Energia

Chi ha detto che l'idrogeno è 'green'? Potrebbe inquinare molto più di quello che crediamo

Un nuovo studio solleva molti dubbi: il suo utilizzo massiccio come fonte di energia scaricherebbe nell'atmosfera molti più gas serra di quanto si pensava e addirittura di più delle fonti fossili conosciute. "Definirlo una fonte a zero emissioni è totalmente sbagliato"
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Si fa presto a dire idrogeno. Visto in tutto il mondo come una delle più promettenti fonti di energia nell'era post-fossile, ora torna sul banco degli imputati. Un'analisi pubblicata sul New York Times, quindi tutt'altro che una fonte negazionista sull'emergenza climatica, lancia un'inquietante serie di dubbi sulla possibilità effettiva di poter usare questa fonte, teoricamente la più abbondante esistente in natura, su larghissima scala.

Il quotidiano americano cita uno studio accademico "peer reviewed", quindi affidabile e oggettivo, secondo il quale un utilizzo massiccio dell'idrogeno come fonte di energia scaricherebbe nell'atmosfera molti più gas serra di quanto si pensava, e addirittura di più delle fonti fossili conosciute a parità di effetto energetico. Lo studio è stato pubblicato sull'Energy Science & Engineering Journal da un gruppo di ricercatori delle Cornell e Stanford University.

L'ostacolo più grande: la maggior parte dell'idrogeno utilizzato oggi viene estratto dal gas naturale mediante un processo che richiede moltissima energia, con il risultato di emettere grandi quantità di CO2. Per di più l'estrazione di tutto il gas naturale richiesto comporta l'emissione di metano, che a sua volta è un noto "colpevole" quanto a emissioni di gas serra. Persino la "ricattura" della CO2, un processo sperimentale parte integrante della transizione ecologica molto sostenuto dall'industria dell'energia in tutto il mondo, avrebbe un costo energetico eccessivo. È vero che quest'ultima procedura consentirebbe la creazione di "idrogeno blu", il migliore di tutti, ma insomma tutta la catena produttiva necessaria in un modo o nell'altro finirebbe col rilasciare più gas serra nell'atmosfera che la semplice combustione fossile.

La sfida dell'idrogeno

"Definire l'idrogeno una fonte a zero emissioni è totalmente sbagliato", taglia corto Robert W. Howarth, il biogeochimico e scienziato degli ecosistemi della Cornell che ha coordinato lo studio, intervistato dal New York Times. "Quello che abbiamo scoperto - insiste - è che non si possa neanche definire una fonte energetica a basse emissioni". Per arrivare a questa drastica conclusione, Howarth e uno dei suoi coautori, Mark Jacobson, un professore di "civil and environmental engineering" a Stanford nonché direttore dell'Atmosphere/Energy program dell'ateneo californiano, hanno esaminato con attenzione l'intero "ciclo di vita" dell'idrogeno blu, apparentemente il più sano. Hanno calcolato quanta CO2 viene emessa al momento dell'estrazione dai pozzi, quanto metano, e ancora quanto gas naturale serve per far marciare gli impianti di ricattura dell'anidride carbonica che sono quelli da cui si dovrebbe ricavare l'idrogeno liquido con la scomposizione elettrolitica degli atomi da cui è composta l'acqua (com'è noto, due di idrogeno e uno di ossigeno).

Assumendo che il 3,5% dei vari gas vada disperso in atmosfera durante tutto questo processo, gli scienziati hanno concluso che il "footprint" dell'idrogeno è superiore per il 20% di quello del gas naturale e perfino del carbone bruciato. Anche con un'ipotesi più ottimista dell'1,5% di perdite di gas, il potenziale inquinante dell'idrogeno resta più alto delle altre fonti.

Mentre sia in America sia in Europa le compagnie energetiche spingono per costruire nuovi gasdotti spendendosi il fatto che potranno essere usati anche per l'idrogeno, è la conclusione senza sconti del Nyt, sull'utilizzo di questa fonte per scaldare le case o far andare gli autobus pesano ancora troppe incognite. Per di più, è una fonte ancora molto costosa. Anche se l'economia dell'idrogeno troverà spazio in settori dove riconvertire all'elettrico è troppo complicato – dagli aerei ai camion a lunga percorrenza – un suo utilizzo più ampio, dice il New York Times, potrebbe essere dannoso per il clima.