Clima, il maxi sondaggio dell'Onu: per il 64% è un emergenza globale. "Vogliamo risposte immediate"

L'ha svolto l'Undp, programma delle Nazioni unite coinvolgendo 1,2 milioni di persone e in 50 paesi. Gli intervistati chiedono di affrontare la crisi come una emergenza globale
3 minuti di lettura

Se qualche decennio fa sembrava essere un allarme e un problema reale lanciato solo da scienziati e attivisti, oggi la crisi climatica è un fatto concreto, uno rischio sentito fortemente anche dalla popolazione. Per la prima volta l'Undp (United Nations Development Programme), programma delle Nazioni Unite, ha realizzato un gigantesco sondaggio che ha coinvolto 50 Paesi e toccato cittadini di metà della popolazione mondiale in cui emerge che il 64% delle persone crede che il cambiamento climatico sia una emergenza globale, da mettere al primo posto nella lista dei problemi per il futuro del Pianeta.


 La maggioranza degli intervistati, raccontano i dati elaborati dall'Università di Oxford, chiede dunque una azione immediata e ad ampio raggio per invertire la rotta della crisi climatica. Sentimenti e percezioni, quelli raccolti fra la popolazione mondiale, che rispecchiano i fatti. Secondo l'ultimo Global climate risk index 2021 pubblicato dalla ong tedesca Germanwatch nell'ultima decade (dal 2000 al 2019) la crisi climatica ha portato a 475mila morti e 2.106 miliardi di euro di perdite economiche. Un bollettino di guerra.

Nello stesso periodo si sono infatti registrati 11mila eventi meteo estremi tra cicloni, siccità, incendi, alluvioni e altri fenomeni che hanno stravolto la vita di milioni di persone. E secondo la scienza, se non troviamo un modo rapido per abbassare le emissioni e mitigare gli impatti della crisi, d'ora in poi andrà anche peggio. Tanto che nell'Adaptation gap report 2020 pubblicato dal Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (Unep) viene indicata la necessità nei paesi in via di sviluppo di investimenti per almeno 57 miliardi di euro all'anno per adattare i territori all'impatto della crisi climatica. Fra dieci anni la cifra sarà fra i 115 e i 246 miliardi di euro, nel 2050 fra i 230 e i 411 miliardi.

Cifre e fatti che, rispetto a una decade fa, oggi spaventano realmente le persone in vista del futuro. A raccontare queste paure sono nel nuovo sondaggio, che conta più di 1,2 milioni di intervistati, soprattutto le nuove generazioni: oltre mezzo milione di minori di diciotto anni, una fascia d'età chiave per disegnare e comprendere le attitudini per il futuro del Pianeta, che si è detta estremamente preoccupata per la crisi climatica in corso.


Grazie all'aiuto dei ricercatori di Oxford, l'enorme lavoro realizzato dall'Undp con milioni di interviste è stato suddiviso per età, sesso, livello di istruzione ed altri fattori. I dati, che raccontano le paure legate al cambiamento climatico, verranno condivisi con i governi di tutto il mondo. Per la prima volta il sondaggio, su larga scala, ha riguardato diversi paesi che non erano stati coinvolti in precedenza in termini di opinione pubblica sul tema.

Fra le domande poste agli intervistati, quella se per loro il surriscaldamento fosse un'emergenza globale e se fossero decisi a sostenere l'importanza di politiche climatiche in settori quali economia, alimentazione, energia, trasporti, agricoltura e protezione delle persone e della natura.

I risultati indicano che le persone chiedono che vengano attuate politiche climatiche di "ampio respiro", che vadano "oltre lo stato attuale". Inoltre, in otto dei dieci paesi dell'indagine con le più alte emissioni del settore elettrico la maggioranza ha sostenuto la necessità di maggiore impegno nelle energie rinnovabili. In quattro dei cinque paesi con le maggiori emissioni dovute allo sfruttamento del consumo di suolo la maggioranza è stata favorevole alla conservazione delle foreste dei terreni. E ancora: nove paesi su dieci con persone che  vivono in centri urbanizzati  hanno sostenuto la necessità di un maggiore utilizzo di auto e autobus elettrici o biciclette. Tutti segnali del bisogno di un maggiore impegno e di un concreto cambiamento.

Per Achim Steiner dell'Undp "i risultati del sondaggio illustrano chiaramente che l'azione urgente per il clima ha un ampio sostegno tra le persone di tutto il mondo, di nazionalità, età, sesso e livello di istruzione diverse. Ma più di questo, il sondaggio rivela come le persone vogliono che i loro responsabili politici affrontino la crisi. Da una agricoltura rispettosa del clima alla protezione della natura sino agli investimenti per una ripresa verde post covid-19, l'indagine porta alla ribalta la voce delle persone in prima linea nel dibattito sul clima e indica come i Paesi dovrebbero andare avanti con il sostegno pubblico per  affrontare tutti insieme questa enorme sfida".

Entrando più nel dettaglio, secondo quanto raccolto, gli intervistati hanno indicato in particolare la necessità di maggior impegno nella conservazione delle foreste e della terra (54%), più energia solare, eolica e rinnovabile (53%), l'adozione di tecniche agricole rispettose del clima (52%) e di investire di più nel verde imprese e lavoro (50%).

Per i ricercatori il lavoro fatto mostra anche un collegamento diretto tra il livello di istruzione e il  desiderio di azione per il clima. C'è stato per esempio un riconoscimento molto alto dell'emergenza climatica tra coloro che avevano frequentato l'università o i college in tutti i paesi, da quelli a basso reddito come il Bhutan (82%) e la Repubblica Democratica del Congo (82%), sino a paesi più ricchi come la Francia ( 87%) e il Giappone (82%). Per coinvolgere gli under 18 nel sondaggio, alcune domande sono state distribuite sia nelle reti sociali sia attraverso i giochi online, in modo tale da includere un pubblico di adolescenti solitamente difficile da raggiungere nei sondaggi tradizionali.

Come spiega concludendo Stephen Fisher del dipartimento di Sociologia dell'Università di Oxford, si tratta della "più grande indagine mai condotta sull'opinione pubblica sui cambiamenti climatici.Un tesoro di dati che non abbiamo mai visto prima. Il riconoscimento dell'emergenza climatica è molto più diffuso di quanto si pensasse in precedenza. Abbiamo anche ha scoperto che la maggior parte delle persone desidera chiaramente una risposta politica forte e di ampia portata al problema" chiosa specificando che è tempo di rendere questa risposta una realtà concreta.