Parchi d'Italia

Il prato del Gran Paradiso che ha lasciato Luciano Violante senza parole

L'ex presidente della Camera dopo aver visto per la prima volta nel 1969 i pascoli di Cogne non ha mai saltato un soggiorno estivo. "Ho anche pensato di trasferirmi in pianta stabile". L'appello del direttore dell'area protetta, Bassano: "C'è poco personale e le emergenze, con il cambio climatico, sono tante"

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L'ex presidente della Camera Luciano Violante lo definisce mistico. Il prato di Sant'Orso è l'eredità diretta di un'antica tradizione di gestione collettiva dei pascoli di Cogne. Case e hotel sono stati costruiti solo a sinistra del prato. Qualche anno fa un imprenditore della zona aveva suscitato un vespaio quando aveva chiesto di allargarsi un po'. Ma questo tappeto di cinquanta ettari dove crescono erba medica e fiori selvatici è, aggiungiamo per fortuna, intoccabile. Il prato è una delle vie di ingresso al Parco nazionale del Gran Paradiso che quest'anno, con quello d'Abruzzo, festeggia il suo centenario.

Luciano Violante nel Parco Nazionale del Gran Paradiso 

 

"La prima volta che sono stato a Cogne, nel 1969, sono rimasto senza parole. - racconta Violante -  All'epoca ero tornato da Bari da circa tre anni ed ero segretario di Magistratura democratica per il Piemonte e la Val d'Aosta quando, al termine di una riunione della sezione valdostana, mi portarono a cena a Cogne. Quell'anno in una bella giornata d'estate dissi poi a mia moglie Giulia: 'invece di andare in val di Susa perché non andiamo a Cogne?"'. È passato oltre mezzo secolo e la famiglia Violante ormai è di casa in questa valle. Prima in paese poi a Gimillan, frazione a quasi duemila metri e balconata naturale sul gruppo del Gran Paradiso. Ogni anno a Ferragosto una piccola comunità di amici si riunisce nel giardino di casa Violante per un pranzo conviviale, dove ognuno porta qualcosa.

Quella di Cogne è una villeggiatura austera, torinese più che lombarda, amante della montagna e di lunghe passeggiate. Ci sono più posti letto negli hotel che nelle seconde case e la ristorazione è di buon livello. D'inverno, ci sono oltre 80 chilometri di piste da sci di fondo, che attraversano il Parco nazionale. "Vale il detto che in Val d'Aosta, Courmayeur è la capitale dei ricchi, Gressoney quella degli aristocratici, mentre Cogne merita quella degli intellettuali" ricorda l'ex presidente della Camera, che ha descritto il suo amore per la montagna nel libro Il prato dei quarzi (Le Chateau Edizioni). A Cogne hanno soggiornato Primo Levi, Enrico Fermi, Pietro Nenni. È stato uno dei rifugi clandestini di Palmiro Togliatti e Nilde Iotti.  Sull'assolato versante dei Liconi, verso la frazione di Lillaz, ci sono le importanti miniere di magnetite, un minerale ad alta concentrazione di ferro, dove si è scritto un capitolo storico della siderurgia di alta quota.

Foto Renzo Gluglielmetti 

"A un certo punto, con un amico, avevamo proposto alle nostre consorti di trasferirsi qui, ma non c'è stata discussione" continua Violante, oggi presidente di Fondazione Leonardo. Forse il muro alzato delle mogli era più che motivato. L'inverno da queste parti inizia a fine settembre e può durare fino a maggio. Di solito gli entusiasmi estivi si affievoliscono già dopo il primo anno di residenza. "Ma credo comunque di conoscere tutti i sentieri e i colli della parte valdostana del Parco nazionale. Ho avuto anche la fortuna di frequentare i guardaparco, questi professionisti che vivono immersi nella natura e che hanno sempre qualche storia divertente da raccontare sui bracconieri". Da quello che si esercitava con la balestra casualmente a distanza di tiro da un camoscio, un altro che aveva una femmina di stambecco nel freezer.  

Ma è proprio il numero ridotto all'osso dei guardaparco che oggi rischia di rovinare la festa del centenario del Parco nazionale. Come ha ricordato di recente Bruno Bassano, direttore dell'area protetta, manca oltre un terzo dell'organico. Oltre ai monitoraggi i ranger, se così possiamo chiamarli, sono il terminale naturale dell'amministrazione, la cui sede è nella lontana Torino, con le comunità che vivono in queste valli. Gli oltre 70mila ettari del Parco nazionale del Gran Paradiso sono a cavallo tra Piemonte e Val d'Aosta e comprendono boschi di latifoglie e di conifere, praterie alpine, zone umide fino ai ghiacciai in alta quota.

"Oltre al personale, dove abbiamo raggiunto i livelli storici più bassi, dobbiamo affrontare i cambiamenti climatici sui quali i parchi nazionali si candidano a rete di monitoraggio " spiega Bassano. "Il lato piemontese e quello valdostano del Parco sono molto diversi a causa dell'esposizione, un fattore che incide anche nella risposta all'aumento delle temperature. - conclude Bassano - Gli habitat prevalenti nel versante a sud, che include le valli Orco e Soana in provincia di Torino, sono dominati dalle latifoglie, che colonizzano velocemente gli ambienti di prateria quando ci sono le condizioni climatiche idonee, mentre gli habitat della parte valdostana, esposti a nord, sono più stabili perché sono composti da conifere".

Gli effetti del riscaldamento globale si riflettono sulla vegetazione così come sullo stambecco, simbolo del Parco. "È certo che questi animali, soprattutto gli esemplari maschili, per sopravvivere all'inverno tendono a ingrassare molto d'estate ma in futuro dovranno adattarsi a una copertura nevosa spesso assente e a condizioni dove le grandi dimensioni giocano a sfavore. - spiega Bassano, per anni a capo del servizio veterinario del Parco - Un discorso analogo vale per le strategie di riproduzione e le stagioni degli amori, che dovranno sincronizzarsi con un ciclo della vegetazione sempre più anticipato". Questi stambecchi appartengono a una dinastia reale, se così possiamo chiamarla, perché sono i discendenti diretti di quell’ultima famiglia di qualche centinaio di individui sopravvissuta all’estinzione di metà Ottocento e da cui si è partiti per ripopolare l’intero arco alpino europeo.

Sotto il profilo faunistico il santuario del Parco nazionale del Gran Paradiso è la Valsavarenche, dove lo stambecco convive con gli altri animali presenti nel Parco, dalle marmotte ai camosci fino al gipeto e al lupo. Di questo carnivoro puro ci sono tre branchi stabili, due in Piemonte e uno tra la Valsavarenche e la valle di Cogne.

 

Parco nazionale del Gran Paradiso

Superficie: 71.043 ettari

Province: Aosta, Torino

Valli: Valle Orco, Valle Soana, Valle di Cogne, Valsavarenche, Valle di Rhêmes

Massima elevazione: Gran Paradiso, 4.061 mt

Le guide del Parco: per escursioni di tutte le difficoltà

 

 

I sentieri del Parco: 500 km

http://www.pngp.it/sentieri-parco

 

Il trekking dello stambecco: 40 km

http://www.pngp.it/trekking-dello-stambecco