Terra dei fuochi: una colonia di api a "protezione" del termovalorizzatore di Acerra

L'utility A2a, in collaborazione con l'Asl Napoli2 Nord, ha avviato un progetto di monitoraggio sul territorio circostante l'impianto per lo smaltimento di rifiuti con arnie e produzione di miele certificato. Che ora verrà replicato
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Sono le prime sentinelle dell'ambiente. Se la qualità dell'aria non è più che buona non le vedete in giro, e se vengono meno le condizioni ottimali per riprodursi e produrre miele si spostano. Come dimostra la loro moria e scomparsa - in zone agricole dove si fa uso di diserbanti in modo eccessivo. E' il motivo per cui tra gli esperti di ecologia le api vengono elencate tra gli "indicatori biologici per eccellenza".

Tutto questo spiega perché un allevamento di api è stato "ingaggiato" per monitorare l'area attorno all'inceneritore di Acerra, in provincia di Napoli, limitrofa a quella zona conosciuta come la "terra dei fuochi". L'impianto di Acerra, rilevato dal gruppo A2a (la società di pubblici servizi controllata dai comuni di Milano e Brescia) ha ristrutturato l'impianto - destinato all'incenerimento dei rifiuti - in un moderno termovalorizzatore. Così è stato ridefinito perchè grazie dall'attività di smaltimento della spazzatura si ricava una parte di energia elettrica.

Acerra ha così potuto dare il suo contributo allo smaltimento dei rifiuti in Campania - e non solo - che prima venivano abusivamente abbandonati nei campi e bruciati (da cui terra dei fuochi). Ma combatte ancora con i timori delle popolazioni locali, come altre spesso refrattarie a convivere con un impianto di questo tipo.

Se non è bastato a rassicurarli i continui monitoraggi della autorità sanitarie - se ne occupa l'Asl Napoli2 Nord - potrebbe riuscirci l'allevamento di api che ha trovato spazio in uno spazio non lontano dal camino del termovalorizzatore: cinque arnie nella fase iniziale, poi diventate sette, che sono arrivate a produrre fino a 70 chilogrammi di miele, per lo più del tipo millefiori ma anche melata. 

Perché proprio le api? Intanto, per esperienza diretta. A2a ha un precedente a Brescia: qualche anno fa, in modo del tutto spontaneo, si era formato un alveare nel tronco di un albero nell'area in cui sorge il termovalorizzatore cittadino, uno degli impianti più grandi in Italia. Un dipendente, allevatore nel tempo libero, ha dato vita a una piccola comunità di arnie, con tanto di timbro dell'associazione che raccoglie gli apicultori su tutto il territorio nazionale e con il monitoraggio dell'Asl sulla qualità del miele prodotto.

Così, anche ad Acerra si è pensato di replicare il modello, ma questa volta facendo un vero progetto di "monitoraggio ambientale". Un po' come quando i minatori tenevano canarini nelle gallerie di carbone, per individuare fughe di gas pericoloso. Anche in questo caso, è stata l'Asl locale ad occuparsi dei controlli, diventato uno studio sul campo. Perché le api, come si legge, in un documento, svolgono un ruolo di sentinelle ambientali: un alveare è "un potenziale accumulatore naturale di sostanze che raccoglie dal territorio circostante ed è indice di quanto gli insetti siano in grado di percepire e segnalare, con grande protezza le dinamiche di trasformazione in atto nell'ambiente in cui vivono".

A seguire il progetto, oltre al responsabile scientifico Enrico Bianco, c'è un dirigente dell'Asl che è anche appassionato allevatore di api, Patrizio Catalano: "Le api si muovono in un raggio di 5 chilometri attorno all'alveare e possono quindi essere utilizzate per monitorare il territorio circostante l'inceneritore: tutti i dati raccolti sugli insetti ci dicono che a livello di sostanze contaminanti siamo ampiamente nei limiti previsti dalla legge e che il miele è di buona qualità. Tanto è vero che abbiamo deciso di proseguire nel progetto e persino di estenderlo".

L'Asl NapoliNord 2 ha deciso di replicare l'esperimento a sette chilometri dall'impianto, nel comune di Caivano, nel cuore della terra dei fuochi. "E' chiaro che qui ci dovremmo aspettare dati diversi - spiega ancora Catalano - ma sarà importante capire le differenze e quanto ci potranno dire le api che non faranno altro che raccogliere quanto è presente nel territorio circostante".