IL FISCO VERDE

Più bolle, meno plastica: come funziona il bonus per filtrare l'acqua

Con le agevolazioni fiscali per l’acquisto dei sistemi di filtraggio e mineralizzazione domestici non ci sono più scuse per non cambiare, in meglio, le proprie abitudini

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Usare le risorse responsabilmente, a partire dall’acqua che beviamo, privilegiando quella dell’acquedotto rispetto a quella in bottiglia. E se proprio il sapore non ci piace, e non sappiamo rinunciare all’acqua effervescente si può sempre pensare alle bollicine fai da te. La lotta alla plastica passa anche dalla tavola e ora che è operativo il bonus fiscale per l’acquisto dei sistemi di filtraggio e mineralizzazione domestici non ci sono più scuse per non cambiare, in meglio, le proprie abitudini. Il Fisco in questo caso è generoso: restituisce sotto forma di credito d’imposta la metà della somma pagata per l’acquisto dell’impianto.

Le regole

Il bonus è stato previsto dalla legge di Bilancio, e vale per tutte le spese fatte da gennaio 2021 fino a dicembre 2022. Il credito d’imposta è riconosciuto per gli impianti domestici per il filtraggio, la mineralizzazione, il raffreddamento e l'aggiunta di anidride carbonica alimentare E290. Interessati sia le persone fisiche per l’uso domestico che gli esercenti attività d’impresa, ma anche per gli enti del Terzo settore. Previsto un bonus fino a 1.000 euro per ciascuna unità immobiliare per l’uso domestico, e fino a  5.000 euro per ciascun immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale negli altri casi.

Fattura e pagamento

In generale per ottenere l’agevolazione fiscale è necessario il pagamento con strumenti diversi dai contanti, e la fattura deve riportare il codice fiscale di chi sostiene la spesa. Poiché però il provvedimento di attuazione è stato approvato da parte dell’Agenzia delle entrate solo il 16 giugno scorso, l’Agenzia ha stabilito che può richiedere il bonus anche chi ha fatto acquisti in contanti prima di questa data, o non ha la fattura con il codice fiscale. In questo caso, in fatti, è possibile integrare la fattura o lo scontrino aggiungendo direttamente il proprio codice fiscale.

Come si richiede il credito

Per ottenere il bonus è necessario presentare la richiesta inviando il modello di “Comunicazione delle spese per il miglioramento dell’acqua potabile” messo a disposizione online sul sito dell’Agenzia delle entrate. La comunicazione va inviata dal 1° al 28 febbraio dell’anno successivo, esclusivamente per via telematica. Poiché la legge ha previsto un limite complessivo di 5 milioni di euro a copertura del bonus per ciascuno degli anni 2021 e 2022, un provvedimento dell’Agenzia delle entrate (da pubblicare entro il 31 marzo di ciascun anno) renderà nota la misura percentuale del credito d’imposta effettivamente spettante, che dipenderà quindi dal totale delle richieste presentate. Se l’ammontare complessivo dello sconto risulta uguale o inferiore al limite di spesa, si otterrà un bonus del 50% come previsto, altrimenti di meno.

Come si usa il bonus

Il credito al quale si ha diritto può essere utilizzato per ridurre l’Irpef nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno della spesa, quindi nel 2022 se si compra l’impianto quest’anno, e in quelle successive, fino a quando non si conclude la somma. In alternativa l’importo può essere utilizzato in compensazione per pagare altre imposte, ad esempio l’Imu.

Quanta plastica si risparmia

L'obbiettivo dichiarato del bonus è quello di risparmiare la plastica, e in questo caso si potrà sapere se l’incentivo funziona e quante bottiglie sono state effettivamente risparmiate. Le informazioni sulle spese infatti, devono anche essere trasmesse all’Enea. Sulla base dei dati l’ente effettuerà il monitoraggio e la valutazione della riduzione del consumo dei contenitori di plastica per acque destinate a uso potabile ottenuta grazie all’acquisto degli impianti domestici.