Le startup
Al lavoro su una Bentley T1, gemella della Rolls Royce Silver Shadow 

E la vecchia Rolls diventa elettrica

"Retrofit" e kit  per trasformare vecchi modelli a benzina o diesel in auto con motori elettrici e batterie al litio. La nuova vita delle auto verso la strada delle zero emissioni

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Si dice che anche per le auto il primo amore non si scorda mai. Così vecchi modelli, magari d'epoca, fatto il loro tempo vengono gelosamente custoditi in garage impolverati o rimesse: troppo difficile abbandonarli, ma anche troppo costoso, impegnativo e soprattutto inquinante, riportarli in strada. Ma se quelle stesse auto con qualche modifica potessero tornare a vivere per molto tempo grazie all'energia elettrica?


Una domanda che si è posta, ormai quasi quattro anni fa, una startup londinese che sull'esempio di altre officine americane ha deciso di convertire vecchie auto d'epoca in veicoli elettrici pronti a tornare - senza emissioni - a correre le strade. Convertire vecchie Rover Mini, Land Rover, Morris Minor, modelli sportivi e via dicendo per dar loro nuova vita. Una missione, quella portata avanti per esempio dalla London Electric Cars, che oggi accomuna sempre più officine d'Europa.

Lo scopo è ridare una vita green sia a vecchi modelli vintage e anche auto dismesse da poco: grazie a una serie di passaggi vengono installati motore elettrico, batteria agli ioni di litio, viene fatto il cablaggio e l'adeguamento alla nuova alimentazione in modo tale che un'auto d'epoca possa tornare, senza più "ruggire" ma con toni silenziosi, ad essere usata per lungo tempo.

Il Regno Unito si sta dando come obiettivo quello di avere entro dieci anni circa le metà delle auto del Paese a trazione elettrica, in modo da andare incontro agli obiettivi climatici. Per gli automobilisti sono già previsti incentivi per rottamare le vecchie auto inquinanti, ma anche sostegno nel caso di volontà di passare all'elettrico. Un passaggio che grazie alla London Electric Cars può essere fatto anche su una vecchia auto che viene convertita in un veicolo a emissioni zero, magari con batterie Nissan Leaf o Tesla riciclate, in circa sei mesi. La startup è stata fondata dal 44enne Matthew Quitter che nel 2017 ha convertito la sua Morris Minor del 1953 grazie a batterie al litio e da lì ha avuto l'idea di fondare una società in cui oggi opera un team di 10 persone.

Ogni restyling è personalizzato e sono necessari tra i tre e i sei mesi di tempo per convertire un'auto. Si parte da prezzi alti, circa 30mila euro, ma in Inghilterra tra zero tasse di circolazione e bassi costi di ricarica secondo i responsabili della start-up è "un investimento a lungo termine" che vale la pena affrontare. Tra l'uso di stampanti 3D per i componenti e il riciclo di batterie al litio di altre vetture, Quitter spiega che "una delle cose che cerchiamo di fare è conservare il più possibile l'integrità storica delle vetture". Nell'officina londinese sono già state convertire vecchie Mini, Land Rover, Lancia B2, Bentley, antichi taxi e altri modelli. Alcune, per esempio, sono state dotate di batterie Tesla.
 

Nel frattempo nel Regno Unito altre società stanno tentando la stessa strada, come Lunaz Design sostenuta anche da David Beckham e specializzata nella conversione di Rolls-Royce, ma Quitter racconta ad Euronews di voler espandere il mercato affinché diventi di massa, soprattutto grazie all'utilizzo di "kit di conversione" e riducendo costi e  tempi di attesa.
 

La stessa operazione, attraverso il "retrofit", sistema di conversione delle auto da termico ad elettrico, è oggi già possibile anche in alcune officine italiane e sta trovando per esempio un ampio slancio in Francia grazie a bonus e incentivi (alcuni presenti anche in Italia). I "kit di conversione" generalmente sono composti da motopropulsori, batterie elettriche, interfaccia di rete per la ricarica, sistemi per il funzionamento del veicolo trasformato. Si tratta di un passaggio che deve comunque garantire che non vengano alterate alcune caratteristiche dell'auto, come le prestazioni e la sicurezza e, una volta trasformata, l'auto va nuovamente immatricolata. Scopo della conversione, oltre chiaramente quello di ottenere macchine non inquinanti, è anche quello di dare nuova vita a veicoli destinati alla rottamazione, riducendo così i rifiuti.  

Se per ora i costi di conversione di start up come quella britannica appaiono ancora decisamente alti, c'è già chi come la Transition-One in Francia sta dimostrando che questo passaggio è possibile anche a prezzi più contenuti. Per esempio la start up francese offre trasformazioni anche di modelli tutto sommato recenti in elettrico a partire da circa 9mila euro (un esempio è una Renault Twingo del 2009 convertita in un mezzo elettrico con autonomia di 180 km). In Francia usano moduli Tesla e un sistema di tre batterie. Con il retrofit sono state anche trasformate per esempio alcune Fiat 500 immatricolate nel Paese utilizzando agevolazioni fiscali e aiuti di stato che hanno l'obiettivo di sostituire gradualmente le auto a benzina e diesel in elettriche per percorrere così una nuova strada verso le zero emissioni.