Il caso

In Polonia l'autostrada che minaccia l'oasi protetta

(Polandin) 
La Via Carpathia, prevista entro il 2025, collegherà la Lituania alla Grecia passando per Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria. Ma gli ambientalisti sono in allarme per la riserva naturale di Biebrza, habitat di almeno duecento specie di uccelli rare, protette o a rischio estinzione
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BERLINO – Ovunque nel mondo, e specie nell'Unione europea e negli altri paesi piú avanzati, necessità e imperativi impellenti, prioritari del progresso e della costruzione di nuove infrastrutture entrano in conflitto con gli imperativi della difesa della natura. Sta accadendo in Polonia, dove la svolta verde che abbiamo narrato (e che coincide con l'avvio della produzione di auto elettriche nazionali) coincide con una vivace discussione sul piú importante progetto autostradale del centroest e dei Balcani. Il governo polacco punta tutto sulla nuova autostrada. Si chiama Via Carpathia, è una versione contemporanea delle grandi strade dell'Impero romano. Unirà la Lituania alla Grecia passando per Polonia, Slovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria. Le autorità liberamente elette della prima potenza dell'Est di Ue e Nato sottolineano i vantaggi economici irrinunciabili del progetto, che anche fondi Ue finanzieranno con aiuti decisivi. Attraversando regioni povere di ogni Paese toccato, la Via Carpathia darà una spinta a sviluppo economico e occupazione. E insieme sarà una vitale area di trasporto dal Baltico al Mediterraneo.

L'oasi di Bierbza, in Polonia 

Gli ecologisti, assieme a diverse ong, sottolineano che per costruire la Via Carpathia, secondo il tracciato previsto, sarà necessario distruggere l'oasi naturale polacca di Biebrza, una zona di paludi ritenuta dagli esperti naturalisti forse la piú importante oasi-riserva del continente per almeno duecento specie di uccelli rare, protette o a rischio estinzione.

Il governo dialoga ma non intende retrocedere e tanto piú sullo sfondo della recessione europea causata dal coronavirus, non a torto insiste sulle priorità economiche, sottolinea l'autorevole sito indipendente polacco Nfp-Notes from Poland. E aggiunge che non è escluso che la controversia finisca davanti a un arbitrato o coinvolga istituzioni dell'Unione europea, cui tutti i paesi che dovranno essere attraversati dalla Via Carpathia appartengono.

"Se la costruzione dell'autostrada andrà avanti cosí come secondo il progetto attuale, ciò significherà che la difesa della natura in Polonia non esiste piú", ha dichiarato a Nfp l'esponente ecologista Tomasz Klosowski, fotografo e naturalista che da decenni documenta e studia la natura dell'oasi di Biebrza. Aggiungendo: "Biebrza è una zona unica, di natura intaccata dalla civiltà, e produce anche ricchezza come magnete dell'ecoturismo". Sul tema di sta svolgendo un dialogo democratico e civile, ma serrato. Il principale committente del progetto di costruzione, l'azienda di civil engineering tedesca Schuessler-Plan, e la GDKKiA, (in sostanza l'Anas polacca), l'istituzione di supervisione del sistema stradale, hanno cominciato a studiare tracciati alternativi della Via Carpathia da proporre sia a naturalisti sia ad esperti economici e investitori.

I pareri si dividono, ed é inevitabile visti i diversi interessi. Il 90% degli abitanti della zona dell'oasi sono per un progetto alternativo proposto dall'azienda tedesca e dalla GDKKiA. Ma il responsabile politico regionale Blazej Bunkowski, a capo della contea di Monki, non lontano dall'oasi, insiste che "il progetto è un'occasione unica, che non si ripeterà mai, per sviluppo crescita e occupazione della gente della nostra regione, per usare al meglio il capitale delle nostre risorse umane". E contesta i sondaggi dei naturalisti: secondo lui sono in realtà realizzati ascoltando pareri di persone abitanti in altre zone del Paese. Ora bisognerà vedere anche come si schiererà la Ue. Dodici anni fa il governo polacco rinunciò a un importante progetto di infrastrutture nella zona di Rospuda, perché l'Unione lo aveva bocciato. Ma allora non c'era il flagello del Covid-19 a minacciare economia e lavoro.