Clima
Una foresta nelle Langhe (Piemonte). Marco Bertorello/AFP via Getty Images 

Quante foreste piantare (e dove) per fermare la siccità e in Europa

I risultati di uno studio del Politecnico di Zurigo mostrano che il 14% del continente potrebbe accogliere nuove piante, e che l'effetto migliore per combattere la siccità si avrebbe piantumando in Italia, Portogallo, Gran Bretagna, Francia del sud ed est europa

2 minuti di lettura

Quello che troviamo sulla superficie del suolo può fare una grande differenza. Basta pensare al calore emanato da una strada asfaltata e alla frescura di un prato verde. Ciò che copre la terra può influire sul clima, modificando il bilancio dell'acqua e dell'energia e dunque modificare biofisicamente le temperature.

Non a caso molti Paesi stanno investendo nella piantagione di alberi per cercare di limitare il riscaldamento climatico. Assorbono anidride carbonica, mitigano le temperature, regolano le acque in eccesso mitigando i rischi idrogeologici, proteggono la biodiversità, l'erosione dei suoli, il microclima.
Le riforestazioni hanno un altro vantaggio: possono anche influenzare le precipitazioni locali. L'effetto, finora, non era ancora chiaro, a causa della difficoltà di isolare i fattori in gioco.

Un gruppo di ricercatori dell'Eth, il Politecnico federale di Zurigo, ha dunque approfondito la relazione tra alberi e pioggia e ha pubblicato un articolo su Nature Geoscience nel quale affermano che se le foreste europee venissero espanse, pioverebbe di più e in questo modo si potrebbe far fronte in modo migliore alle siccità previste dal riscaldamento globale.

L'acqua è uno dei fattori principali che condizionano il clima sul Pianeta. La grande quantità di precipitazioni che caratterizzano le regioni amazzoniche sono in parte dovute proprio alla presenza delle foreste. E molti modelli precedenti hanno mostrato che alterazioni della copertura delle superfici provocano cambiamenti nel bilancio idrico.
Gli scienziati hanno analizzato l'intero continente europeo per studiare le possibili differenze utilizzando la Global reforestation Potential map elaborata da ArcGIS Online, un fornitore di mappe interattive, che mostra le aree potenzialmente riforestabili. Il 14% del territorio è adatto per accogliere nuove piante, in particolare quello nelle isole britanniche, nel sud della Francia, in Portogallo, Italia e Europa dell'est.


Se queste regioni dunque cambiassero, potremmo incrementare le precipitazioni, in particolare quelle estive. In media l'effetto sarebbe pari a un aumento medio del 7,6% per tutta l'Europa, ma in alcune località, il 27% del continente, le precipitazioni potrebbero aumentare del 10%. In inverno invece l'intensità delle piogge verrebbe ridotta.
In particolare la riforestazione agisce di più nelle regioni costiere, come Mediterraneo e Atlantico, dove potrebbe essere d'aiuto per le siccità estive, meno in quelle continentali. Ma le conseguenze non sono solo locali. Vengono infatti raggiunte anche regioni senza potenziali di riforestazione, come la Scandinavia.


Il motivo per cui ciò avviene è dovuto al fatto che le foreste presentano una superficie scabra. La presenza di pieni e vuoti induce maggiori turbolenze nell'aria e rallenta la velocità delle masse. Una conseguenza simile è stata notata anche nelle città, dove le forme degli edifici alterano i profili. Inoltre le piante hanno una elevata evapotraspirazione, che produce molta umidità. Infine gli alberi scaldano il terreno in inverno e lo raffreddano in estate destabilizzando lo strato inferiore dell'atmosfera e provocando l'innesco della pioggia. Questo spiega il ciclo stagionale.
Gli studiosi dunque concludono che questi risultati dovrebbe essere considerati nei piani di gestione del territorio in vista della mitigazione del cambiamento climatico.