Regno Unito

Clima, Boris Johnson rilancia ancora: -78% di emissioni da qui al 2035

(reuters)
Nuova uscita sulla strada della "rivoluzione industriale verde" del premier britannico. A giorni l'annuncio. Cauta fiducia da parte degli ambientalisti: "Vediamo se tutto ciò corrisponderà a realtà"
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LONDRA - Boris Johnson corre nella lotta alle emissioni, altro capitolo della sua recente svolta ambientalista. Come racconta il Financial Times oggi, il governo britannico annuncerà a giorni l'impegno a tagliare del 78% le emissioni (comparate ai livelli del 1990) di qui al 2035. Si tratta di un ulteriore passo in avanti, in quanto il precedente obiettivo, ora superato, era della riduzione del 68% delle emissioni entro il 2030, per poi annullarle del tutto entro il 2050. Parametri che già prima dell'imminente annuncio erano tra i più ambiziosi al mondo. Ma il governo britannico vuole dare sempre di più l'esempio, perché il prossimo autunno organizzerà insieme all'Italia il vertice sul clima Cop26 a Glasgow, in Scozia. E poi si tratta di un "beau geste" anche nei confronti degli Stati Uniti di Joe Biden, presidente molto sensibile a questi temi. 

Le associazioni ambientaliste inglesi come "Possible" definiscono il nuovo obiettivo "fantastico", ma sono anche caute: "Vediamo se tutto ciò corrisponderà a realtà". Per raggiungere questo obiettivo, il governo non esclude nuove leggi. Non si conoscono ancora i dettagli, ma sono possibili nuove limitazioni o tasse per i settori dell'aviazione (già tartassato dal Covid) e delle spedizioni. Possibili anche incentivi a limitare gli spostamenti in automobile e persino il consumo di carne, in quella che è la svolta anche salutista di Johnson, convinto da tempo dalla giovane fidanzata ambientalista e animalista Carrie Symonds

Il piano della "Rivoluzione industriale verde", come lo chiamano a Downing Street, è ambizioso. Ci sono già 12 miliardi di sterline stanziati dal governo Johnson (circa 14 miliardi di euro) con fino ad altri 35 che potranno essere racimolati con l'effetto leva sugli investitori privati. Si stimano 250 mila nuovi posti di lavoro complessivi di qui al 2030, soprattutto - promette Johnson - nelle decadenti zone industriali del centro e del nord dell'Inghilterra, quelle guarda caso decisive nel trionfo elettorale del dicembre 2019 da parte del premier. Inoltre, stop alla vendita di auto a benzina o diesel dal 2030 nell'intero Regno Unito. E, sempre secondo Johnson, "diventeremo il Paese leader al mondo per energia eolica e ridurremo a zero le emissioni in Regno Unito entro il 2050".