Inquinamento luminoso

Spegnete i lampioni, usate la torcia

La proposta di un lord inglese fa riflettere sull'uso dell'illuminazione pubblica. In Italia degli 11 milioni di punti luce (dati Engie) più della metà sono datati o non a norma. Ma con i led già si risparmierebbe

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Spegnete i lampioni e usate le torce. È la provocazione (ma lui lo dice seriamente) di un lord inglese. La proposta di Lord Deben (al secolo John Selwyn Gummer), presidente del Comitato sui cambiamenti climatici e già ministro dell'ambiente nel governo di John Major, è rivolta alle aree rurali. "Le pressioni per l'urbanizzazione della campagna, per la maggior parte, contrastano con la gestione del cambiamento climatico", ha affermato. Forse il nobile inglese non sa che a Roma strade, vicoli e intere porzioni di quartieri al buio sono all'ordine del giorno, tanto che qualche mese fa Repubblica Roma paragonò la nostra capitale all'immaginaria Gotham City.

Lampioni d'Italia

Ma consideriamo la questione generale nel nostro Paese. Quanti sono i lampioni in Italia? E quanto inquinano? Engie, la multinazionale francese dell'energia a bassa emissione di CO2, ha stimato la presenza di 11 milioni di punti luce per l'illuminazione pubblica, di cui più della metà datati o non a norma. Quattro milioni le tonnellate di CO2 emesse ogni anno. Per riqualificare l'intero parco urbano, l'azienda transalpina ha calcolato un costo di tre miliardi di euro. Sembra molto, ma sarebbe un buon investimento per l'ambiente e per le esangui casse pubbliche che attualmente pagano una bolletta molto salata. Lo certifica il GSE (il Gestore dei servizi energetici): l'illuminazione pubblica costituisce una delle voci più consistenti della spesa energetica dei Comuni e si aggira tra 20% e il 30% della spesa. Secondo l'Osservatorio dei conti pubblici italiani, nel nostro Paese il consumo di energia elettrica pro capite per l'illuminazione pubblica è il doppio della media europea. Questa spesa può essere ridotta grazie a interventi di efficienza energetica, l'utilizzo di moderne tecnologie e innovazioni, come led, telegestione e rilevatori di movimento, che a parità di punti luce possono ridurre i consumi fino al 40-60%.
 

I vantaggi dell'efficienza energetica

Sul sito GSE è possibile anche costruire una simulazione per valutare la convenienza degli interventi di efficienza energetica. Se un Comune, per esempio, sostituisse 500 vecchie lampade con lampade led da 70, 100, 150, 250 e 400 Watt, e installasse sensori di movimento che regolano l'intensità della luce in base alle reali necessità del traffico notturno, dovrebbe mettere a bilancio un costo iniziale di 264mila euro. Gli introiti assicurati dai certificati bianchi, per un totale 67.600 euro, ridurrebbero però il tempo di ammortamento della spesa. Il simulatore calcola un risparmio in bolletta di 51.569 euro ogni anno e prevede un tempo di ritorno dell'investimento di 5 anni. È come se ogni anno l'Ente locale risparmiasse l'equivalente di 353 barili di petrolio, più di 99 tonnellate di CO2 non emesse, pari all'anidride carbonica assorbita da 708 alberi in 10 anni.


M'illumino di meno. La proposta di spegnere i lampioni per ridurre consumi e inquinamento, non è nuova. Nel 2005 una celebre trasmissione radiofonica, Caterpillar (Rai Radio 2), lancia "M'illumino di meno", campagna simbolica ideata per sensibilizzare l'opinione pubblica e le amministrazioni al risparmio energetico e organizzata intorno al 16 febbraio, giorno in cui ricorre l'entrata in vigore del Protocollo di Kyoto. Una giornata nella quale si spengono le luci, creando un momento di silenzio energetico, preceduta da quattro settimane durante le quali il programma racconta le migliaia di adesioni di scuole, comuni, associazioni e singoli cittadini.
 

L'iniziativa, benché di breve durata, ottiene anche un riscontro effettivo in termini di risparmio energetico. Secondo quanto riportato da Terna, la società responsabile della trasmissione di energia elettrica in Italia, nei minuti successivi l'avvio della manifestazione si verifica un sensibile calo dei consumi. Il fabbisogno istantaneo di energia registrato nel 2008 in tutto il Paese, per esempio, ha subito un calo di oltre 400 Megawatt.


Le pratiche virtuose

Al di là di simulazioni e campagne, un esempio recentissimo sintetizza bene i vantaggi degli interventi sui lampioni che illuminano strade, piazze, parchi. A Reggio Emilia è in fase di ultimazione la sostituzione di oltre 32mila punti luce con nuove lampade led. Un'operazione che permetterà al Comune di risparmiare ogni anno 2,5 milioni di euro. Progetti semplici e concreti come quello emiliano sono in grado di rendere le nostre città più sostenibili ed efficienti, senza rinunciare alla sicurezza di chi popola l'ambiente urbano tra il tramonto e l'alba.