Gli itinerari del cicloturismo

Nel Ponente ligure l'autostrada delle ciclovie dove si pedala come treni

Seconda tappa della serie di percorsi turistici in bicicletta. I 24 chilometri che uniscono San Lorenzo al Mare a Ospedaletti sono costruiti sulla vecchia ferrovia Genova-Ventimiglia. Tra scorci di mare e piccoli borghi è la perfetta via per le due ruote

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Spesso ci domandiamo come facciano gli olandesi, gli austriaci o, per restare in Italia (ma in una regione a statuto speciale) gli altoatesini, a realizzare piste ciclabili da sogno, che rasentano cioè la perfezione, con tanto di bici-grill, punti sosta panoramici, officine con noleggio bici e persino, magari, colonnine per la ricarica delle e-bike. In realtà ce n’è una anche molto più a sud di tutte queste, che potrebbe essere considerata, e a ragione, l’idea platonica delle ciclabili. Il prototipo, ovvero quello che una strada riservata alle due ruote, a doppio senso di marcia, dovrebbe essere.

Sono i 24 chilometri della ciclabile del Ponente ligure. Dove si pedala protetti dalle palme e dagli edifici delle vecchie stazioni ferroviarie, ben lontani dal traffico dell’Aurelia e dal via vai dei bagnanti sul lungomare. Già perché la ciclabile del Ponente ligure è nata sulle ceneri dell’antico asse della ferrovia Genova – Ventimiglia, un tempo a binario unico in diversi tratti e oggi spostata più a monte per farla più ampia. Si è così restituito all’ambiente uno spazio franco, libero da impedimenti, dove riscoprire scorci sul mare prima sconosciuti e dove godersi in santa pace i piccoli borghi della riviera, senza dover percorrere tutti quegli angusti sottopassi: la ferrovia tagliava letteralmente in due la maggior parte degli abitati che incontrava.

 

 

Tornando alla nostra ciclabile, si va da San Lorenzo al Mare a Ospedaletti, piccolo comune di pescatori a due passi da Sanremo. Ma, allo studio, c’è già un progetto per ampliare la ciclabile e raggiungere così Bordighera e, forse, persino il vicino confine francese. San Lorenzo al mare, punto di partenza ufficiale del nostro percorso, dista soltanto pochi chilometri da Imperia, dove si arriva comodamente in treno: sui regionali è quasi sempre consentito caricare le biciclette, ma meglio verificare prima online che vi sia l’icona “trasporto bici”. In alternativa è possibile noleggiarne una direttamente in loco: numerosi i punti con piccola officina e noleggio lungo il percorso. Il primo è proprio alla partenza.

 

La ciclabile ha restituito alla riviera parte del suo territorio originario, tra cui, come detto, numerosi affacci sul mare prima del tutto inaccessibili. È interamente pianeggiante e su asfalto, per altro sempre in ottime condizioni. Non ci sono particolari difficoltà: si può scegliere la bici che si preferisce, anche quella da passeggio va benissimo. A ritmo lento si attraversano i piccoli borghi tipici di questa zona, quelli dalle case color pastello con le persiane verdi: Aregai, Santo Stefano al mare, Riva Ligure con la sua caratteristica torre ennagonale (unica in Italia) e Arma di Taggia con la Grotta dell’Annunziata, una chiesa ricavata all’interno di una grotta naturale: merita la sosta.

Ma la vera sorpresa, questa ciclabile da sogno, la riserva a pochi chilometri dall’arrivo. Una vera chicca per tutti gli appassionati di ciclismo, ma non solo. È la galleria-museo della Milano – Sanremo: un vecchio tunnel ferroviario abbandonato, quello di Capo Nero, posto tra Sanremo e Ospedaletti, interamente dedicato alla Classicissima di primavera. Quella corsa, vinta da tutti i più grandi del pedale (Eddy Merckx, per dirne uno a caso, la conquistò 7 volte, mentre l’ultima vittoria italiana risale al 2017 con Vincenzo Nibali) che è essa stessa metafora della primavera. Ovverosia, del passaggio dalle nebbie padane (si corre a metà marzo, quando la nebbia la fa ancora da padrona nella bassa) all’aria tiepida e leggera del mare. Il tunnel, perfettamente illuminato, è lungo 1750 metri. Al suo interno si pedala in senso letterale, metro dopo metro, nella storia centenaria di questa corsa-mito e del ciclismo.

Le strisce che delimitano la carreggiata (4 corsie: due per le bici, una per senso di marcia, due per i pedoni) e i pittogrammi sull’asfalto sono tutti color rosa: un omaggio al Giro d’Italia e al ciclismo italiano. Sotto la volta del tunnel, invece, si succedono, ogni trenta metri, alcuni pannelli illuminati con le foto e le storie di questa corsa incredibile. Facile sentirsi campioni qui, anche a bordo di una e-bike o di una Graziella. Il punto d’arrivo della ciclabile del Ponente ligure è posto nei pressi della vecchia stazione di Ospedaletti.

E, una volta giunti qui, prendetevi il tempo per una passeggiata, bici alla mano e magari focaccia anche. Scoprirete i prodigiosi benefici del mirco-clima di cui gode questa zona della Liguria: palme, eucaliptus, fiori di ogni tipo e colore, per una vegetazione subtropicale più unica che rara. Per chi non ne avesse abbastanza, sono possibili due brevi deviazioni dal percorso principale, entrambe ben segnalate. Una, la prima venendo da da San Lorenzo al mare, è quella per Cipressa, l’altra, la seconda, porta al Poggio di Sanremo. Sono le due salite simbolo della Classicissima: non sono dure e brevi, ma qui un po’ di gamba ci vuole. Ma, sentirsi Nibali per un giorno, vale il prezzo della fatica.

Il percorso
Distanza
: 24 km
Dislivello: assente
Tempo di percorrenza: circa 1 ore e mezza
Dove: da Santo Lorenzo al mare a Ospedaletti (IM)
Livello: molto facile
Bici: qualsiasi