Fiore sardo: quel pungente pecorino, orgoglio dell'Isola

Fiore sardo Dop (foto: Qualigeo) 
E' Presidio Slow Food uno dei figli più famosi e saporiti della Barbagia, prodotto oramai solo da una ventina tra pastori e casari
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Il territorio della Barbagia è un po’ l’epicentro della Sardegna.cTocca i fianchi del massiccio del Gennargentu, con le rocce calcaree che si alternano alla folta vegetazione. L’economia della zona è ancora fortemente legata alla pastorizia e alle attività rurali. E non è un caso, quindi, che un vero gioiello caseario provenga proprio da qui.

Parliamo del Fiore sardo dei pastori, presidio Slow Food che non ha nulla a che vedere con i pecorini convenzionali che si trovano diffusamente nei supermercati.
Un formaggio dai sapori forti, e con una lunga storia, che oggi in pochissimi preparano come una volta, utilizzando latte crudo munto da pecore di razza Sarda e caglio d’agnello prodotto sempre sull’isola. La casa di questo latticino è la provincia di Nuoro: qui alcuni casari-pastori hanno nelle proprie fattorie le caldaie di rame (dove il latte coagula dopo essere stato munto), i "pischeddas", ossia gli stampi che danno al formaggio la forma tronco-conica, tralicci di canne e camini dove si lasciano asciugare e affumicare le forme.

Ma chi sono questi pastori? In tutta la Barbagia sono una ventina, tra cui Salvatore Bussu, che gestisce l’azienda agricola di famiglia, e il giovane Roberto Logias.