Clima

La montagna più alta di Svezia 'perde' 5 metri l'anno

Il monte Kebnekaise, nelle alpi scandinave svedesi. Alexandar Vujadinovic/Wikipedia 
Il massiccio del Kebnekaise, icona delle popolazioni Sami e Lapponi del Grande nord, si è abbassato da 2.118 a 2.094 metri, per la fusione del ghiacciaio sulla sua vetta sud
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BERLINO – Ormai il riscaldamento del clima colpisce al cuore anche le grandi montagne. Anche nel freddo Grande Nord. Gli istituti universitari scientifici e geologici reali svedesi, citati dall'agenzia di stampa Reuters, informano che quello che da millenni è il piú alto monte di Svezia, il Kebnekaise perde ogni anno cinque metri d'altezza sul livello del mare a causa dello scioglimento dei ghiacchi, e che non si vede all´orizzonte una soluzione abbastanza veloce per salvarlo che sia tecnicamente possibile in loco. L'altezza attuale, 2.094,6 metri, è la più bassa misurata dagli anni quaranta del secolo scorso, quando iniziarono misurazioni sistematiche.

Il fatto è che la parte più alta del vasto massiccio del Kebnekaise, la vetta sud era costituita da un ghiacciaio. Il mutamento del clima ha cambiato anche la skyline delle alpi scandinave: ora il ghiacciaio si scioglie veloce ogni anno, per cui la vetta più alta del monte è ora la cima nord di roccia nuda non coperta da ghiacci, che in precedenza era più bassa sul livello del mare rispetto alla parte ghiacciata. Secondo i piú pessimisti, del glorioso Kebnekaise in un futuro non troppo lontano non resterà che una sequela di piccoli picchi rocciosi, e il ghiacciaio resterà ricordato soltanto in vecchie fotografie.

E non è tutto, dicono desolati gli scienziati della reale università di Stoccolma: oltre al riscaldamento delle temperature c'è il cambiamento delle correnti, con un rafforzamento del vento più caldo che accelera ulteriormente l'abbassamento del monte.

Ancora nel 1990, la vetta del Kebnekaise, un bellissimo massiccio lungo le alpi scandinave circa a 150 chilometri a nord del circolo polare artico, era a 2.118 metri. Il Kebnekaise tocca territori svedesi e norvegesi ed è da millenni parte costitutiva del patrimonio culturale, delle abitudini di vita e delle attività economica delle popolazioni lapponi e sami. Per questo è classificato parte del world nordic heritage site lappone, ma nessun titolo potrò  salvarlo se il genere umano non si muove in fretta.