Ue, cento città per salvare il clima: stanziati 800 milioni di euro

Le metropoli coprono il 3% della superficie, ma producono il 72% delle emissioni. Il progetto della Commissione europea per raggiungere la carbon neutrality: creare poli di sperimentazione e innovazione che siano di riferimento per l’intera Unione. Ogni centro selezionato sottoscriverà un Climate City Contract
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La sfida per salvare il clima riparte dalle città. A Cluj e a Iasi, in Romania, puntano sul trasporto pubblico elettrico, il rinnovamento delle infrastrutture, l’ampliamento dei parchi e dei corridoi verdi. I cittadini di 13 città finlandesi, grandi e piccole, sono preoccupati per l’aumento degli eventi meteorologici estremi e le inondazioni urbane e scommettono sulla trasformazione dei sistemi energetici e sulla transizione verso edifici low-carbon. A Lille, in Francia, focus su educazione ambientale e sobrietà dei comportamenti. Venezia sposa turismo sostenibile e azioni ambientali che vadano di pari passo con interventi economici e socio culturali.

La Commissione europea si affida a quindici esperti incaricati di mettere a punto obiettivi e tabelle di marcia per la grande transizione green che dovrebbe investire 100 centri urbani entro il 2030. Per ora sono stati stanziati 800 milioni di euro, ma è solo l’inizio. Chi riuscirà a essere incluso, potrà anche usufruire dei fondi della Bei, la Banca europea degli investimenti, e delle altre misure per il Green Deal.

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Responsabili del 72% delle emissioni globali



Puntare sulle città per raggiungere la carbon neutrality e salvare l’ambiente sembra una strada obbligata: occupano appena il 3% delle terre emerse, ma ospitano oltre metà della popolazione mondiale e in Europa si stima che entro il 2050 quasi l’85% degli abitanti vivrà in aree urbane. Sono responsabili di circa il 72% delle emissioni globali di gas serra: le città sono luoghi nei quali le iniziative per ridurre l’impronta di carbonio prodotta da energia, trasporti, edifici -  ma anche da industria e agricoltura - possono trainare tutte le politiche green del continente. 
 

Incontri in corso



La missione europea relativa alle città intelligenti e a impatto climatico zero ha l’obiettivo di creare poli di sperimentazione e innovazione che siano di riferimento per tutti gli altri centri e per l’intera Unione. Ognuna delle 100 città battistrada che sarà selezionata sottoscriverà un "Climate City Contract", messo a punto in seguito a un processo di raccolta delle idee e delle necessità di cittadini, amministratori, stakeholder. Il primo step del progetto è in corso da alcuni mesi: la Commissione sta realizzando una serie di incontri nelle capitali (Madrid, Bruxelles, Atene, Vienna) e in altre città Ue, come Tartu in Estonia, Cluj e Iasi in Romania, Espöö in Finlandia, Groningen e Eindhoven in Olanda, Lille, Nantes e Le Havre in Francia, e ancora in Polonia, Italia, Slovacchia, Portogallo, Grecia, Finlandia.

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Le azioni da mettere in campo



Ma quali azioni mettere in campo per perseguire una trasformazione così radicale e rapida? Un dettagliato report della Commissione ne ha definite alcune. Importantissimo raggiungere una piena efficienza energetica degli edifici (che significa zero emissioni): palazzi e altre costruzioni assorbono attualmente il 40% di tutta l’energia consumata nelle città. Altra azione fondamentale, l’attenzione alla distribuzione dell’energia rinnovabile: per produrre elettricità totalmente decarbonizzata entro il 2050 sarà necessario generarla per l’80% da fonti rinnovabili. La promozione del trasporto pubblico, della mobilità pedonale e ciclabile, la multi-modalità e l’automazione dei trasporti sono altre priorità per cambiare in meglio qualità di vita e impatto sull’ambiente. Infine: economia circolare, drastica diminuzione nella produzione di rifiuti, emissioni di CO2 e inquinamento.

 

Gli indicatori di qualità



Le valutazioni delle iniziative che le singole città metteranno in campo si avvalgono di indicatori di qualità che misurano matematicamente i risultati ottenuti. Qualche esempio: la percentuale degli spazi verdi mixata con il loro incremento; i consumi totali di energia per abitante, che comprendono riscaldamento, elettricità, carburanti; la percentuale di edifici ristrutturati per aumentarne le performance energetiche.

La rivoluzione verde



L’Europa finanzierà direttamente le 100 città selezionate, in media due o tre per ogni Paese dell’Unione, dal 2021 al 2027. Questa rivoluzione verde vedrà coinvolti, insieme, operatori economici, università, cittadini, società civile, governi locali e nazionali. E per superare l’attuale frammentazione della ricerca e del finanziamento nel campo dell’innovazione climatica, si incentiva un utilizzo sistematico di intelligenza artificiale e internet delle cose.