La denuncia
Protesta davanti al Science Museum di Londra per la sponsorizzazione di Shell alla mostra sull'emergenza clima. Dominic Lipinski/PA Images via Getty Images 

Greta Thunberg contro il Science Museum: "Con Shell si è giocato la reputazione"

L'attivista ha commentato uno scoop di Channel 4, che ha scoperto una clausola dell'accordo di sponsorizzazione dell'azienda petrolifera a una mostra sul cambiamento climatico del museo di Londra che impegna il museo a vigilare per non danneggiare la reputazione di Shell

1 minuti di lettura

LONDRA. Greta Thunberg contro il celebre Museo della Scienza di Londra.

“Lo Science Museum ha appena ucciso l’ironia. E pure la sua reputazione”, twitta la giovanissima ambientalista svedese, che se la prende con uno dei musei più famosi della capitale britannica. 

Che cosa è successo? Thunberg ha letto e commentato un servizio della tv inglese Channel 4 che ha scoperto come lo Science Museum abbia firmato un contratto particolare con la multinazionale petrolifera Shell per una mostra sul cambiamento climatico, “Our Future Planet”, inaugurato lo scorso maggio. Non per l'intesa in sé, seppur questa al suo annuncio mesi fa provocò in alcuni indignazione e persino dimissioni da parte di esperti del museo. Ma per una clausola particolare.
La clausola del contratto tra Science Museum e Shell mette nero su bianco infatti che “la reputazione di Shell deve essere preservata” e che il museo avrebbe dovuto far sì che non ci fossero critiche pubbliche contro il marchio. 

“Una clausola bavaglio”, secondo la associazione ambientalista “Culture Unstained”. L’ecologista Emma Sayer, legata al museo per il quale ha contribuito a curare anche il festival, si è detta “scioccata” e “delusa” e ha chiesto di rimuovere il suo nome dai credit della manifestazione. 


Il Museo della Scienza, tramite un suo portavoce, ha risposto che “anche le compagnie energetiche devono fare la loro grossa parte contro il cambiamento climatico, nella transizione a un’economia a emissioni zero”. Difatti anche multinazionali del petrolio come Bp hanno promesso di riconvertirsi preso a business più “puliti".

"Rompere ogni legame con simili aziende sarebbe controproducente”, aggiunge lo Science Museum. Parole che non hanno di certo convinto Greta.