Biodiversità

Una nuova mappa globale per individuare dove intervenire per la conservazione

Lo studio, al quale hanno partecipato i ricercatori italiani Piero Visconti e Moreno di Marco, sarà uno strumento fondamentale per la Cop26, dove si discuterà come salvaguardare almeno il 30% di aree terrestri e marine. Per la prima volta un approccio che tiene conto di stoccaggio della CO2 e risorse idriche
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Per avere risultati duraturi e significativi nella conservazione della biodiversità basterebbe una gestione integrata del 30% di territori strategici. Azioni coordinate in questi hotspot potrebbero salvaguardare con successo il 70% di tutte le specie animali terrestri e vegetali considerate, aiutando anche a immagazzinare CO2 e preservare il 68% di tutta l'acqua pulita. A fare queste stime è un nuovo studio condotto dal progetto "Nature Map", appena pubblicato sulla rivista Nature

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