Economia circolare
Il rendering della bioraffineria
Il rendering della bioraffineria 

Come sarà la prima bioraffineria a zero emissioni per produrre energia dai rifiuti

A Sesto San Giovanni una struttura interamente pubblica che per ora c'era solo a Zurigo. L'impianto costerà circa 50 milioni di euro e produrrà 11.120 MWh all'anno di energia elettrica e 242 metri cubi all'ora di biometano

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Sarà il primo polo di economia circolare a zero emissioni, realizzato per trasformare i fanghi di depurazione e la Forsu (frazione organica del rifiuto solido urbano) in energia pulita e biometano. È questo il progetto della ZeroC, la società interamente pubblica di cui sono soci il Gruppo Cap - gestore del servizio idrico integrato nella Città metropolitana di Milano - e i comuni di Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Cormano, Pioltello, Segrate e Sesto San Giovanni, dove la biopiattaforma verrà costruita al posto del dismesso termovalorizzatore e inglobando anche le strutture del depuratore situate nelle zone limitrofe. L'investimento previsto è di 47 milioni dal Gruppo Cap e 2,5 milioni da fondi europei.

Zero emissioni

ZeroC significa zero carbonio, in quanto le emissioni di CO2 della piattaforma saranno neutre perché il carbonio emesso nella termovalorizzazione dei fanghi sarà equivalente a quello "sequestrato" all'ambiente dai rifiuti organici e dai fanghi trattati. Si tratta del primo impianto di questo tipo in Italia, e in Europa ha un solo omologo a Zurigo.

A fare da apripista nel settore delle bioraffinerie, però, c'è lo stabilimento a Gela realizzato da Eni e basato sulla tecnologia waste to fuel. Si tratta di uno tra gli impianti più innovativi, ed è stato il modello propedeutico alla realizzazione di biopiattaforme su scala industriale. In questo polo energetico, in pratica, partendo dalla Forsu (ovvero il nostro umido) e grazie a una tecnologia sviluppata da Eni si ottiene, recuperando e concentrando fino all'80% del contenuto energetico della materia organica di partenza, bio-olio che può essere utilizzato direttamente come combustibile a basso contenuto di zolfo per il trasporto marittimo oppure raffinato per ottenere biocarburanti ad alte prestazioni. L'abbattimento delle emissioni in questo caso è superiore al 70% rispetto al ciclo tradizionale. Il progetto di ZeroC calcola che rispetto al vecchio termovalorizzatore vedrà una riduzione di oltre l'80% degli inquinanti.

 

Digestione anaerobica dei rifiuti

Nello stabilimento meneghino invece si userà la digestione anaerobica dei rifiuti organici - che si attuerà presso i digestori già presenti all'interno del depuratore - per produrre biometano. La digestione anaerobica è un processo biologico nel quale, in assenza di ossigeno, la sostanza organica viene trasformata in biogas e in una sorta di fertilizzante che si chiama digestato (che viene trasformato poi in metano) grazie all'azione di un primo gruppo di batteri che dà il via al processo di degradazione, e di un secondo gruppo di batteri, formato da microrganismi metanigeni, che porta a termine il lavoro producendo biogas. Dal trattamento della Forsu si ricaverà inoltre Pha (bio polimero sintetizzato da batteri) per utilizzarlo nella formulazione di bioplastiche biodegradabili e compostabili con proprietà meccaniche migliorate rispetto agli attuali standard. 


I fanghi invece verranno essiccati e valorizzati termicamente per la produzione di energia e calore per la rete comunale di teleriscaldamento. Non prima però di aver estratto fosforo e fertilizzanti di alta qualità, e acqua (per usi industriali o per l'irrigazione dei parchi pubblici). Praticamente il 75% dei fanghi verrà trasformato in energia e il 25% in fertilizzante.

La prima linea della BioPiattaforma, quella dedicata alla Forsu, entrerà in funzione nell'autunno del 2022, la seconda per i fanghi nella primavera del 2023. A regime la BioPiattaforma produrrà oltre 11.120 MWh all'anno di energia elettrica (dalla termovalorizzazione dei fanghi) e 242 metri cubi all'ora di biometano, sufficienti - ad esempio - per alimentare 2200 Fiat Panda su tragitti di 15.000 chilometri in un anno.

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