Mobilità
Bimbo in bici a Barcellona. Josep Lago/AFP via Getty Images 

La svolta a due ruote della Spagna

Il governo di Sanchez vuole abbattere del 35% i viaggi con veicoli privati a combustione, sostituendoli con mezzi a energia pulita. Tre i pilastri: piste ciclabili e parcheggi, trasporto pubblico, cultura

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Piste ciclabili, sconti fiscali e cultura ciclistica a scuola: la Spagna parte in svantaggio, ma vuole arrivare lontano, dimostrando che anche il Sud Europa può dire la sua sulla mobilità sostenibile. Il governo di Pedro Sanchez punta sulla bicicletta e lo fa nella maniera più impegnativa possibile: un piano uscito dal consiglio dei ministri chiamato “Strategia dello Stato per la bicicletta”. Nelle città spagnole le auto private sono ancora le protagoniste, le ztl sono poche e chi si muove con mezzi alternativi fa fatica, ma la situazione potrebbe cambiare presto, l’abbassamento dei limiti di velocità nelle strade urbane è già un segnale chiaro.

La novità di questo documento sta nel porre un obiettivo preciso, sull’esempio di quelli delle emissioni di gas serra: abbattere del 35% dei viaggi che oggi si effettuano con veicoli privati a combustione, sostituendoli con mezzi che si alimentano con energia pulita.

Il Covid, anche qui, ha pesato molto: nei mesi immediatamente successivi al confinamento del 2020 gli acquisti di biciclette sono raddoppiati, grazie a riduzioni fiscali non diverse da quelle italiane. C’è un limite però: gran parte di chi le compra lo fa con scopi sportivi e non di mobilità quotidiana. Gli interventi saranno finanziati sia dallo Stato che dai privati, i soldi per ora non sono moltissimi, ma sullo sfondo c’è il tesoretto da 3 miliardi di euro di fondi europei, alla voce “Creazione di zone a bassa emissione”. I progetti sono molti e per poterli monitorare è stato lanciato un sito.

Le misure principali: 1/Piste ciclabili e parcheggi

Il primo passo prevede la creazione dell’infrastrutture nelle città. Ovvero, piste ciclabili, parcheggi, percorsi urbani e interurbani. Il governo vuole, d’accordo con i singoli municipi, individuare criteri universali di base per evitare la giungla normativa patita da molti amministratori.

2/La bici e il trasporto pubblico

Altro punto del piano del governo è la creazione di parcheggi per le biciclette intorno alle stazioni ferroviarie e l’integrazione tariffaria tra il bike sharing e il trasporto pubblico. Il ministro dei trasporti José Luis Ábalos ha posto l’accento sulla cosiddetta “intermodalità”, che passa anche per dare l’opportunità di prenotare posti su treni di media e lunga percorrenza per chi porta con sé la bicicletta. Altro obiettivo di non facile realizzazione è connettere stazioni e aeroporti con le “reti per ciclisti”.

3/Nelle scuole

Tutti questi interventi si potranno realizzare a una condizione: cambiare la cultura della mobilità. Per farlo è fondamentale il ruolo giocato dalla scuola. Così il governo prevede di introdurre lo studio della sicurezza stradale e della bicicletta nel curriculum scolastico “attraverso la formazione pratica in mobilità ciclistica fin dall'infanzia e la promozione di progetti educativi legati alla mobilità in bicicletta”. Si prevede l'avvio di un programma di aiuti per svolgere queste attività ciclistiche nelle scuole.