Domande e risposte

Una casa a impatto zero: guida ai bonus per gli impianti di riscaldamento

Da dove cominciare per migliorare l'impatto ambientale della propria casa avvalendosi delle agevolazioni fiscali? Le risposte degli esperti dell'Enea (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) alle domande sugli interventi mirati, a cominciare dell'impianto di riscaldamento

7 minuti di lettura

Su quali parti di una abitazione si può intervenire per migliorare il suo impatto ambientale?

In termini molto generali l’impatto ambientale di una abitazione dipende da:
A) energia consumata  per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, produzione di acqua calda sanitaria e  illuminazione;
B) dalla produzione di rifiuti;
C) dal consumo di acqua potabile.
Il numero delle persone che abitano l’unità immobiliare, il loro stile di vita, i principi cui ispirano i loro comportamenti determineranno queste quantità, ma l’energia consumata annualmente o fabbisogno energetico dipende anche dalle caratteristiche del cosiddetto edificio-impianto e dalla sua ubicazione.

La rubrica  IL FISCO VERDE di Antonella Donati

Ad esempio, l’energia consumata per il riscaldamento dipenderà:
1) dalla zona climatica dove è situato l’edificio;
2) dalle caratteristiche dell’edificio (stato delle pareti perimetrali, isolamento del tetto, caratteristiche delle superfici opache e vetrate);
3) dall’impianto di generazione termica (caminetto a legna, stufe a pellet, caldaia a gas, pompa di calore, etc).

C'è modo di quantificare il taglio delle emissioni che si otterrebbe apportando delle migliorie alla propria abitazione?

Sì, si può. Quando si passa dalla valutazione di impatto ambientale a quella delle emissioni climalteranti la quantificazione si semplifica perché le emissioni (tipicamente di CO2) dipendono dalla tipologia e quantità di fonti fossili utilizzate per la produzione di energia termica o elettrica. Per la tipologia, in genere si considerano carbone, petrolio, gas, ciascuno dei quali in caso di combustione produce un determinato contenuto di CO2, o di gas climalterante equivalente. Per quanto riguarda la quantità, dipenderà dall’efficienza dell’impianto di combustione e dalla quantità di energia che ci occorre. Se per esempio installo uno o più pannelli solari termici per il riscaldamento dell’acqua ad usi sanitari e per il riscaldamento, e se eliminassi la caldaia a gas utilizzata fino a quel momento, il taglio di emissioni per il riscaldamento sarebbe del 100%.

La riduzione delle emissioni si traduce anche in un risparmio per il proprietario dell'abitazione? Anche in questo caso, c'è modo di quantificarlo?

Sì, come detto prima le emissioni dipendono dall’uso di energia prodotta con fonti fossili e nel nostro paese il 40% di quelle climalteranti sono imputabili al parco immobiliare (un’altra fonte importante di emissioni è la mobilità). Ridurre le emissioni significa anche migliorare l’efficienza energetica della nostra abitazione o sostituire le fonti fossili con fonti rinnovabili. Soluzioni energeticamente efficienti consentono numerosi benefici: riduzione delle spese, con vantaggi diretti e indiretti, quali l’aumento di competitività per le imprese e la mitigazione del rischio di povertà energetica per le famiglie; riduzione della domanda di energia globale del Paese, con minori importazioni e aumento della sicurezza energetica; un numero inferiore di infrastrutture per minor produzione e trasmissione di energia; riduzione delle emissioni inquinanti con benefìci immediati su qualità dell’aria e salute della popolazione; creazione di nuove filiere occupazionali.

Per questi interventi ci sono agevolazioni e incentivi economici? Se sì quali?

Le agevolazioni più importanti sono le detrazioni fiscali che si articolano in:

A) Ecobonus che si applica a tutti gli edifici di qualsiasi destinazione d’uso posseduti o detenuti da soggetti IRPEF ed IRES. Sono previsti parecchi interventi con detrazione da ripartire in 10 rate annuali di pari importo, la cui percentuale di detrazione dipende dal tipo di intervento. Gli interventi ammessi sono (tra parentesi la percentuale di detrazione):
1.    coibentazione delle strutture opache (65%);
2.    sostituzione degli infissi (50%);
3.    installazione di schermature solari (50%);
4.    collettori solari per produzione dei acqua calda(65%);
5.    caldaia condensazione con sistemi di regolazione evoluti in singole unità immobiliari (65%);
6.    caldaie a condensazione in impianti centralizzati (50%);
7.     generatori di aria calda a condensazione (65%);
8.    caldaie a biomassa (50%);
9.    pompe di calore (65%);
10.    scaldacqua a pompa di calore (65%);
11.    sistemi ibridi (65%);
12.    sistemi di building automation (65%);
13.    micro-cogeneratori (65%)

Inoltre ci sono interventi di efficienza energetica sulle parti comuni degli edifici condominiali con detrazione che varia dal 70% al 75% a seconda della qualità energetica dell’involucro. Nel caso l’intervento di efficienza energetica delle parti comuni dell’involucro edilizio venga eseguito congiuntamente ad un intervento di riduzione della classe di rischio sismico la percentuale di detrazione sale all’80% se la riduzione è di una classe o all’85% se la riduzione è di due o più classi.

