Tecnologia

Un software per pianificare città più naturali (e piacevoli)

Mark Stoop on Unsplash 
InVEST è una suite di strumenti che punta a ottimizzare gli interventi green nelle città. Per renderle più tolleranti al clima, più resilienti e anche più piacevoli da vivere
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Immaginate di costruire una città. Magari lo avrete fatto decine di volte in qualche videogioco. E di sicuro accanto a edifici, luoghi di interesse culturale, e servizi avrete messo parchi, viali alberati, laghetti. Pezzi di natura urbani. Se doveste tener conto anche dei loro benefici, e a livello ambientale e sociale, magari potrebbe tornarvi utile il software open-source sviluppato da un team di ricercatori dell'Università di Stanford.

Si chiama Urban InVEST (Integrated Valuation of Ecosystem Services and Tradeoffs) e il motto con cui è stato sviluppato è esattamente questo: ottimizzare gli investimenti nelle infrastrutture verdi. Le presentazioni ufficiali, con tre casi studio, su Urban Sustainability.

Servizi ecosistemici forniti dai campi da golf nelle Twin Cities (Minneapolis-St Paul) a confronto con un parco cittadino e un'area residenziale. Nature 

“Con questo software rispondiamo a tre domande fondamentali – ha spiegato Perrine Hamel, primo autore del paper – dove in una città la natura dà quali benefici alle persone, quanto beneficio sta dando e chi lo riceve?”.

Si tratta in sostanza di un sistema che mappa e quantifica i vantaggi offerti dalle infrastrutture naturali, come le chiamano Hamel e colleghi, che siano orti e foreste urbani, tetti verdi o vegetazioni costiere.

Queste infrastrutture, ricordano gli autori, possono “aiutare a ridurre il rischio di inondazioni; tamponare l'inquinamento dell'acqua, del rumore e dell'aria; mitigare il calore urbano e fornire spazi verdi e acquiferi che promuovono la salute fisica e mentale”. Ma predisporli e disporli non è un gioco, serve tenere conto di diversi fattori. Serve pianificare.

Ed è quello che fa la suite di InVEST, in maniera più completa rispetto a soluzioni simili già presenti  prendendo in considerazione diversi servizi offerti da diverse infrastrutture naturali, scrivono i loro ideatori. Quali? Quelli legati alla qualità dell'aria, alla presenza di impollinatori, la possibilità di stoccare carbonio, ridurre il rischi di inondazioni ma anche l'impatto visivo offerto dalle infrastrutture verdi e la possibilità di utilizzarle a fini ricreativi. E si tratta di soluzioni che non tengono conto solo degli aspetti ambientali – come temperature, precipitazioni, uso del suolo - ma anche di dati demografici e sociali, cercando, per esempio di capire dove alcuni interventi sarebbero più necessari che altrove.

In sostanza cercando di ridurre le diseguaglianze, anche considerando aspetti di pianificazione urbana: è quanto hanno fatto per esempio dai ricercatori applicando il software nell'area metropolitana di Parigi.

Aree prioritarie per investire in infrastrutture naturali nella regione di Parigi, Francia. 

Il sistema vanta già una ricca community di utenti ed è teoricamente applicabile a qualsiasi centro urbano, e lo sarà sempre di più, a mano a mano che dati come le osservazioni della terra per esempio aumenteranno e diventeranno più precise.