Sostenibilità
(fotogramma)

A Milano il cantiere diventa una mostra sulla rigenerazione urbana

Nel quartiere periferico di Santa Giulia il primo avamposto di un nuovo “polo culturale itinerante” per raccontare l'uso responsabile delle risorse e il rispetto della natura. La prima esposizione è "Human nature" sull'emergenza ambientale

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Un museo di fotografia all’aria aperta, utilizzando le recinzioni di un cantiere edilizio a grande impatto urbano, come sede espositiva per grandi immagini fotografiche, nel nome e sui temi della sostenibilità e della rigenerazione urbana. A Santa Giulia, quartiere in forte trasformazione urbanistica alla periferia sud est di Milano, è sorto in questi giorni il primo avamposto di un nuovo “polo culturale itinerante”, una galleria open air che utilizza la fotografia d’autore come strumento e linguaggio per leggere, raccontare e comprendere il tema dell’uso responsabile delle risorse e del rispetto della natura. È un progetto di arte pubblica, urbano e temporaneo, che cambia e si sposta nel tempo, che parla della città e alla città, ai quartieri nei quali si realizza e ai suoi abitanti, favorendo l’ingaggio di cittadini di tutte le età, anche quelli che di solito al museo non ci vanno.

Il progetto nasce dalla collaborazione fra ArtsFor e Lendlease, colosso immobiliare che sta ricostruendo un pezzo di Rogoredo, concepito come business district in un quartiere dove c’è anche la sede di Sky, oltre che condomini di moderna concessione per quattromila famiglie, ai confini di un parco pubblico che conterrà anche l’Arena per le Olimpiadi invernali del 2026. La società che sta realizzando i complessi terziari chiamati Spark One e Spark Two ha voluto allestire sulle barriere che delimitano il cantiere una mostra di fotografia dal titolo che è già un programma: “Human Nature”.  Il tema è proprio quello dell’urgenza della sfida e dell’emergenza ambientale, ben illustrata dalle 40 fotografie di Lucas Foglia, stampate in grande formato ed esposte lungo un percorso di 200 metri, nel quale l’arte urbana accompagna la rigenerazione del quartiere di Rogoredo, tra le maggiori aree a vocazione terziaria a Milano e in Italia.

“Human Nature” di Lucas Foglia è una mostra a cielo aperto in collaborazione con Sky Arte e col patrocinio del Comune di Milano, per raccontare attraverso immagini di forte impatto evocativo, le trasformazioni urbane ambientali e sociali del presente, invitando a riflettere sull’urgenza delle grandi sfide del pianeta.  Fra i temi delle fotografie ci sono i danni degli allevamenti intensivi e i bambini che guardano gli animali in via d’estinzione, le foreste pluviali e la robotica, il cambiamento climatico e la sforzo della natura di resistere allo sfruttamento insensato. Sono le immagini a raccontare tutto questo alla gente che passa, che esce dalla metropolitana, che entra negli uffici. Gente che magari mai ha visitato una mostra dedicata all’ambiente, ma che in strada si ferma a osservare, richiamata dalla potenza evocativa delle fotografie scelte da Giulia Zorzi e commentate dai testi di Papa Francesco e Amitav Ghosh.    

Con la fotografia le recinzioni intorno al cantiere si trasformano da elemento di degrado e inquinamento visivo in strumento per dialogare sui temi del cambiamento climatico e dell’inclusione sociale, sul rapporto tra il naturale e il costruito, su come questa relazione e ogni nostra singola azione producano un impatto sul pianeta. “Temi su cui Lendlease è fortemente impegnata con l’obiettivo di costruire città più resilienti, inclusive e sostenibili”, dice la portavoce della società immobiliare, Micol Gardoni.

Non solo. Il modello Rogoredo diventerà un prototipo da replicare in altre periferie e su altri cantieri edilizi, in una Milano che cambia la sua pelle urbanistica molto velocemente. “È un nuovo progetto in dialogo con la città – spiegano Filippo Dal Corno, assessore alla Cultura del Comune di Milano, e il suo collega all’Urbanistica, Pierfrancesco Maran  - una mostra a cielo aperto, come opportunità per aprire lo sguardo al racconto dell’immagine fotografica in uno spazio pubblico. Protagonista è il rapporto tra umanità e natura, in luoghi e ambienti eterogenei, ma dove forte appare la necessità di ritrovare questa relazione come sorgente di benessere fisico e psicologico. Spazi selvaggi o contesti urbani dove l’uomo ricerca il contatto con l’ambiente naturale sono gli scenari per questi intrecci di racconti, in cui si rivelano anche gli aspetti critici delle conseguenze dei mutamenti climatici, della fragilità di alcuni ecosistemi dove l’uomo può farsi parte attiva per trovare soluzioni di rimedio e cura”.

Un piano che interessa al Comune perché questo di Santa Giulia è un quartiere dove Lendlease assieme a Risanamento, altro colosso immobiliare, sta realizzando un insediamento da oltre 10mila abitanti in un raggio di 15 minuti a piedi, con l’headquarter di Sky (circa 3.500 dipendenti), di Saipem (altri 3.000 dipendenti),il nuovo Conservatorio della Musica.

“Per le sue caratteristiche e il modo in cui è stato concepito, FO-Fotografia Open è un progetto-format in grado di adattarsi e inserirsi in un preciso contesto territoriale in trasformazione contribuendo alla sua ri-generazione, grazie alla funzione e al ruolo della fotografia d’autore, con un impatto sugli aspetti architettonici, urbanistici, sociali e culturali dell’area nella quale insiste – spiega Camilla Invernizzi, ideatrice del progetto e Ceo di ArtsFor, che lo ha realizzato -. Non è un museo perché non è un’istituzione, non possiede né conserva una collezione, ma mantiene le caratteristiche incluse nel ruolo culturale, sociale, formativo, politico del museo. È un arcipelago di installazioni che creano una grande installazione temporanea a cielo aperto e accessibile a tutti, che modifica gli spazi, li connota, arricchendoli di nuovi significati in un momento di passaggio che può essere molto delicato sia per chi vive o lavora nelle aree coinvolte, sia per la città tutta che risente delle trasformazioni in atto”.