B) Superbonus 110% con detrazione da ripartire in 5 o in 4 anni per le spese sostenute nel 2022. Per accedere occorre eseguire almeno un intervento trainante e cioè la coibentazione di almeno il 25% dell’involucro opaco disperdente e/o la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con uno dotato di sistemi di generazione del calore più efficienti. Se realizzati congiuntamente ad almeno uno degli interventi “trainanti” sono ammessi alle detrazioni del 110% tutti gli interventi ammessi all’ecobonus (interventi “trainati”), con l’eccezione di quelli eseguiti sulle parti comuni (detrazione dal 70% all’85%). Il Superbonus incentiva anche gli interventi di miglioramento sismico. Tra gli interventi trainati sono previsti anche l’installazione di impianti fotovoltaici, i sistemi di accumulo di energia elettrica e le colonnine di ricarica delle auto elettriche. La misura è destinata, prevalentemente, agli edifici residenziali.

C) Bonus Casa, destinato agli edifici residenziali posseduti o detenuti da soggetti IRPEF, che prevede la detrazione del 50% delle spese sostenute, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo, per interventi di ristrutturazione edilizia, manutenzione straordinaria, manutenzione ordinaria solo sulle parti comuni condominiali, utilizzo delle fonti rinnovabili di energia e interventi di efficienza energetica.
Al posto delle detrazioni, per alcuni interventi è possibile optare per la cessione del credito o lo sconto immediato in fattura. Per ulteriori informazioni: https://www.efficienzaenergetica.enea.it/detrazioni-fiscali.html

IMPIANTI DI RISCALDAMENTO

Come si fa a capire se in casa si ha un sistema di riscaldamento obsoleto?

Per una prima valutazione basterà considerare quanto tempo è passato dall’acquisto e dall’istallazione del nostro impianto. Il progresso tecnologico nel settore della termotecnica è vivace e in poco tempo l’efficienza energetica dell’ultimo modello può essere notevolmente migliorata. Le norme e gli incentivi si adeguano a questo progresso. Dal 2015, ad esempio, se si sceglie un impianto di riscaldamento alimentato a gas si possono istallare solo caldaie a condensazione.

Quali sono i sistemi di riscaldamento più moderni ed efficienti che permettono di risparmiare energia, con costi minori per l'ambiente e per i proprietari di casa?

Sono gli impianti con caldaia a condensazione, le pompe di calore ad alta efficienza (anche sistemi ibridi, composti da caldaia e pompa di calore opportunamente collegati fra loro), anche abbinati a impianti solari termici e fotovoltaici. Per questi interventi è possibile usufruire degli sgravi fiscali.

Dal punto di vista dell'efficienza energetica, che differenza c'è tra una caldaia a gas e una pompa di calore?

Una caldaia a gas è un sistema che funziona riscaldando l’acqua che poi fluisce nei radiatori. Quelle cosiddette “a condensazione” sono classificate come efficienti poiché recuperano parte dell’energia necessaria al loro funzionamento dal calore presente nel vapore acqueo, che altrimenti andrebbe  disperso.

Una pompa di calore è invece un sistema alimentato in genere a energia elettrica che estrae calore da una sorgente naturale (tipicamente aria) e lo riversa all'interno o all'esterno di un edificio, a seconda della stagione.


In sintesi, i due sistemi sono molto diversi fra loro per cui un vero confronto in termini di efficienza energetica non si può fare. Si può affermare che si tratta di due soluzioni efficienti che possono fornire buone prestazioni in funzione delle caratteristiche dell’impianto termico degli edifici, delle condizioni climatiche in cui opereranno e della classe energetica dell’edificio che si vuole raggiungere.


E dal punto di vista della bolletta per il proprietario di casa?

Le bollette di energia elettrica o gas sono documenti piuttosto complessi da “leggere”. Diciamo che fermi restando tutti gli altri fattori, la bolletta per il funzionamento di una caldaia a gas dipenderà dal prezzo del gas, quella per l’uso di una pompa di calore da quello dell’energia elettrica; nel caso di una pompa di calore alimentata totalmente da energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, il consumo in bolletta sarebbe nullo.


