Il territorio

Il biolago "multitasking": balneabile d'estate, pista di pattinaggio d'inverno e potabile (se serve)

Esempio di ricircolo virtuoso, si trova a Predazzo (Trento). La sorgente è stata individuata da un rabdomante, ospita piante-filtro per la purificazione dell'acqua
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È un laghetto di montagna "multitasking" quello di Predazzo nella Val di Fiemme. Incastonato fra le Dolomiti trentine come un cammeo da cartolina, anche se artificiale, ha  una tripla funzione: balneabile d'estate, pista di pattinaggio in inverno è anche riserva idrica, potabile, se dovesse servire agli abitanti del comune a 1000 metri d'altezza. Come dire una miniera acquatica, nell'ottica del "ricircolo" virtuoso, fruibile a pieno regime. dallo scorso giugno dopo un primo test nell'estate 2020 e oltre cinque anni di studi, analisi e ricognizioni.

"Abbiamo deciso di realizzare il nostro biolago valorizzando un'area inutilizzata, precedentemente usata per i concorsi ippici - spiega a Green&Blue la sindaca di Predazzo Maria Vosin -. Per individuare la nuova sorgente ci siamo anche rivolti a un rabdomante che con bacchette di nocciolo ha indicato la falda nel sottosuolo con l'acqua più pura. Eravamo un po' increduli ma abbiamo seguito la sua intuizione e siamo stati molto fortunati: oltre ad essere ideale per la balneazione aveva tutte le caratteristiche organolettiche per essere potabile. E rappresentare così una riserva per il nostro Comune nel caso dovesse servire un approvvigionamento idrico ulteriore. Abbiamo inoltre puntato su un altro aspetto: volevamo che questa acqua non subisse nessun trattamento chimico, né con con cloro o altri additivi, e quindi abbiamo pensato alla fitodepurazione con piante che si nutrono di sostanza organiche  che vengono così tolte dal lago che si autopulisce anche grazie a un sistema di ricircolo che deve garantire il rispetto di parametri di purezza molto severi".

Le piante presenti sono: le idrofile-acquatiche come l'Elodea e le ninfee che, immerse nell'acqua la ossigenano, e le igrofile, depurative, tipiche delle zone umide come gli stagni. Fra queste il canneto Phragmites Australis e le specie Juncus inflexus, Thypa latifolia. E ancora: Sparganium Erectus, Pontederia Cordata, gli Iris Laevigata e Sibirica.

"Un ulteriore utilizzo del biolago, oltre a quello di punto di ritrovo per gli abitanti e i turisti durante la stagione estiva, sarà la fruizione anche in inverno, quando caleremo il livello dell'acqua come abbiamo fatto lo scorso anno come esperimento irrigando regolarmente la superficie e creando uno strato di ghiaccio solido e uniforme per una perfetta pista di pattinaggio" prosegue Vosin. Affiancata da Felice Pellegrini, responsabile dell'ufficio tecnico che ha seguito il progetto fin dal 2015.

"La qualità delle acque rinvenute presso il nuovo pozzo Fontanelle e la criticità rilevata per gli approvvigionamenti idrici comunali durante i periodi di presenza turistica - spiega l'ingegnere - hanno spinto l'amministrazione ad identificare il nuovo pozzo come attingimento di soccorso per l'acquedotto comunale. Nell'ottica del risparmio idrico si mira ad utilizzare in serie le acque derivate ottenendo così il riutilizzo delle stesse a scopo irriguo assicurando così minor pressione per la falda ed un notevole risparmio energetico. In tale direzione si è quindi proceduto alla realizzazione di una zona dotata di un ricircolo forzato, in grado di simulare ed accelerare i processi di rigenerazione".