Treni, autobus, tir e perfino un gatto delle nevi: così l'Italia scopre l'idrogeno

Le esperienze per utilizzare il vettore energetico del futuro cominciano a diffondersi anche nel nostro Paese. Scopriamone alcune
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Da Vipiteno ad Ascoli, dalla Valcamonica  a Terni. Le aziende, le città e i centri di ricerca italiani che puntano sull'energia del futuro stanno correndo per accelerare la transizione energetica e per rilanciare aree industriali in crisi.

La città di Terni annuncia lo sviluppo del trasporto pubblico locale a idrogeno, in sinergia con le storiche acciaierie, e getta le basi per la nascita di un’hydrogen valley umbra. Un protocollo tra Comune, AST (Acciai speciali Terni) e Busitalia (società del gruppo FS Italiane) dà il via al progetto sull’utilizzo dell’idrogeno per la mobilità. Quasi sette milioni di euro arrivano dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per l’acquisto di autobus a idrogeno e per la realizzazione delle infrastrutture necessarie, come la stazione di pompaggio e di distribuzione. AST metterà a disposizione gratuitamente il surplus di idrogeno prodotto all’interno dell’area industriale che viene utilizzato in fase di produzione, oltre all’area per la realizzazione della stazione; Busitalia gestirà il nuovo parco mezzi.
 


Un recentissimo stanziamento della Regione Toscana consentirà l’acquisto di 500 nuovi autobus per il trasporto pubblico locale, nel segno della sostenibilità ambientale. Obiettivo della giunta regionale è arrivare al 2033 utilizzando solamente mezzi a metano, elettrici o a idrogeno.

Nel Südtirol-Alto Adige, provincia autonoma da sempre attenta alle innovazioni sostenibili, già dal 2019 circolano mezzi di trasporto pubblico a idrogeno: cinque autobus Mercedes che fanno rifornimento nell’unica stazione di servizio italiana aperta al pubblico che distribuisce il prezioso gas. E, sempre tra le valli altoatesine, sulle nevi dell’Alta Badia (per la precisione), è stato testato un prototipo che viene dal futuro. Si tratta del primo gatto delle nevi a idrogeno, potente come un diesel, ma a emissioni zero. Prinoth, società del gruppo Hti con sede a Vipiteno, ha realizzato il primo battipista al mondo con motore elettrico alimentato a idrogeno. Il nuovo modello, costato un anno di ricerca e sviluppo, vanta una potenza motore massima di 544 CV (400 kW) e una coppia massima disponibile da subito pari a 2.300 Nm. Le prestazioni, dunque, sono le stesse del modello alimentato a gasolio e in accelerazione risulta persino più performante del modello classico. Considerando poi che in una giornata un gatto tradizionale brucia fino a 200 litri di gasolio e che questi mezzi in inverno battono migliaia di chilometri di piste, ogni giorno, il beneficio per l’ambiente - quando la flotta dei gatti a idrogeno entrerà in azione - non sarà affatto indifferente.

Ancora più futuribile il progetto di Aecom (multinazionale dell’engineering con base a Los Angeles, 20,2 miliardi di dollari di fatturato, 57mila addetti nel mondo): fare della produzione di idrogeno da fonti rinnovabili e del suo utilizzo il vettore di sviluppo delle regioni del Centro Italia, nell’area del cratere sismico del 2016 e 2017. Il piano è ora nelle mani della presidenza del Consiglio e sarà presto oggetto di uno studio di fattibilità. Ad Ascoli Piceno e in altri comuni dell'Appennino centrale è prevista l’installazione di un centro di ricerca. Per la produzione, l’idea è quella di utilizzare insediamenti industriali dismessi, portando nuova occupazione in un’area particolarmente colpita dalla crisi economica.

La sfida dell'idrogeno

Nel Lazio il più grande Centro di ricerca dell’Enea, nei pressi del lago di Bracciano, si occupa anche di idrogeno. “Da diversi decenni l’utilizzo dell'idrogeno come vettore energetico e non solo come materia prima dell’industria di processo, è considerato come un possibile elemento chiave per la decarbonizzazione dei sistemi energetici”, scrivono i ricercatori del Dipartimento tecnologie energetiche e fonti rinnovabili. L’Ente è impegnato nello sviluppo di processi e tecnologie relative all'intera catena del valore dell'idrogeno, è capofila in numerosi progetti europei e ricopre ruoli di rappresentanza in diverse iniziative e tavoli tematici nazionali e internazionali. L’attenzione verso l’idrogeno come vettore energetico è dovuta ad alcune sue interessanti caratteristiche: è leggero, più facilmente immagazzinabile a lungo termine rispetto all’energia elettrica, reattivo, ad alto contenuto di energia per unità di massa e può essere facilmente prodotto su scala industriale. La combustione, poi, non è associata alla produzione di anidride carbonica (CO2) e non comporta quindi emissioni climalteranti dirette.

Uno dei più grandi progetti in Europa per lo sviluppo di tir a idrogeno e relative infrastrutture corre sulle strade d’Olanda, Belgio e Germania. L’italiana Iveco e la start-up americana Nikola, sono i partner coinvolti nella creazione di una nuova generazione di mezzi pesanti. I promotori sono l’Autorità portuale di Rotterdam e la società francese Air Liquide: una rete di almeno 25 stazioni di rifornimento coprirà l’asse stradale che collega i tre Paesi, almeno mille camion a idrogeno lo percorreranno entro il 2025.

 

L’idrogeno sarà introdotto presto anche nella mobilità ferroviaria. Un progetto di Fnm e Trenord sulla linea Brescia-Iseo-Edolo che attraversa la Valcamonica ha intenzione di sostituire i 14 treni diesel che attualmente operano sulla linea con altrettanti a idrogeno. Prevista anche la produzione: il primo impianto di produzione, stoccaggio e distribuzione di idrogeno sarà realizzato da Fnm a Iseo tra il 2021 e il 2023. I nuovi treni prodotti da Alstom (inizialmente sei, poi altri otto) dovrebbero essere operativi dal 2023. Entro il 2025 saranno inoltre realizzati uno o due ulteriori impianti di produzione e distribuzione di idrogeno da elettrolisi (il cosiddetto idrogeno verde) lungo il tracciato della ferrovia. Si prevede infine, sempre entro il 2025, di estendere la soluzione idrogeno al trasporto pubblico locale, a partire dai circa 40 mezzi che percorrono la Valcamonica.

L’economia dell’oro verde sembra poter decollare anche in Italia. Certo, la rampa di lancio è ancora in costruzione ma il fermento che si percepisce fa ben presagire. Un giorno, non troppo lontano, idrogeno sole e vento sostituiranno i combustibili fossili e l’atmosfera del nostro pianeta ringrazierà sentitamente.