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Aviazione: ecco la roadmap per emissioni zero entro metà secolo

Aviazione: ecco la roadmap per emissioni zero entro metà secolo
L’obiettivo è ambizioso, ma non utopistico, segnala uno studio del World Economic Forum, che analizza gli ostacoli verso il raggiungimento dell’obiettivo
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Da una parte l’evoluzione della tecnologia relativa ai carburanti sostenibili, dall’altra la compensazione delle emissioni di carbonio. Sono le due strade principali su cui punta l’industria aeronautica globale per centrare l’obiettivo di zero emissioni nette entro il 2050. Con un ulteriore contributo atteso dallo sviluppo degli aerei elettrici e di quelli alimentati a idrogeno.

Il percorso

L’aviazione è responsabile di circa il 2,5% delle emissioni globali di CO2, una quota destinata a crescere secondo un’analisi della Commissione europea che per metà secolo si attende emissioni di gas serra superiori del 300% rispetto ai livelli del 2005. Questo a bocce ferme, cioè se non verrà presa nessuna misura. In realtà il settore è tra i più avanzati sul fronte della ricerca e nei mesi scorsi l’Icao (l’Organizzazione per l'aviazione civile internazionale dell’Onu) ha raggiunto un accordo alla presenza di rappresentanti di 184 nazioni per concordare una serie misure, come nuovi investimenti nelle tecnologie aeronautiche, la semplificazione delle operazioni di volo e l’aumento della produzione e dell'uso di carburanti per aviazione sostenibili.

 

Nell’ultimo caso il riferimento è ai Saf (Sustainable Aviation Fuel), combustibili prodotti da risorse green come oli usati e residui agricoli che consentono di ridurre le emissioni di CO2 dell’80% rispetto a quelli fossili tradizionali. Attualmente il loro utilizzo nell’aviazione è legato alla miscelazione con il carburante tradizionale, ma l’obiettivo è di arrivare a utilizzarli in via esclusiva. La stessa Icao ha dichiarato di voler convocare per il prossimo anno una conferenza focalizzata proprio sui progressi dei Saf e sulla modalità per una loro adozione su larga scala.

La necessità di un supporto pubblico

“Nel momento in cui passiamo dagli impegni generici all’azione, è essenziale che l’industria sia sostenuta dai governi con un obiettivo di decarbonizzazione che porterebbe benefici a tutta la comunità”, sottolinea Laia Barbarà, industry decarbonization lead for Aviation del World Economic Forum. “L’obiettivo dello zero netto entro la metà del secolo è un grande passo avanti in questa direzione”.

 

I carburanti per l’aviazione sostenibile possono ridurre le emissioni dell'80% secondo la Iata (Associazione internazionale del trasporto aereo) e sono compatibili con gli aeromobili esistenti e le infrastrutture di rifornimento. Tuttavia, gli elevati costi di produzione e l’offerta limitata ne hanno finora rallentato l’adozione. Si stima che il Saf sia oggi meno dello 0,1% di tutto il carburante per aerei attualmente utilizzato.

I meccanismi di compensazione

Gli spazi di crescita per i carburanti green sono enormi, ma comunque non basterà agire su questo fronte. La stessa Iata sottolinea che  l’industria aeronautica non sarà in grado di eliminare completamente le emissioni alla fonte e dovrà mitigare il resto utilizzando una varietà di meccanismi di compensazione, cioè finanziando programmi di riduzione delle emissioni in altri ambiti.

 

Con i voli a corto raggio (meno di 600 miglia), che rappresentano oltre il 17% delle emissioni delle compagnie aeree, si stanno sviluppando anche nuove tecnologie come gli aerei elettrici e alimentati a idrogeno. È stato stimato che tutti i voli inferiori a 2.500 miglia, che costituiscono più della metà di tutte le emissioni di CO2 del trasporto aereo, potrebbero essere elettrificati o alimentati a idrogeno. Tuttavia, affinché l’idrogeno sia un carburante per l'aviazione a emissioni zero, dovrà essere prodotto utilizzando metodi sostenibili, mentre al momento i costi sono elevatissimi, per quanto in calo. Così la prospettiva si annuncia promettente nel medio periodo.