Un utilissimo strumento a disposizione di chiunque per conoscere i propri consumi e verificare la coerenza della propria situazione contrattuale in funzione del proprio profilo di consumi, è il Portale Consumi realizzato e gestito da Acquirente Unico, secondo le indicazioni dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA). Si accede al servizio con lo Spid in modo semplice, sicuro e gratuito.

Ci sono incentivi per cambiare la vecchia caldaia e i vecchi termosifoni? Se sì, chi ne ha diritto?


Sì, sono previste dall’Ecobonus. Ne possono usufruire i percettori IRPEF e IRES. Si va da detrazioni fiscali in quote di pari importo per 10 anni per un valore totale pari al 50% della spesa, per l’acquisto e l’istallazione di caldaie a biomassa e per le caldaie a condensazione in classe A per interventi su singole unità immobiliari, al 110% quando la sostituzione della caldaia contribuisca, anche insieme ad altri interventi, al miglioramento di 2 classi energetiche di un intero edificio condominiale. Per entrambe le misure è prevista la possibilità di cedere il credito fiscale. Nel caso del Superbonus è prevista anche la cessione di parte del credito attraverso lo sconto in fattura, il valore della detrazione sarà pari al 110% della spesa sostenuta, recuperabile in cinque quote annuali di pari importo.


Cos'è la classe energetica?

Conoscere la classe energetica di un’unità immobiliare o di un edificio è il primo passo verso gli obiettivi di efficienza energetica. Il “certificato energetico” o APE (Attestato di Prestazione Energetica) attesta la prestazione e la classe energetica di un immobile e indica gli interventi migliorativi più convenienti. Attraverso l’APE il cittadino viene a conoscenza di caratteristiche quali: fabbisogno e qualità energetici, emissioni di CO2 e impiego di fonti rinnovabili. Il fabbisogno energetico (calcolato nell’APE) è la quantità di energia necessaria per soddisfare annualmente le esigenze legate a un uso standard dell’immobile per riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, produzione di acqua calda sanitaria e, negli edifici non residenziali, anche per l’illuminazione.

Da ottobre 2015 l’APE ha un formato standard su tutto il territorio nazionale.
Maggiori informazioni in:
•    Linee guida nazionali per l’attestazione della prestazione energetica degli edifici
•    Casi di esclusione dall’obbligo di dotazione dell’APE
•    Format di Attestato di Prestazione Energetica (pdf)
•    APE - Vademecum per il cittadino (versione stampabile)

E perché è importante conoscere quella della propria abitazione prima e dopo l'intervento?

È importante specialmente quando si debba certificare il salto di due classi energetiche, condizione necessaria per accedere ai benefici del Superbonus. In questo caso si parla di APE convenzionale. Ma sarà utile anche per certificare il miglioramento della prestazione energetica del proprio immobile a fini commerciali. L’APE ha infatti validità decennale. Ricordiamo che la sua redazione deve essere affidata a tecnico abilitato e si dovrà dubitare di chi ne propone la redazione senza fare almeno una visita dell’immobile da certificare per visionare condizione della struttura e degli impianti.  

Nell'eseguire i lavori e nell'accedere agli incentivi, che differenza c'è se si è proprietari di una villetta o invece di un appartamento all'interno di un condominio?

Le differenze sono soprattutto legate alla percentuale di spesa che si potrà dedurre fiscalmente e nei tetti di spesa ammessi a quelle detrazioni. Nel caso del Superbonus non ci sono differenze sostanziali, le condizioni di accesso nell’uno e l’altro caso sono apprezzabili. Per maggiori informazioni è a disposizione la pubblicazione ENEA “Superbonus 110% - Il futuro a casa tua”

Gli incentivi sono uguali per tutte le tipologie di edificio?

No, nel caso si intenda per tipologia la destinazione d’uso (abitativo o commerciale) e neanche se ci si riferisce a caratteristiche urbanistiche (unità immobiliare singola vs edifici con più unità immobiliari). Anche nel caso del Superbonus, ancorché la percentuale di detrazione sia sempre del 110%, i tetti di spesa incentivati sono diversi in funzione del numero di unità immobiliari presenti nell’edificio.

Gli incentivi relativi alla sostituzione di caldaia e termosifoni si possono sommare a incentivi relativi ad altri interventi (per esempio la sostituzione delle finestre)?

Sì.

Un caminetto, una stufa a legna o a pellet possono essere considerati impianti di riscaldamento? La loro sostituzione rientra tra quelle incentivate?

Sì.

A chi ci si deve rivolgere se si vogliono sostituire gli impianti termici della propria abitazione in modo da migliorane l'efficienza energetica e da accedere agli incentivi statali?

A tecnici specializzati che potranno consigliare la tipologia di impianto più adeguata alla condizione dell’edificio e al profilo di uso.

(Giovanni Puglisi è direttore della Divisione ENEA di Sistemi, progetti e servizi per l’efficienza energetica)