L'intervista

Cinzia Perrino (Cnr): "Ecco perché l'aria di Cremona è così inquinata"

Cremona. Prisma/Universal Images Group via Getty Images 
Alta concentrazione di industrie, grande uso di legna per il riscaldamento e agricoltura sono sorgenti importantissime di polveri sottili. E in più la Pianura Padana è come una scatola chiusa.
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“La classifica dell’Agenzia europea per l’ambiente non ci stupisce. Conosciamo bene il problema”. Cinzia Perrino, dirigente di ricerca presso l’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, commenta così il rapporto che colloca Cremona al vertice delle città con l’aria più inquinata d’Europa.

Dottoressa Perrino, ma come è possibile che un centro con 71mila abitanti abbia un’aria peggiore di metropoli dove ogni giorno circolano milioni di veicoli?

“Dipende dalla conformazione del territorio, oltre che dalla presenza di inquinanti. Una città come Roma ha certamente più emissioni ma si trova ad appena 20 chilometri dal mare e questo permette un contino ricambio dell’aria. Nella Pianura Padana, circondata da una barriera di montagne, sappiamo che questo non avviene. Un conto è immettere gas in una scatola aperta, in cui possono avvenire scambi con l’esterno, completamente diverso è aggiungere inquinanti in un contenitore con il tappo. E purtroppo la Pianura Padana è come una scatola chiusa”.

Però le sostanze inquinanti da qualche parte arrivano.

“Certo. A Cremona, o nelle città vicine, non c’è il traffico di Roma o Napoli, ma c’è una altissima concentrazione di industrie, c’è un grande uso di legna per il riscaldamento e poi c’è l’agricoltura. Tutte sorgenti importantissime di polveri sottili”.

Anche l’agricoltura?

“Sì, ma in modo indiretto. Alcune polveri non vengono emesse direttamente, ma si formano nell’aria per reazioni chimiche che coinvolgono inquinanti dispersi nell’aria sotto forma di gas. Per esempio l’armonica e gli ossidi di azoto, molecole che vengono rilasciate durante lo spargimento dei liquami. Una volta liberate si combinano a formare polveri, e meno ricambio d’aria c’è più è rapida la reazione. Questo spiega la grave situazione di Cremona e delle cittadine padane in generale”.

A giudicare dalla classifica, è una situazione unica in Europa.

“Infatti, c’è qualcosa di analogo solo in Olanda. Ma certamente la Pianura Padana è tra le zone più critiche da questo punto di vista”.

Visto che non si può certo intervenire sull’orografia, cosa si può fare allora per migliorare la qualità dell’aria in questa parte d’Italia?

“Più di quanto dovremmo comunque fare nel resto del Paese: eliminare le emissioni. In particolare quelle industriali e i gas emessi da agricoltura e zootecnia che, come detto, sono i precursori delle polveri sottili. Certo non è facile, perché non si tratta di invitare le persone a non usare l’automobile. C’è un intero sistema produttivo e occupazionale da ripensare”.