Biodiversità

L'Amazzonia? Un giardino. La vera foresta vergine è in Perù e ha 5mila anni

La foresta di Putumayo. Luis Robayo/Afp via Getty Images 
Si tratta della giungla nella regione di Putumayo, vicino al confine con la Colombia. Gli studi hanno dimostrato che nulla è mai stato disboscato e nessun ortaggio annuale è stato coltivato
2 minuti di lettura

La prima cosa che ci viene in mente quando  pensiamo a un ambiente inalterato dall'uomo è la foresta Amazzonica brasiliana. In realtà negli ultimi anni gli scienziati hanno scoperto che è stata profondamente modificata, al punto di poterla considerare un giardino. Uno studio pubblicato su Science ha riscontrato le evidenze della coltivazione in tutti i territori a partire da 8 mila anni fa. Ci sono aree selvatiche, ma hanno solo 500 anni. Questo ha purtroppo fatto sì che molti abbiano sostenuto che dunque non abbia senso proteggerla, visto che quando viene tagliata può ricrescere rigogliosamente.

In realtà esistono aree che non sono state mai toccate. È stata infatti appena scoperta una foresta tropicale che non è stata disturbata da più di 5 mila anni. Si trova nella regione di Putumayo, in Perù, vicino al confine con la Colombia.

Il segnalino indica la zona oggetto dello studio. Google Maps 

Le popolazioni che hanno vissuto nei pressi hanno evidentemente trovato una coesistenza con la natura, che gli ha permesso di non recare disturbi. Si sono infatti limitati a utilizzare i ricchi terreni in riva ai fiumi. Un gruppo internazionale di ricercatori, che ha pubblicato i risultati sulla rivista scientifica Pnas, ha trovato le prove in piccole particelle di silicio e carbone contenute nel suolo.


Molte piante assorbono il silicio e lo usano per produrre i fitoliti, piccole pietre che servono per dare struttura ai tessuti vegetali. Quando la pianta muore, i fitoliti restano nel suolo per migliaia di anni. Poiché piante diverse producono fitoliti diversi, questi possono essere utilizzati per studiare quali vegetali vivevano in un area.
Per raccogliere i campioni è stata utilizzata una trivella di metallo lunga poco meno di un metro. L'età del suolo dipende dalla sua profondità, quello più nuovo si trova in superficie, quello più antico sotto. In laboratorio è stata fatta la datazione al carbonio per determinare l'età e contemporaneamente sono stati identificati i fitoliti presenti alla stessa epoca. In questo modo si è potuto scoprire che i tipi di alberi che crescono oggi sono gli stessi che crescevano 5 mila anni fa. Nulla è mai stato disboscato, nessun ortaggio annuale è stato coltivato. Non solo, la frequenza delle palme che ancora oggi forniscono cibo, non è mai cambiata. Dunque Putumayo non è stata mai abitata, neppure prima della colonizzazione europea.


Oltre ai fotoliti, i ricercatori hanno anche indagato sul carbone. In quella zona infatti non si verificano incendi provocati dai fulmini e se qualcosa brucia è perché qualcuno ha appiccato un fuoco. La scarsissima percentuale di carbone ha di nuovo dimostrato l'assenza dell'uomo.

Visto che però il luogo è sempre stato abitato, questo dimostra che le persone possono in teoria convivere con il selvatico senza necessariamente depredarlo. Gli indigeni infatti molto probabilmente usavano la foresta ma senza modificarne le specie e la composizione. Nell'intero periodo studiato infatti non si nota nessuna diminuzione della biodiversità e del paesaggio. Un esempio che potrebbe insegnare molto su come gestire la foresta amazzonica, proteggendola invece che distruggerla.