Siccità

Dubai, droni in azione per scatenare la pioggia artificiale. Anche troppa

Contro il caldo torrido e la mancanza d’acqua, la tecnologia corre in aiuto per creare precipitazioni artificiali. Il sistema sembra funzionare e nei giorni scorsi temporali consistenti hanno persino allagato l'area
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“Sciamani” hi-tech per combattere la siccità e il caldo torrido, che ha raggiunto picchi fino a 50°C: a Dubai si sperimenta l’uso di droni per creare piogge artificiali e ridurre l’ondata di calore che colpisce la regione desertica. Il sistema si basa sull’inseminazione delle nuvole, già sperimentato da tempo. Ma questa volta è il “veicolo” utilizzato per produrre la pioggia che è all’avanguardia: droni che rilasciano scariche elettriche penetrando nelle nuvole e che “aiutano” a condensare il vapore acqueo e generare così precipitazioni. I droni rilasciano nell’atmosfera e all’interno delle nuvole sostanze come lo ioduro d’argento che, a contatto con l’umidità, rendono più pesanti le particelle d’acqua presenti e portano anche alla formazione di agglomerati nuvolosi più grandi.

 

Una tecnica in uso da una decina di anni ma che finora veniva veicolata attraverso “razzi” sparati all’interno delle nuvole stesse. La differenza è che con i droni è possibile individuare meglio le aree più sensibili alla sollecitazione delle sostanze utilizzate per condensare la pioggia. Inoltre, i droni non sono “vuoto a perdere” come i razzi fin qui usati, possono essere riportati a terra, ricaricati e spediti di nuovo a fare la loro azione da “sciamani” della pioggia.

Tra i primi effetti dell’uso di droni c’è il risultato che nelle città degli Emirati Arabi, in questi giorni, si sono sviluppati temporali con raffiche di vento considerati di grado “elevato”, tanto che è stato emanato un avviso di criticità idrogeologica. Il National Center of Meteorology ha rivelato che la maggior parte di questi temporali fuori stagione sono dovuti proprio alle operazioni di “semina delle nuvole”, con un aumento delle piogge dal 15 al 35%, in un periodo in cui la quantità d’acqua che cade nell’area geografica è di solito estremamente bassa, circa 42 millimetri all’anno.