Architettura green

A Treviso il Bosco Verticale di Boeri: "Abbiamo moltiplicato per 40 il verde che c'era prima"

Il progetto si sviluppa su un'area di 10.750 mq, edificata per circa 8.000 mq. Il verde occupa il 51% della superficie totale, con oltre 2 ettari di vegetazione
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Sessanta appartamenti tutti venduti. I piccoli da 100 mq, i medi da 150, attici e maxi da 200. Il costruttore Mauro Cazzaro e l'architetto Stefano Boeri hanno battezzato ieri Cà delle Alzaie, il bosco verticale che a Milano si eleva in piazza Aulenti, ma a Treviso, lungo il Sile, si spalma in tre blocchi da 27 metri l'uno, 7 piani e un seminterrato coperto di verde. Un ideale taglio del nastro per gli immobili più discussi e rivoluzionari degli ultimi anni a Treviso, 20 anni dopo la cittadella di Botta all'ex Appiani. Un recupero firmato e di vaglia, per un insediamento industriale dismesso, in un contesto con pochi eguali in città.


Operazione da 35 milioni, dichiarata e sfacciata filosofia green, altezze "sfrontate", materiali che fanno discutere, lungo quel tortuoso "Calmaggiore verdacqueo" fuori porta che è la Restera. E oltre al dibattito urbanistico, le guerre legali, con ricorsi e controricorsi, le battaglie politiche e amministrative per altezze che in passato nessuno avrebbe immaginato, nemmeno i vecchi amministratori di Cà Sugana, ma che nelle pieghe delle leggi regionali hanno trovato infine legittimità, seppur resta insoluto il nodo dell'applicazione delle norme venete su cubature e appunto sopra elevazioni. Interni curatissimi e spaziosi, viste mozzafiato su Sile e montagne innevate, cura maniacale dei dettagli. Standard altissimi, appartamenti da rivista, terrazze spaziose, persino saune e minipalestre. Quattrocento piante più basse e 170 alberi (120 sulla facciata e 50 a terra): per Boeri il verde è elemento architettonico, un'ossessione.

"Abbiamo moltiplicato per 40 il verde che c'era prima, il 51 % dell'area è occupata adesso da verde", ha detto l'archistar, che ha inserito Cà delle Alzaie in un filone planetario che tocca Milano, Cairo, Nanchino, Monaco, Utrecht, Eindhoven, Bruxelles, altre città cinesi, "In ogni città abbiamo sperimentato, portato le esperienza precedenti e raccolto nuovi elementi, in un'ideale staffetta che ora riapproda a Milano a Bosconavigli".

Biodiversità, alberi esuberanti, nuovo rapporto con l'ambiente, a Treviso il dialogo con la Restera. Cazzaro ha illustrato le vernici antismog e produttrici di CO2, il sistema di gestione del verde che non consente libertà ai condòmini, i costi delle pompe e delle rete irrigua ("400 euro all'anno, ma si risparmi sulla climatizzazione").

E ancora scale "lente", fonti rinnovabili, legni selezionati (cirmolo sulle scale), così come piante ed essenze, i calcoli della luce sotto le "logge", fino alle bici condominiali. E la colonna identitaria con le firme dei proprietari, arricchita ieri dagli autografi di committente e progettista. E il dialogo - ovviamente tinto di verde - con la Restera.

Chi ci abita? Vip pochi, per lo più professionisti e giovani coppie affascinate dal marchio verde di Boeri e dalla sua filosofia. Cazzaro, orgogliosamente, ha ricordato cosa c'era prima: "Un complesso industriale abbandonato, faceva paura entrarci, volevamo lasciare un segno forte e ci siamo detti, andiamo da Boeri. L'abbiamo chiamato..." Sintonia totale? Non sui prezzi. Boeri li ha definiti "sostenibili", Cazzaro ha ribadito: per comprare servivano "200 mila euro di mutuo, e 300 mila disponibili". Dai Navigli a Fiera, cambiano quotazioni e prospettive, prima ancora che i portafogliBoeri ha infine affidato a Bosco trevigiano il ruolo di apripista per la Treviso del futuro: "Le città domani andranno cucite con corridoi verdi, restituendo funzioni ai quartieri, autonomi in commercio, sanità, scuola, a cultura, ma in rete. E se sostenibilità e verde devo diventare il nuovo modo di pensare gli insediamenti, industrie e uffici dimessi vanno riconvertiti, e depavimentati i park, dove le lamiere delle auto stazionano 5 giorni su 7". - A.P.

La Tribuna di Treviso