La fotografa globetrotter e la macellaia del Chianti, storia di un successo

Un dettaglio di “Ritratto di donna macellaia di Panzano - Martina”, la foto con cui Marina Spironetti ha vinto il "Pink Lady Food Photographer of the Year" 
A Marina Spironetti il primo premio nella categoria dedicata a Claire Aho del "Pink Lady Food Photographer of the Year" per il ritratto di Martina, giovane macellaia di Panzano: "È la celebrazione dello sguardo femminile"
2 minuti di lettura

Lo sguardo di Martina punta dritto in camera. È sicuro di sé. Dietro la macchina fotografica, altrettanto determinato, ma anche empatico e sensibile, c’è lo sguardo di Marina Spironetti, la fotografa che ha saputo immortalare in uno scatto le sfumature di una giovane donna macellaia. Con indosso il grembiule di acciaio, truccata con eye-liner e rossetto rosso, Martina si appresta a selezionare un coscio per il disosso.

Questa nota di femminilità portata in un contesto professionale generalmente considerato maschile, ha convinto la giuria del contest internazionale «Pink Lady Food Photographer of the Year» ad assegnare il primo premio della categoria "Claire Aho Award for Women Photographers" (in memoria della fotografa finlandese Claire Aho) al Ritratto di donna macellaia di Panzano - Martina (mentre il primo premio assoluto è andato a Taste del cinese Huaifeng Li). L’immagine fa parte di un progetto, una serie di ritratti e interviste a quattro giovani donne arrivate in Toscana da vari angoli del mondo per imparare l'arte del disosso alla scuola del Maestro Dario Cecchini.

Un gioco di rimandi tra donne, quindi. «Non perché la donna sia una categoria protetta, ovviamente - commenta Marina Spironetti -. È la celebrazione di un approccio e di uno sguardo femminile, diverso da quello maschile. Quello che è interessante, è proprio indagare questa diversità».

Al «Pink Lady» Spironetti ha partecipato candidando più scatti, ottenendo anche un terzo posto nella categoria «Luoghi» dell’«Errazuriz Wine Photographer of the Year», con l’immagine Dentro al Cubo, realizzata nella tenuta Bricco Rocche, a Castiglione Falletto nelle Langhe. Come il ritratto di Martina, anche questa immagine fa parte di un progetto più ampio, una commissione a lungo termine per documentare la vita, nel corso di un anno solare, nell’azienda vinicola Ceretto. «Di qualunque categoria si parli, dal cibo al paesaggio - spiega Spironetti -, mi interessa indagare l’elemento umano. La mia interpretazione di food photography guarda al rapporto dell’individuo e della società con il cibo, e a tutto ciò che gli ruota intorno: l’assenza o l’abbondanza, le professioni e le storie. Anche nelle nature morte tendo a inserire l’elemento umano: una pietanza in parte già consumata, una mano che si allunga su un piatto».

"Dentro al cubo", foto realizzata da Marina Spironetti nella tenuta Bricco Rocche, a Castiglione Falletto nelle Langhe 

Nei giorni successivi all’annuncio del premio, la fotografa globetrotter (ha vissuto a Londra, Parigi e Buenos Aires. Attualmente vive a Milano) ha sperimentato una sorta di sbornia mediatica. Il suo ritratto della ragazza macellaia di Panzano in Chianti è rimbalzato sui siti internazionali e sui social media. Nel feed Instagram del Times e del Sunday Times, la foto di Martina si trova accanto alla coppia di Kensington Palace, William e Kate, immortalati nel ritratto per il loro decimo anniversario di nozze. Una curiosa coincidenza, considerato che la mostra di tutti i finalisti sarà presentata dal 20 novembre al 12 dicembre 2021 alla Royal Photographic Society di Bristol, una delle più antiche società fotografiche del mondo, di cui Kate Middlelton è benefattrice.