Verso Cop26

Youth4Climate a Milano, il grido di Greta Thunberg e Vanessa Nakate: "Basta parole vuote"

(afp)
A Milano la Youth4Climate in vista della conferenza Onu sul clima, con 400 giovani da tutto il mondo. Il messaggio ai governi: "Le nostre speranze annegano nelle vane promesse dei leader"
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MILANO - No Planet B e no Planet bla bla bla". Il messaggio di Greta Thunberg è chiarissimo: "Basta parole, servono fatti: agire". La paladina svedese incita la platea: "Cosa vogliamo?" "Giustizia climatica!" gridano i ragazzi. "Quando la vogliamo?" chiede Greta "Ora!" urlano i 400 giovani accorsi a Milano da tutto il mondo. Con questo messaggio, che ribadisce come i ragazzi sono stanchi delle parole vane dei leader di tutto il mondo, aspettandosi dalla Cop26 risposte concrete, si chiude l'evento di apertura del Youth4Climate, il grande dibattito sul clima fra ragazzi che porterà richieste e obiettivi ai ministri che dal 30 settembre si riuniranno sempre a Milano nel Pre-Cop26, l'evento che precederà la grande Conferenza sul Clima (Cop26) delle Nazioni Unite di novembre a Glasgow in Scozia.

Clima, Greta Thunberg: "Dai leader solo bla bla bla". E Cingolani: "Sosteniamo le stesse cose"

Se è vero che moltissimi dei giovani accorsi a Milano sono qui grazie a Greta, ai suoi scioperi per il clima e ad aver reso globale un movimento come Fridays for Future, è anche vero che l'evento milanese ci dice altro: una sorta di passaggio di testimone - nella battaglia climatica - dalla paladina Greta a Vanessa Nakate, giovane ugandese, fondatrice di Rise Up, la più applaudita oggi al MiCo di Milano.

 

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Per lei una standing ovation a fine discorso e l'abbraccio di Greta che consola Vanessa, in lacrime, dopo aver parlato. Il suo è un discorso commovente e forse ancor più limpido e potente di quello di Greta, perché è il racconto di chi vive in zone del mondo dove davvero tutto sta cambiando velocemente a causa della crisi climatica.
 
L'attivista africana racconta di aver assistito alla tragedia delle alluvioni che hanno fatto vittime e morti in Uganda. Parla visibilmente emozionata del suo Paese che "sta cambiando velocemente. L'Africa è la più bassa per emissioni eppure paga pesantemente la crisi climatica. Non è ironico?" chiede alla platea. "L'Africa è responsabile per il 3% delle emissioni globali, ma soffriamo l'impatto della crisi più di altri. Abbiamo inondazioni devastanti e siccità fortissima. C'è sofferenza e morte. In Madagascar si muore di fame, Paesi come l'Uganda, la Nigeria, l'Algeria stanno soffrendo sempre di più tra caldo e siccità. Ma non è solo l'Africa. Pensiamo ai Caraibi, a chi lascia le isole per scappare, alle persone del Bangladesh. Si creeranno milioni di rifugiati climatici. Chi pagherà per tutto questo? Chi pagherà per le persone che muoiono, che scappano, per le specie che scompaiono? Per quanto tempo ancora sarà così? I leader guardano e lasciano che si continui così, senza intervenire davvero nella decarbonizzazione. Non possiamo più adattarci come facciamo sempre. E tempo di agire e i leader devono mettere quello che sta accadendo, anche i danni e i morti per il clima, al centro delle negoziazioni. I leader devono smettere di parlare e iniziare ad agire. Basta conferenze e summit: fateci vedere, agite. Agite ora!" grida Vanessa, prima di scoppiare in un pianto liberatorio.

Quando Greta Thunberg prende la parola, si rivolge subito al suo pubblico: "Quando dico climate change voi a cosa pensate? Io penso lavoro. Green job" dice lasciando intendere che la lotta alla crisi climatica, se concreta, può trasformarsi in risorsa, speranza.

 
Ma per farlo non bisogna più parlare, bisogna agire. "No Planet B, no Planet bla bla bla" dice Greta, chiedendo che i leader la smettano di riempirsi la bocca di paroloni. "Green economy? Bla bla. 2050 net zero: Bla bla. Climate neutral: bla bla" ironizza la 18enne svedese spiegando che "certo, dobbiamo dialogare, ma sono anni che parliamo e le emissioni continuano a crescere. Finora le nostre richieste e ambizioni sono state tradite, si continuano ad aprire impianti legati ai combustibili fossili, le emissioni crescono, i potenti non ci stanno ascoltando. Sapete cosa è per me la speranza? La speranza è dire la verità, agire, non dire bla bla bla. Vogliamo salvare il futuro: serve una azione drastica, ora!" chiosa la giovane attivista fra gli applausi di 400 ragazzi da quasi 200 stati di cinque  continenti.

 
Alla fine, l'aria che si respira a Milano Congressi è quella di un grande evento, che potrà essere decisivo nel fornire le volontà e le ambizioni dei giovani ai potenti per disegnare il Pianeta che vorranno vivere, nella speranza di convincere i politici ad intraprendere azioni concrete per diminuire la pressione della crisi climatica e smetterla di usare solo parole.  "Non vogliamo che siano solo chiacchiere, si deve produrre qualcosa che porti all'azione" dicono molti dei giovani rappresentati, dall'Uganda sino al Sudamerica.

Poco prima delle parole di Greta e Vanessa a dare il via ai lavori è stato il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani insieme al sindaco di Milano Beppe Sala. Con loro Patricia Espinosa, segretaria esecutiva dell'UNFCCC e Alok Sharma, presidente della Cop26, collegato in streaming.

Cingolani ha spiegato che il Youth4Climate sarà una occasione di confronto unico e chiede ai giovani di continuare a impegnarsi e a combattere per il Pianeta, di credere nella scienza. "Pochi mesi fa - dice - ero uno scienziato nel mio laboratorio (cosa che sostiene tornerà a fare, ndr) e dalla mia esperienza sono convinto che per affrontare questa crisi climatica non c'è una singola soluzione, ma più soluzioni. Per vincere davvero questa battaglia bisogna lavorare su nuove soluzione visionarie: è quello che mi aspetto da voi ragazzi e dalle vostre ambizioni".

 

Tra i saluti istituzionali del sindaco Giuseppe Sala e le congratulazioni di Patricia Espinosa che chiede ai ragazzi di essere "produttivi", il messaggio di Alok Sharma, capo della Cop26, è fra i più chiari: "La vostra voce - dice ai ragazzi riuniti a Milano - è la più importante di tutte. Io comprendo la vostra frustrazione e mi vergogno per come la mia generazione ha portato ad essere questo mondo, ma oggi possiamo redimerci e iniziare a azioni concrete per mantenere l'Accordo di Parigi e proteggere il Pianeta e le persone dal surriscaldamento globale. Ora è il tempo di impegnarsi, di agire, di costruire il futuro insieme. Il Cop26 dovrà essere questo e dovrà seguire anche le vostre indicazioni" spiega collegato in streaming, raccontando che per prime sono state le sue figlie, una mattina, a ricordargli cosa conta: "Basta parole papà, è il tempo di agire".