LE OASI IN CITTA'
Palazzo Hanbury (foto: Daniela Guglielmi) 

Giardini Hanbury, paradiso di cactus e agrumi

La seconda tappa del nostro viaggio alla scoperta degli orti botanici d'Italia. Dopo Napoli, andiamo in un angolo della Liguria dove ogni anno fioriscono 1700 specie eccezionali e si studiano i parassiti delle piante. TUTTE LE PUNTATE

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Se non ci fosse il mare di fronte e una natura rigogliosa tutto attorno, sembra di essere in un film western. Cactus, agavi, aloe, opunzie simili a fichi d'india crescono in natura nel finis terrae ligure. Le piante del deserto messicano, e non solo, sono state coltivate in grandi gruppi all'aria aperta per la prima volta in Europa, più di un secolo fa, ai Giardini Hanbury sulle terrazze di Capo Mortola, pochi chilometri da Ventimiglia e dal confine francese. Una nicchia climatica con temperature dolci e una buona umidità generata dalla brezza anomala del Mediterraneo ha favorito queste specie degli ambienti aridi. Una collezione di succulente studiata a livello internazionale, soprattutto per definire le incertezze di specie ma che deriva in parte dall'intensa attività di scambio di Alwin Berger, curatore del Giardino tra Ottocento e Novecento. 

Orti botanici - Giardini Botanici Hanbury, un paradiso sul mare

Nato nel 1867 come l'orto botanico privato di Thomas Hanbury, uomo d'affari e filantropo inglese, è uno dei giardini di acclimatazione e conservazione più importanti d'Italia. Ogni anno fioriscono più di 1700 specie come l'Aristolochia gigante del centro e sud America, la rara Mano del Diavolo (Chiranthodendron pentadactylon), l’Efedra altissima originaria dell’Atlante e diversi individui vetusti di Melaleuca, nota anche come Albero del Tè.


Un laboratorio all'aria aperta per la sostenibilità. Per le sue caratteristiche ambientali è diventato anche un laboratorio di studio sulla sostenibilità in giardino e sulla lotta alle specie invasive. "Rispetto al passato, oltre a valutare l'efficacia degli strumenti di difesa delle piante, monitoriamo quanto questi interventi condizionino la biodiversità esistente. - spiega Mauro Mariotti, direttore degli Hanbury e docente di botanica all'ateneo genovese  - L'introduzione di funghi del suolo o insetti antagonisti dei parassiti possono dimostrarsi utile per contrastare un parassita, ma c'è il rischio di alterare gli ambienti originari inserendo organismi esterni che entrano in competizione con quelli locali". Una sperimentazione in corso agli Hanbury è quella con un ceppo del fungo Beauveria bassiana autorizzato l'anno scorso per contrastare il punteruolo rosso che ha fatto strage di palme in tutta la penisola.

Di recente, nell’ambito del progetto marittimo ALIEM si sono concluse una serie di ricerche su diverse specie di Senecio, piante erbacee originarie dell’Africa tropicale e meridionale che hanno capacità riproduttive sorprendenti (30 mila semi all'anno) e hanno ormai colonizzato tutta l'area mediterranea.
 

"Ora inizieremo con lo studio del punteruolo nero delle agavi che ha attaccato le nostre piante. - prosegue il diretto degli Hanbury - In collaborazione con l'ex Istituto di Floricoltura di Sanremo ora parte del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e allestiremo un'area del giardino con trappole e data-logger per registrare le risposte di questo parassita al variare delle condizioni ambientali". 

 

Orti botanici - Napoli, le radici della biodiversità

Le succulente centenarie sono piante lente. La collezione di agavi dei Giardini Hanbury è una delle più studiate a livello internazionale con 70 delle 200 specie di questo genere. Sono piante perenni dell’America settentrionale e centrale con foglie succulente raccolte in una sorta di calice a forma di rosa che in alcune specie supera i due metri di diametro e produce foglie per anni o decenni. A un certo punto, secondo un meccanismo che non è stato ancora chiarito del tutto, al centro della pianta sboccia un fiore ad asse verticale che può arrivare a oltre dieci metri di altezza. Dopo questo unico e intenso episodio riproduttivo, muore.
 

Tra le succulente presenti nel giardino botanico ci sono anche alcuni esemplari storici che hanno superato il secolo di età di specie come l'agavacea Samuela carnerosana, e pluricentenarie come la Beaucarnea: originarie dell'area mesoamericana che sono impollinate soprattutto dai pipistrelli e hanno un profilo slanciato in verticale, arrivano fino a 15 metri di altezza con un fusto che si sviluppa da una base allargata a forma di guscio di tartaruga. Senza contae la Puya chilensis, una bromeliacea endemica sugli altopiani delle Ande sopranominata mangia-pecore perché ferisce gli animali con le spine.

Diversi esemplari arrivarono agli Hanbury grazie alla cooperazione di specialisti e collezionisti americani così come per gli scambi con i Kew Gardens, il New York Botanical Garden e l'orto botanico di Palermo. Ma nei giardini Hanbury è presente anche un'area dedicata agli agrumi che ospita antiche varietà da frutto e cultivar ornamentali con 270 alberi di 70 unità tassonomiche. Molte varietà producono frutti con abbondanti semi e hanno scarsa qualità commerciale, tuttavia la loro conservazione è importante per il mantenimento della biodiversità sotto il profilo genetico, storico-culturale e agronomico.

 

Giardini botanici Hanbury
Corso Montecarlo, 43 - La Mortola (Ventimiglia)
Apertura: consultare il sito, in costante aggiornamento
Tel.: 0184 229507
Email: info@cooperativa-omnia.com

Prezzi: Biglietto singolo intero: euro 9,00
Biglietto scuole: euro 6,00 - min.15 pax
Biglietto singolo ridotto: euro 7,50 - comitive (min. 20 pax) over 65, ragazzi 6/14 anni, associati FAI-T.C.I, soci Coop, soci Camperlife
Biglietto famiglia: euro 25,00 - 2 adulti + figli 6/14 anni
Noleggio audio-video guida: euro 5 -  usufruibile gratuitamente dalle persone non vedenti grazie ad un'applicazione dedicata