Il libro

Quello che gli animali si dicono

(ansa)
Noi umani non li capiamo, ma i loro linguaggi sono molteplici: dalle danze per comuncare la posizione delle api, ai pavoni che allargano la coda la comunicazione è intensa. E c'è anche chi mente, proprio come noi
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Le api sono fenomenali, l’alveare è un gruppo sociale organizzato con gerarchie, ruoli, linguaggi. In parte innati e in parte appresi. Le api comunicano tra di loro in maniera molto sofisticata, le bottinatrici per esempio sono in grado di indicare alle loro colleghe una nuova area di approvvigionamento, le sue caratteristiche, la distanza e la direzione. Le formiche non sono da meno e le termiti, ma anche gli uccelli, i pesci, tutti gli animali si scambiano informazioni. La gamma degli argomenti è varia, dal corteggiamento e la selezione del partner alla scelta del nido o della tana, dal segnalare un pericolo all’intimidire un predatore, dalla ricerca del cibo alle direzioni da prendere durante una migrazione o il volo di uno stormo.

Noi uomini siamo particolarmente ciarlieri e, forse, siamo i soli a scambiarci pensieri, ma il traffico di informazioni nel mondo animale è enorme e articolato. Senti chi parla di Francesca Buoninconti è un viaggio attraverso quello che sappiamo di questa congerie di linguaggi, alcuni decrittati e moltissimi ancora da scoprire. Sappiamo che ci sono linguaggi istintivi e altri appresi e che i canali sono molteplici. Ci si scambia informazioni toccandosi, odorandosi e annusando, saltando, muovendo la coda, battendo i denti (molti tipi di pesci), allargando le labbra, emettendo suoni e ultrasuoni, mutando i colori, fingendo di becchettare un verme o un chicco di mais (i galli, per sedurre le galline), gonfiandosi, allargando la coda (i pavoni, ma non solo loro), danzando.

I messaggi sono per lo più onesti ma anche nel mondo animale c’è qualcuno che mente, fuorvia, manipola, si finge quello che non è. E spesso non sono così altruisti come sembrano: il merlo, per esempio, quando avvista un predatore emette un suono per avvisare i suoi compagni del pericolo ma anche per fornire al predatore un’alternativa.

È un mondo affascinante che viene studiato sistematicamente dagli anni cinquanta del secolo scorso, è una finestra su quel prodigio straordinario che è la natura. Che noi ci ostiniamo a trattare come una nemica.

Senti chi parla

di Francesca Buoninconti

(Codice Edizioni, pp 384 Euro 24)