Energia

Rinnovabili, arrivano i facilitatori della Falck

La piattaforma di servizi software Nuo di Falck Renewables per l'efficienza energetica. "Un ponte per la transizione energetica in linea con gli obiettivi europei del 2050"
2 minuti di lettura

La tecnologia si sposa con l’ecologia, ai massimi livelli, in una startup lanciata – con una certa dose di coraggio – nel pieno dei difficili tempi della pandemia. "Abbiamo creato una piattaforma di servizi software applicati al settore delle energie rinnovabili", spiega Valeria Scargetta, managing director di Nuo. La società è stata costituita meno di un anno fa all’interno della Falck Renewables, ultima reincarnazione specializzata in energie rinnovabili (solare, biomasse, eolica) di uno dei gruppi storici del capitalismo italiano: il primo stabilimento la famiglia lo aprì con quella che allora si chiamava Società anonima Acciaierie e Ferriere Lombarde nel 1906 a Sesto San Giovanni. Poi Falck divenne nel 1971 il primo gruppo siderurgico privato italiano, infine all’inizio degli anni duemila dopo alterne vicende fu compiuta la metamorfosi nella Falck Renewables, quotata con questo nome in Borsa dal 2002.

"Il fatto di appartenere a un gruppo forte e strutturato che sta spingendo sugli investimenti nelle rinnovabili, ci ha permesso di entrare dalla porta principale sul mercato, mettendo a disposizione la nostra expertise: utilizzare e valorizzare le più avanzate innovazioni della data science e dell’intelligenza artificiale per gestire al meglio le informazioni riguardanti l’energia rinnovabile, i flussi in entrata e in uscita di una fonte che per definizione non è stabile, le possibilità applicative in un luogo o nell’altro da valutare in tempo reale", spiega Valeria Scargetta. Umbra di Todi, appassionata di barca a vela, laurea in matematica e Mba al Politecnico di Milano, creatrice di una fitta serie di altre startup che si occupano di felicità, benessere, pari opportunità, insomma di tutte le possibili declinazioni della moderna mindfulness, è l’incarnazione del tipo di manager anticonvenzionale che si lancia in un business del tutto nuovo. Dove peraltro le opportunità di mercato sembrano sconfinate: "Per le energie rinnovabili – spiega – è proprio dall’Europa che è previsto che venga il traino più forte negli anni che ci separano dal 2050, quando l’Ue si è impegnata a conseguire la neutralità climatica. Questa espansione dimensionale porta con sé la necessità di una visione industriale di medio e lungo periodo che comporti l’obiettivo di aumentare esponenzialmente l’efficienza dell’energia in gestione. E per conseguire questa efficienza serviranno un maggior controllo gestionale attraverso il migliore utilizzo dei dati e un miglioramento delle economie di scala delle risorse e degli asset. Proprio qui puntiamo a dare il nostro contributo". Il portafoglio clienti ha già cominciato ad allargarsi dalle società dello stesso gruppo Falck Renewables a una prima serie di clienti esterni, "per un totale di 3 Gigawatt di impianti gestiti in neanche un anno di attività", precisa la managing director.

Il cuore della strategia di Nuo è la creazione di un nucleo di esperti in data science in grado di applicare questa disciplina alle energie rinnovabili, creando un network che permetta alla società del gruppo Falck di fungere da ponte fra le ‘boutique’ digitali presso cui trovare le più innovative tecnologie nell’elaborazione dei dati, gli spin off universitari e le altre startup che lavorano nel settore: "Metteremo questo ‘ponte’ fra competenze pluridisciplinari al servizio di proprietari e gestori di impianti energetici alimentati da fonti rinnovabili così da garantirne l’ottimizzazione gestionale e un ruolo sempre maggiore nella soddisfazione del fabbisogno energetico per l’area di riferimento".

La maggiore efficienza conseguibile grazie alla scienza dei dati, di riflesse immediatamente in un aumento della produttività e della redditività di un impianto, è la scommessa di Nuo. "E’ importante questo ulteriore salto qualitativo – conclude Scargetta – perché il mercato delle rinnovabili vive una fase che è di trasformazione visto che è naturale che veda una grande crescita ma in contemporanea dovrà imparare a camminare con le sue gambe per il progressivo calo degli incentivi che porterà alla loro definitiva estinzione".