Corrente circumpolare antartica

Se fa più caldo la Caa accelera. E non è una buona notizia

Una barca a vela passa nello stretto di Drake, che separa Capo Horn dalle coste della penisola Antartica, l'unica strettoia della Corrente circumpolare antartica.  Allsport/Getty Images 
Un gruppo di ricerca ha studiato la storia di questa corrente, la più forte del pianeta, che ha un ruolo chiave nella regolazione del clima su tutta la Terra. E ha scoperto che quando aumentano le temperature va più veloce, con pesanti conseguenze sulle emissioni di CO2 e sulla corrente del Golfo
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La corrente circumpolare antartica (Acc) è la più forte del Pianeta. È l'unica che circola intorno all'intero globo ed è quella che muove la maggiore massa d'acqua. Larga 2 mila chilometri, raggiunge profondità tra i 2 e 4 mila metri. La sua temperatura media varia tra -1 e 5 gradi centigradi. Ha un ruolo di primo piano per la regolazione del clima su tutta la Terra perché, interagendo con la circolazione atmosferica e con lo scioglimento dei ghiacciai antartici, spinge la circolazione di tutte le correnti oceaniche, un processo che serve a compensare l'energia in eccesso presente nelle acque equatoriali.

Il percorso della Corrente circumpolare antartica. Wikipedia 

Al suo interno c'è anche un fenomeno unico, l'onda circumpolare antartica, grande quanto il continente australiano, alta più di un chilometro, che ruota in senso orario intorno all'Antartide impiegando 8 anni per compiere il giro. Ha un ruolo pari a quello di El Niño nel determinare il clima in Australia, Africa, Sud America.
La corrente circola liberamente, senza nessun ostacolo da parte di masse terrestri e collega l'Oceano Pacifico, Atlantico e Indiano permettendo il trasporto del calore, del sale e dei nutrienti. L'unico punto in cui si trova costretta in un passaggio è lo stretto di Drake, un tratto di mare che separa l’estrema punta meridionale del continente americano, Capo Horn, dalle coste della penisola Antartica ed è ritenuto uno dei punti più tempestosi. Qui 150 milioni di metri cubi di acqua per secondo passano attraverso la strettoia, vale a dire oltre 150 volte la quantità del flusso di tutti i fiumi terrestri.

Se dovesse cambiare, gli effetti sarebbero drammatici, proprio perché connette tra loro diversi sistemi. Finora però il suo comportamento non era molto conosciuto. Con il cambiamento climatico alle porte è invece urgente capire cosa potrebbe succedere.

Un gruppo internazionale di ricerca che ha lavorato sotto la guida dell'Alfred Wenger Institute per la ricerca marina e polare di Bremerhaven (D), ha dunque deciso di indagare sulla sua storia, recuperando dati paleontologici, in modo da capire cosa sia successo in passato, in occasione di altri cambiamenti climatici. Questo servirà per farsi un'idea di cosa ci stia preparando quello in corso.


I sedimenti trovati nello stretto si sono accumulati nel corso degli ultimi 140 mila anni, dunque coprono un'intero ciclo interglaciale. Contengono informazioni sull'ultimo periodo glaciale, iniziato 115 mila e finito 11.700 anni  anni fa, come su quello interglaciale iniziato 126 mila ani fa. Analizzando la dimensione delle particelle gli studiosi hanno potuto ricostruire la velocità del flusso e il volume dell'acqua trasportata. Nel periodo glaciale la velocità era più lenta e passava una minore quantità di acqua, Nel periodo interglaciale invece accadeva il contrario, con velocità del 10-15 per cento maggiori di quelle attuali. In quell'epoca le temperature erano di 1,5-2 gradi superiori. Dunque, con l'attuale riscaldamento globale, che potrebbe portarci a 4 gradi in più, la corrente circumpolare sarà costretta ad accelerare. Secondo gli scienziati potrebbero esserci gravi conseguenze.

La Acc influenza per esempio la Corrente del Golfo, dalla quale dipendono le condizioni meteorologiche in tutta l'Europa occidentale. Inoltre l'oceano assorbe circa un terzo dell'eccesso di calore presente in atmosfera, ma una Acc più rapida trasporterebbe l'anidride carbonica accumulata in profondità verso la superficie, diventando, invece che un bacino di assorbimento, una sorgente. In particolare potrebbe decrescere la capacità dell'Oceano meridionale di assorbire l'anidride carbonica, aumentandone quindi l'effetto.

Anche i venti possono contribuire alla velocità, perché sono il principale motore. L'intensificazione di quelli dell'emisfero australe in atto, responsabili dello spostamento di circa 140 milioni di metri cubi di acqua degli oceani al secondo, potrebbe portare a superare il punto di non ritorno.