore artistico, Joe Juanne Piras – è andata anche oltre le aspettative. Gli ospiti hanno partecipato non solo alle proiezioni, ma anche a attività extra di scoperta di luoghi, yoga in spiaggia e workshop di fotografia». «Attraverso l’offerta cinematografica abbiamo voluto valorizzare il nostro territorio», conclude Maria Paola Pisanu, presidente dell’associazione culturale Andaras.


Oltre ai due corti sul cibo, nelle categorie principali, dedicate al viaggio, l’Andaras ha premiato "Uno" di Javier Marco Rico sulla tragedia dell'immigrazione (riconoscimento speciale Andaras), "Le syndrome d'Archibald" di Daniel Perez (premio della giuria); premiati poi "Leo" di Moein Rooholamini, "Nobody dies here" di Simon Panay, "So what if the goats die" di Sofia Alaoui, "One hour to Banaue" di Mario Oliva Gomez, "Song sparrow" di Farzaneh Omidvarnia e "The van" di Erenik Beqiri. Menzione speciale al regista iraniano Mahan Khomamipour per "Simulation of Mr Yellow", girato ad Aleppo durante l’occupazione dell’Isis.