Fridays for Future
Sara Carpegna, 22 anni, FFF Civitavecchia
Sara Carpegna, 22 anni, FFF Civitavecchia 

Sara Carpegna: "Civitavecchia può essere il laboratorio verde d'Italia: continuiamo a sognare e insistere"

Venerdì 25 marzo lo sciopero globale per il clima e contro la guerra in Ucraina dei Fridays for Future, che scenderanno in piazza, dalla parte di chi paga il prezzo più alto della crisi, a livello globale e locale. Raccontiamo le loro storie per capire meglio chi sono e perché manifestano

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Il problema, Sara, l'ha avuto davanti agli occhi fin da quando era bambina. Solo che nel tempo, spiega, certe cose diventano parte di te senza accorgertene: ora ha aperto gli occhi e spinta da una nuova coscienza spera di poterle cambiare. Sara Carpegna, 22 anni, è cresciuta davanti alla centrale a carbone di Civitavecchia. "È sempre stata parte di me, della mia vita, dello skyline della mia città, continuando ad emettere per anni. Poi, quando dopo la scuola mi sono trasferita a Roma per studiare, ho cominciato a interessarmi sempre di più alle tematiche ambientali e capire l'importanza dei danni di questa centrale, delle emissioni, così come del porto della città e di tante altre cose che in questa periferia non vanno".

Oggi Sara è una delle responsabili di Fridays For Future Civitavecchia e si batte affinché la città in cui è nata finalmente "cambi, diventi sostenibile, magari un laboratorio verde, dato che abbiamo tante risorse. Possiamo trasformarla per il bene del Pianeta".

Studentessa di Scienze della Comunicazione alla Sapienza di Roma, Carpegna racconta come proprio Civitavecchia, "un luogo simbolico, dato che qui c'è la centrale Enel, ma anche il porto, progetti per il gas e addirittura altri che vorrebbero vedere finire nella nostra periferia i rifiuti di Roma, è stata scelta per ospitare la prossima Assemblea nazionale di Fridays For Future Italia, dall'8 al 10 aprile". Per questo motivo nel giorno del grande sciopero globale del clima, il 25 marzo, gli attivisti di Civitavecchia si uniranno alla manifestazione di Roma, per poi concentrarsi successivamente sugli eventi dell'Assemblea.

"Ad aprile qui ospiteremo attivisti da tutta Italia per confrontarci, attraverso convegni, iniziative, workshop, incontri e una manifestazione di domenica. Studieremo insieme in vista delle prossime azioni che programmeremo per far sentire ancor di più la nostra voce, per chiedere un cambiamento reale".
Durante la pandemia Sara è tornata a Civitavecchia per cercare di avviare anche nella sua città il cambiamento necessario. La centrale a carbone dal 2025 non sarà più operativa, ma alla sua città serve comunque una spinta forte e concreta per poter diventare davvero sostenibile. "Nei giorni della pandemia, tra le emissioni della centrale e quelle del porto, una realtà sempre attiva, è stato facile rendersi conto di quanto si inquina qui e di quanto ci sia bisogno di mobilitarsi in questo luogo".

Sara racconta che "oltre al carbone, abbiamo il problema di un biodigestore nel nostro territorio che vogliono costruire, così come piani per ospitare rifiuti da altre città. Ci siamo già mobilitati per opporci a un'altra centrale a gas e allo stesso tempo cerchiamo di coinvolgere sempre di più i cittadini nelle nostre battaglie. Qui a Civitavecchia il ricatto occupazionale non ha più funzionato: i lavoratori hanno fatto fronte comune con noi per opporsi per esempio alla centrale a gas e come noi credono in progetti alternativi molto validi, che passano per iniziative più sostenibili".
La parola d'ordine per il futuro di Civitavecchia è "libertà", quella di "non non essere più dipendenti dal fossile". Con un po' di amarezza, ma anche tanta speranza, Carpegna conclude ricordando che "a Civitavecchia le persone non rimangono. Non solo per i problemi dell'ambiente, ma anche perché questa è una periferia costantemente sfruttata e ignorata. Dobbiamo invertire la rotta: qui l'energia si può produrre e preservare, ma con le rinnovabili. Per esempio con un impianto eolico offshore, oppure con l'elettrificazione delle banchine al porto, o ancora con l'idrogeno verde. Abbiamo potenzialità, vento, correnti marine, risorse: dobbiamo sognare e insistere, perché sono convinta che possiamo diventare sul serio un grande laboratorio verde d'Italia".