L'intervista

Il cacciatore di metano James Turitto: "Con camper e videocamera documento le fuoriuscite"

Si apposta fuori da raffinerie e gasdotti per verificare la dispersione di questo gas invisibile e inodore: "Inquina più della CO2. Se tagliassimo le emissioni vedremmo una differenza nel clima già in 10-20 anni"

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Professione: cacciatore di metano. Il lavoro di James Turitto, per l'ong americana Clean Air Task Force, è molto particolare: si apposta con il suo camper nei dintorni di raffinerie, gasdotti o serbatoi di metano e grazie a una speciale videocamera documenta le fuoriuscite di questo gas invisibile e inodore che, nei primi vent'anni dal rilascio nell'aria, ha un impatto sul riscaldamento globale oltre 80 volte superiore a quello della CO2.

Qual è il problema con le fughe di metano in Europa?

"A livello europeo esistono regole sulle emissioni di metano dalle discariche. Ma non ci sono regolamenti europei chiari sulle perdite di metano delle compagnie nel settore 'oil&gas', e quindi le aziende che operano in quei settori non sono incentivate a un esame scrupoloso delle fuoriuscite di metano e a una manutenzione più accurata per scongiurarle".

Metano, il gas naturale che scalda l'atmosfera

Ma qual è la radice del problema?

"Quando si cerca il petrolio, si trova di solito anche il gas naturale, che è composto in massima parte dal metano. Le compagnie petrolifere possono convogliare il gas naturale trovato o in gasdotti, per venderlo, oppure possono bruciarlo con la classica "torcia" che torreggia su raffinerie e impianti chimici. Il problema è che in tutto il sistema industriale del petrolio e del gas esistono più punti in cui il metano può fuoriuscire e disperdersi nell'aria".

E qual è la vostra risposta?

"Visto che si tratta soprattutto di un problema di regolamentazione, abbiamo pensato di portare all'attenzione della pubblica opinione questo tema documentandolo. E siccome il metano è invisibile e inodore, per documentare questo problema abbiamo pensato di utilizzare una speciale videocamera a infrarossi, tarata sul tasso di assorbimento dello spettro degli infrarossi tipico del metano. In pratica la nostra videocamera "vede" le emissioni di metano che fuoriescono da serbatoi, condutture, metanodotti…"

Perché concentrarsi sul metano invece che sulla CO2?

"Come dicevo, la molecola del metano ha un forte impatto atmosferico nei primi 10-20 anni dalla fuoriuscita. E al metano in atmosfera si deve oltre mezzo grado centigrado del riscaldamento globale che vediamo oggi. L'importanza di affrontare questo problema è che se diamo un taglio netto alle emissioni di metano oggi, vedremo una differenza nel clima già in 10-20 anni. Quindi nel caso del metano agire dà frutti molto più vicini nel tempo rispetto alle azioni che si possono fare per ridurre le emissioni di CO2".

In che modo scopre le fuoriuscite di metano?

"Un esempio è ciò che mi è successo qualche mese fa in Romania, a 60 km da Bucarest. C'era un impianto di trattamento del gas, in aperta campagna. Stavo riprendendo con la telecamera delle valvole per vedere se ci fossero fughe di metano quando mi accorgo che sì, in effetti del metano sta uscendo. Ma non dalle valvole: dal campo retrostante. All'inizio pensavo di avere le traveggole, perché si trattava di un campo senza alcuna conduttura visibile. E magari quello che avevo visto poteva essere solo dell'umidità. "È davvero gas, quello?" mi chiedevo. Ho chiamato i lavoratori dello stabilimento e loro mi hanno spiegato che sotto quel campo passano dei metanodotti. Quindi, probabilmente, c'era qualche fuga di metano sotterranea, e il gas poi emergeva dal campo. Il problema è che io non capisco una parola di rumeno, e i lavoratori non se la cavavano bene con l'inglese. Così ho pensato: "Ora sistemeranno loro la situazione" e me ne sono andato. Però poco dopo mi hanno richiamato: avevano scavato per riparare il danno, ma nella zona sbagliata: adesso il gas fuoriusciva dalla pila di terra che avevano ammucchiato a fianco del buco. Allora con la mia telecamera ho guidato il loro lavoro e sono riusciti a riparare il condotto".

A parte il danno ambientale, queste fuoriuscite di metano, quando le aziende sono all'oscuro, possono essere pericolose?

"Sempre in Romania un giorno, grazie a un attivista di Greenpeace che mi ha indirizzato lì, ho esaminato due pozzi nel mezzo di una città. La cosa preoccupante è che il terreno tra i due pozzi p era adibito a parco giochi, e proprio da quel terreno fuoriusciva – come ha testimoniato la mia videocamera - molto metano. A pochi metri da dove i bambini giocavano con girelli, scivoli e altalene. In quel caso il rischio poteva essere quello di un incendio. In luoghi dove si estrae il petrolio o si immagazzina il gas, invece possono liberarsi anche dei gas che, a differenza del metano, sono tossici per l'uomo. Come il benzene, o la formaldeide".

I responsabili degli stabilimenti come reagiscono quando scoprite qualche falla?

"In un'altra occasione, sempre in Romania, il responsabile di uno stabilimento mi ha portato a vedere il luogo e mi ha detto: "Questo è uno stabilimento nuovo, che ci rende molto fieri. Non troverai nemmeno una piccola fuoriuscita di gas, posso assicurartelo". A un certo punto, durante il sopralluogo, siamo arrivati in un punto in cui c'era un connettore arrugginito. Appena l'ha visto, il responsabile ha detto – ancora prima che io puntassi la videocamera – "Oh, no!". E infatti c'era una fuoriuscita".

Quando fate sopralluoghi, la vostra controparte ha sempre un approccio così collaborativo?

"Non sempre. A volte ci chiedono di non fare riprese e di andare via. In questi casi io faccio sempre notare che quando ci fermiamo, lo facciamo su suolo pubblico e non sul terreno privato dell'azienda. Comunque in genere non insistiamo più di tanto, e se la situazione si fa più tesa ce ne andiamo. Ci sono così tanti posti da visitare per scoprire fughe di gas che non vale la pena di perdere troppo tempo in un solo luogo". 

Le compagnie energetiche, una volta messe di fronte ai vostri reportage, prendono sempre misure per risolvere il problema delle fuoriuscite di metano?

"In Austria, a maggio, abbiamo trovato delle perdite di metano in un impianto della compagnia di gas OMV. Allora loro hanno dichiarato a Reuters di aver verificato l'impianto e di aver riparato quanto avevamo segnalato. Noi in giugno siamo tornati sul posto, e abbiamo notato che c'erano ancora delle perdite. A quel punto una rete televisiva austriaca ne ha fatto un caso nazionale: "OMV ha dichiarato a Reuters di aver risolto tutto, e invece ecco com'è realmente la situazione"".