Riciclo imballaggi carta e cartone: “Obiettivo 90% in 3 anni”

Amelio Cecchini, presidente uscente di Comieco: “Oggi siamo all’87%. Italiani e imprese encomiabili durante il Covid”
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“Negli ultimi tre anni, la raccolta differenziata in Italia è passata da 3 a 3,5 milioni di tonnellate. Un risultato raggiunto grazie all’impegno encomiabile delle famiglie italiane ed una filiera efficiente, quella del riciclo, che non si è mai fermata, nemmeno durante il lockdown, confermandosi settore strategico per il Sistema-Paese”.

E’ tempo di bilanci per Amelio Cecchini, presidente uscente di Comieco, il Consorzio nazionale per il riciclo di carta e cartone che fa parte del sistema Conai e che raggruppa 3.330 aziende del settore tra cartiere, produttori, trasformatori e importatori per imballaggi. In vista della nomina di domani del nuovo presidente e Cda da parte dell’assemblea dei consorziati di Comieco, Cecchini ripercorre le tappe più importanti che hanno segnato il suo mandato triennale partendo dal 2020, l’anno della crisi pandemica.

“La maggior parte delle attività si è fermata e noi siamo rimasti in casa – premette il presidente -. Questo aspetto, soprattutto a causa del forte impulso all’eCommerce e del cambio delle abitudini di consumo, ha fatto lievitare la presenza degli imballaggi in carta e cartone nella raccolta domestica. Ma il sistema ha tenuto anche in un periodo difficile come quello attuale”. I numeri di Comieco lo confermano: gli imballaggi in carta e cartone hanno raggiunto un tasso di riciclo dell’87% nel 2020. “Questo dato significa che abbiamo centrato il target Ue 2030 con 9 anni di anticipo. Inoltre, il dato conferma quanto la filiera cartaria sia un comparto trainante dell’economia circolare italiana”, puntualizza Cecchini anticipando che “l’obiettivo è quello di raggiungere quota 90% entro 3 anni”.

In che modo? “Con la realizzazione di nuovi impianti, grazie anche alle risorse del Recovery Fund”, risponde il presidente. Il gap da coprire è concentrato nel Sud dove ancora la raccolta differenziata si attesta intorno al 40-45%. “Pensiamo che nel Mezzogiorno ci sia una disponibilità di riciclo di circa 800 mila tonnellate di cui circa 350 mila sono imballaggi. Però, c’è bisogno di nuova impiantistica e di un cambio di cultura che però sta avvenendo”, aggiunge Cecchini.

In caso contrario, il rischio di paralisi per il settore può materializzarsi di nuovo alla stregua di quanto accaduto due anni fa quando il nostro Paese ha gestito in emergenza la crisi della carta da macero. Carta che in Italia arriva da due canali principali: raccolta differenziata di aziende ed imprese commerciali – quindi rifiuti speciali – per più della metà. Il resto arriva dalla raccolta che si fa nelle case. Una buona parte entra nelle cartiere italiane, mentre il resto viene esportato. Di fatto, in Italia produciamo più carta da macero di quella che ci serve ed in nostro soccorso, negli ultimi 15 anni, è arrivata la Cina, primo importatore del prodotto a livello mondiale.

“Con la crisi dell’export del macero verso la Cina per un innalzamento della soglia minima della qualità del macero e per una volontà del governo cinese di favorire il mercato nazionale, abbiamo rischiato una paralisi del mercato interno della carta che, non trovando più sbocchi per il macero in uscita, ha sovraccaricato i magazzini di stoccaggio. La soluzione al problema è stata la creazione di tre nuove cartiere in Italia (Avezzano, in provincia dell’Aquila, Verzuolo, in provincia di Cuneo, e Mantova, ndr) che hanno sopperito ad un milione di tonnellate di carta che andava in Cina, e l’upgrade di 5 cartiere che hanno aumentato la loro capacità di 50 mila tonnellate”. Ma non basta, Cecchini insiste sulla necessità di nuovi impianti: “L’industria ha fatto il suo dovere, i cittadini pure, ora spetta alle amministrazioni locali concedere le licenze per creare dei nuovi impianti”.

Intanto, Conai, valutato lo scenario attuale della filiera del recupero e del riciclo degli imballaggi a base cellulosica, ha deliberato una diminuzione del contributo ambientale che società pubbliche e private devono pagare per sostenere il costo della raccolta. “Dal primo luglio, il contributo base è passato da 55 euro/tonnellata a 25 euro/tonnellata a partire per tutti gli imballaggi in carta e cartone. Il risparmio previsto per gli utilizzatori di questo tipo di pack è di oltre 135 milioni di euro, su un immesso al consumo pari a 4,5 milioni di tonnellate”, segnala Cecchini.

La variazione del contributo è dovuta principalmente all’aumento dei valori di mercato della materia prima seconda. Con l’inizio del 2021, le quotazioni della carta ottenuta con il macero sono infatti aumentate significativamente con crescita conseguente dei ricavi consortili da vendita dei maceri. “Un riequilibrio sui consumi interni di carta da macero per circa un milione di tonnellate, grazie all’apertura di tre nuove cartiere, ha contribuito a rendere ancora più appetibile la carta da riciclo, allontanando l’ipotesi di una flessione nei suoi valori di mercato. Una situazione economica positiva che mette Comieco nella condizione di continuare a garantire le attività di raccolta e gestione dei rifiuti di imballaggio in carta e cartone anche con un contributo ambientale più che dimezzato”, conclude Cecchini.