Energia
Il sito in cui sorgerà Neom, la smart city nel nord ovest dell'Arabia Saudita basata sulle energie verdi, tra cui l'idrogeno. Reuters/Hamad I Mohammed
Il sito in cui sorgerà Neom, la smart city nel nord ovest dell'Arabia Saudita basata sulle energie verdi, tra cui l'idrogeno. Reuters/Hamad I Mohammed (reuters)

Un po' di Italia nell'idrogeno verde della smart city in Arabia Saudita

De Nora (partecipata da Snam) e la tedesca tkUCE forniranno tutte le celle e gli elettrodi necessari per l'intero impianto di generazione dell'idrogeno verde - il più grande al mondo - di Neom, la città sostenibile che sta sorgendo nel cuore del deserto arabico

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Ci sarà un pezzo di Italia nella città dell'idrogeno verde che sta sorgendo in Arabia Saudita: è stato appena firmato un accordo secondo il quale la milanese De Nora (partecipata al 36,5% da Snam) e la sua partner tedesca tkUCE (thyssenkrupp Uhde Chlorine Engineers) forniranno gli elettrolizzatori, le macchine che separano l'acqua nei suoi costituenti, al più grande impianto mondiale di produzione di idrogeno.

Neom sta prendendo forma nel deserto, non lontano dalla costa che si affaccia sul Mar Rosso: 25mila chilometri quadrati di città sostenibile, il cui cuore saranno i pannelli fotovoltaici che genereranno elettricità con la quale poi produrre idrogeno. Era noto che la De Nora fosse in pole position per partecipare al colossale progetto, ma la conferma è arrivata nelle ultime ore, quando a Dubai è stata ufficializzata l'intesa: De Nora e tkUCE forniranno tutte le celle e gli elettrodi necessari per l'intero impianto di generazione dell'idrogeno verde saudita.

L'accordo fa parte di uno scenario ben più ampio e che ha ricevuto, in occasione dell'Open Summit di Green&Blue, l'endorsement dell'Inviato speciale per il clima americano John Kerry. L'ipotesi è che in un futuro non troppo lontano l'idrogeno prodotto grazie al sole dell'Arabia Saudita possa arrivare in Italia attraverso i gasdotti della Snam e da qui essere distribuito in tutta Europa.

Avere un vettore energetico pulito come l'idrogeno sarebbe secondo molti esperti l'obiettivo ideale della transizione ecologica in corso: trasportare l'elettricità prodotto da eolico e solare è difficile e costoso, meglio usarla per produrre idrogeno, trasferire le molecole di H2 e poi, una volta a destinazione, farle ricombinare all'ossigeno per ottenere acqua ed elettricità.

"Ogni singolo modulo di elettrolizzatori produce fino a 9 tonnellate di idrogeno verde al giorno", spiegano da De Nora. "Sono cominciate le attività di progettazione e ingegneria, ma l'inizio della produzione è previsto nel 2026".

"La battaglia contro il cambiamento climatico è all'ordine del giorno, ed è responsabilità di ogni azienda contribuire, al meglio delle proprie capacità, con le proprie competenze e risorse", ha commentato al margine della firma dell'accordo Paolo Dellachà, amministratore delegato di De Nora. "Neom è il luogo giusto in cui essere."

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