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Amazon Day, ecco perché dobbiamo preservare la foresta pluviale

Oggi la Giornata mondiale dell'Amazzonia, un tesoro di biodiversità ed ecosistemi minacciato da deforestazione e incendi (che per il 75% sono responsabilità dell'uomo)

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(afp)
Oltre sei milioni di chilometri quadrati (6,7) di foresta di cui tremila andati in fumo quest'anno (300 mila negli ultimi dieci). E' il triste bilancio dell'Amazzonia, celebrata oggi in tutto il mondo con l'Amazon Day, che da gennaio a oggi è bruciata del 26% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nel mese di luglio l'Istituto brasiliano di ricerca spaziale (Inpe) ha registrato, nella sola Amazzonia brasiliana, un aumento del 28% del numero di incendi rispetto allo stesso periodo del 2019 (6.803 incendi registrati rispetto ai 5.318 roghi di luglio 2019), principalmente causati dall'impennata dei livelli di deforestazione illegale.

Un'emergenza che si sta avvicinando sempre di più al punto di non ritorno, ricorda il Wwf impegnato nella raccolta fondi per fermare gli incendi e la deforestazione, supportando le comunità locali e i loro diritti. Questo territorio ospita comunità indigene senza le quali molte aree della foresta non sarebbero ugualmente protette e custodite. Foreste pluviali che secondo studi recenti sono state superate da quelle del Congo per capacità di assorbimento di carbonio sottratto all'atmosfera, ma restano un tassello cruciale degli equilibri climatici, generano piogge localmente e a grandissima distanza, raffreddano il pianeta, custodiscono il 10% della biodiversità mondiale, contrastano la desertificazione, producono acqua, cibo e medicine.

In tutto il mondo, la Giornata dell’Amazzonia è un momento di sensibilizzazione delle persone sul legame tra i sempre più numerosi incendi nella foresta amazzonica e il consumo di carne in Europa. "La richiesta di nuovi terreni per il bestiame e per la produzione di mangime a basso costo destinato anche ai nostri allevamenti intensivi è la spinta maggiore a incendi e deforestazione. Nella maggior parte dei casi, infatti, gli incendi in Amazzonia - e in numerose altre foreste dell’America Latina - vengono innescati deliberatamente per gli interessi dell’agroindustria", spiega Greenpeace.

 
Dieci cose che (forse) non sai dell'Amazzonia:

1) Fornisce circa il 20% delle acque dolci che arrivano agli oceani del globo. Queste acque influenzano il sistema delle correnti marine e quindi, il clima del Pianeta.

2) Secondo alcune ricerche l'effetto Amazzonia influenza il regime delle piogge non solo nel Bacino delle Amazzoni ma in gran parte del Sud America. Senza questa grande distesa di foreste il Continente potrebbe ritrovarsi a secco.

3) Il Rio delle Amazzoni un tempo scorreva verso ovest invece che verso est come oggi. L'innalzamento delle Ande lo ha spinto a sfociare nell'Oceano Atlantico. Il bacino del Rio delle Amazzoni copre circa il 40% del continente sudamericano e comprende parti di otto Paesi sudamericani: Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname oltre alla Guyana francese, un dipartimento della Francia.

4) Si stima che il bacino del Rio delle Amazzoni abbia 390 miliardi di alberi appartenenti a 16.000 specie diverse mentre l'intero bioma amazzonico custodisca il 10% delle specie finora conosciute.

5) Quasi due terzi della foresta amazzonica si trovano in Brasile.

6) Si pensa che l'Amazzonia abbia 2,5 milioni di specie di insetti e che più della metà delle specie della foresta pluviale amazzonica viva sulla volta degli alberi (canopy).

7) Il 70% del Pil del Sud America è prodotto in aree che ricevono piogge o acqua dall'Amazzonia.

8) L'allevamento di bestiame è responsabile di circa il 70% della deforestazione in Amazzonia.

9) La superficie del bioma amazzonico è grande 2 volte quella dell'India.

10) Deforestazione e incendi stanno avvicinando sempre più l'Amazzonia verso un punto di non ritorno.

(fonte: WWF)