Clima

Il cambiamento climatico ha aumentato di nove volte il rischio di inondazioni in Europa

Le alluvioni che hanno messo in ginocchio la Germania e il Belgio a luglio 2021 sono eventi estremi che saranno sempre più probabili a causa delle emissioni prodotte dall'uomo. Lo ha stabilito uno studio internazionale di scienziati del clima

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Non solo incendi e siccità. Il cambiamento climatico causato dall'uomo è responsabile anche delle recenti inondazioni che hanno messo in ginocchio la Germania e il Belgio, con oltre 200 morti e interi paesi distrutti. Secondo un nuovo studio della World weather attribution (Wwa) le emissioni di carbonio e il conseguente riscaldamento globale hanno reso le alluvioni fino a 9 volte più probabili in Europa occidentale. E le piogge fino al 19% più intense.

Quello che è accaduto in Nordreno-Vestfalia e intorno a Liegi non è solo colpa delle alluvioni, sia chiaro. Molti territori erano già saturi e precari, sottolineano i ricarcatori, a causa della conformazione geologica, della presenza di infrastrutture e delle tecniche di gestione delle acque. Ma proprio a causa della distruzione di molti sistemi di monitoraggio del dissesto idrogeologico, gli studiosi si sono dovuti focalizzare sull'intensità delle piogge che hanno preceduto le inondazioni, svelando che le precipitazioni nelle aree intorno ai fiumi Ahr ed Erft in Germania e nella regione della Mosa in Belgio hanno portato 90 millimetri di pioggia in un solo giorno.

Dedurre l’influenza del cambiamento climatico dai dati raccolti su questa area limitata era però complicato, quindi gli studiosi hanno allargato la ricerca su una zona più ampia dell’Europa occidentale che comprende la Francia orientale, la Germania occidentale, il Belgio orientale, i Paesi Bassi, il Lussemburgo e la Svizzera settentrionale. Qui le emissioni prodotte dall’uomo hanno aumentato nel periodo estivo l'intensità dei fenomeni piovosi di un giorno tra il 3% e il 19%.

"È difficile analizzare l'influenza del cambiamento climatico sulle forti piogge a livelli molto locali - spiega Sjoukje Philip, ricercatore climatico al Royal Dutch Meteorological Institute e parte del team Wwa - ma siamo stati in grado di dimostrare che, nell'Europa occidentale, le emissioni di gas serra hanno reso più probabili eventi come questi".

Piogge così intense da innescare inondazioni di questo tipo possono verificarsi una volta ogni 400 anni. E sebbene sporadici, l'aumento delle temperature ha reso questi eventi estremi da 1,2 a 9 volte più probabili rispetto a un secolo fa, in era pre-industriale con temperature più basse di 1,2 gradi Celsius.

"È ancora raro - ha affermato Maarten van Aalst, direttore dell'International Red Cross/Red Crescent Climate Center, che ha contribuito alla ricerca - ma è un evento a cui dovremmo essere sempre più preparati”. Infatti, se il mondo si riscaldasse di 2 gradi Celsius - come succederà senza drastici tagli alle emissioni - la probabilità di alluvioni simili aumenterebbe ancora di più, diventando da 1,2 a 1,4 volte superiore a quella attuale. E la loro intensità crescerebbe fino al 6%.

Lo studio, condotto da 39 ricercatori da Germania, Belgio, Paesi Bassi, Svizzera, Francia, Stati Uniti e Regno Unito, ha utilizzato una serie di modelli peer reviewed.

“Un metodo molto importante perché permette di studiare il singolo evento - commenta Antonello Pasini, Fisico del Clima del Cnr - paragonandolo con il passato e con il futuro. Il risultato è chiaro: non c’è più tempo da perdere, bisogna agire per fermare le emissioni”. Pasini sottolinea però che il fattore climatico non è l’unico a cui fare attenzione: “Per capire questi eventi estremi e le loro conseguenze bisogna tenere conto anche della vulnerabilità del territorio e dell’esposizione di popolazione e beni, vale a dire dove l’uomo costruisce e si insedia”. Solo così si potranno prevenire nuove tragedie.