NOI E L'AMBIENTE

La birra fatta col pane è più green

L'uso del pane raffermo al posto del malto è ujna delle idee più innovative per rendere sostenibile la bevanda. Oltre a progetti sulla riduzione del consumo di acqua, delle emissioni e del packaging
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Calura estiva chiama birra ghiacciata: è una regola non scritta che possiamo dedurre dai consumi del nostro Paese. Tra maggio e agosto si registra il 46% delle vendite totali di birra, e anche nel resto dell’anno non si scherza: nel 2019 ben 20 milioni di ettolitri di birra hanno deliziato i nostri palati. Il saldo è positivo anche per quanto riguarda produzione interna ed esportazione. Insomma, una miniera d’oro, ma teniamo d’occhio l’utilizzo di risorse naturali. Se parliamo di emissioni di CO2, la produzione di un barilotto di birra ne genera circa 57 kg, quasi quanto un viaggio di 220 km in automobile.

I problemi legati alla produzione dell’amata bevanda riguardano soprattutto lo spreco di acqua: ne servono tra i 45 e i 150 litri per produrre un solo litro di birra, e la maggior parte viene utilizzata per coltivare luppolo e orzo. A loro volta, le materie prime sono spesso importate dall’estero: nel 2018 il nostro Paese ha acquistato quasi 145mila tonnellate di malto e 3,2 tonnellate di luppolo.

Migliorare è possibile, e lo dimostrano alcune aziende che si impegnano a cambiare il proprio modello di produzione. Una gestione più oculata dell’acqua è alla base del progetto di Carlsberg, che ha introdotto nuove tecnologie per ottimizzare l’uso e il trattamento delle acque reflue. I risultati si vedono: dal 2015 al 2019 ha ridotto del 23% il proprio consumo idrico.

C’è chi si impegna nella riduzione delle emissioni, come il birrificio scozzese BrewDog che diventerà il primo produttore mondiale di birra con saldo negativo di emissioni CO2, grazie ad un piano di riforestazione e ripristino delle torbiere nelle Highlands scozzesi.

Come sempre, il packaging vuole la sua parte: il buon esempio arriva dal gruppo Heineken, che sta gradualmente sostituendo gli imballaggi in plastica con materiale di cartone riciclabile. Il riciclo degli scarti è invece l’obiettivo di un progetto avviato a New York, che coinvolge un birrificio e un allevamento ittico. Gli scarti di produzione del birrificio non saranno né smaltiti né trattati: entreranno a far parte della catena alimentare dei pesci di allevamento così da azzerare gli sprechi.

E poi c’è il pane raffermo. Sì, il pane può essere sostituito al malto nella produzione della birra, in percentuale variabile. Il risultato finale dipenderà dalla qualità della materia prima e dalla maestria del birrificio, ma la soddisfazione è garantita. Sono ormai diverse le collaborazioni tra laboratori e panetterie in tutta Italia: non resta che andare a caccia della birra anti-spreco più vicina.

 

COME FARE

1. Informiamoci sulle case produttrici più green, attente ai consumi di acqua e che riducono l’uso di plastica

2. Quando possibile, compriamo birra prodotta localmente: il trasporto dei prodotti inquina molto

3. Diversi birrifici realizzano birra utilizzando pane raffermo, un’ottima idea per ridurre gli sprechi